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“Belluno protagonista”: Michele Carbogno ufficializza la fronda del Pdl, divenuto oramai un “partitino di Pochi, democristiani e longevi”

Feb 15th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Ora ha un nome e anche un logo. Si chiama “Belluno protagonista” con sottotitolo “Guarda al futuro” ed è una corrente interna al Pdl. Almeno questo ad oggi, e secondo le ripetute sottolineature fatte del suo leader fondatore Michele Carbogno. Che silurato per un vizio formale risibile al congresso di Sedico del Pdl, oggi dà vita ad una fronda interna al partito. «Ho il massimo rispetto per i singoli componenti del partito – afferma Carbogno, ex assessore comunale in quota An ed ex vicepresidente della Provincia – ma quando ho aderito al Pdl pensavo di essere entrato in un grande partito. Mentre dopo il congresso ho l’impressione di trovarmi in un partitino. Dove l’acronimo Pdl si traduce in “Pochi e Democristiani…ma Longevi”. Se guardo al domani, infatti, all’interno del partito vedo i Pra, Boito, i fratelli neri, Comis… Mezzo partito insomma – prosegue Carbogno – non è rappresentato nel Pdl bellunese del dopo congresso. E dunque ho intenzione di dar voce dall’interno e in maniera propositiva a tutte quelle persone che non si riconoscono e non si sentono rappresentate nel coordinamento appena eletto».

Per strutturare questo progetto, Michele Carbogno ha in mente una “componente di area vasta”, ossia una corrente politica a carattere provinciale composta non solo dagli ex An, ma aperta a nuove adesioni. Il suo programma prevede una serie di incontri nel territorio provinciale per parlare delle difficoltà che si riscontrano nelle singole vallate. E riprendere così la politica dal basso «cosa che oramai i più hanno dimenticato ed in contrapposizione all’autoreferenzialità di taluni nostri rappresentanti».

L’ex vicepresidente della provincia ha già fissato alcuni punti programmatici, «daremo forza alle istituzioni locali, quelle elettive. Soggetti come il Bim, tanto per capirci, non possono essere delegati alla gestione della politica! Abbiamo visto cosa è successo con Gsp. Riapriremo il dialogo con gli alleati, in primis la Lega, un tentativo doveroso, dopo la caduta della provincia va fatto. Ci vuole, insomma, inclusione e non esclusione. E se qualcuno ritiene di arrivare con pacchetti preconfezionati e candidati già decisi offrendo in cambio le briciole, potrebbe anche dererminarsi la frattura. Ma non è quello che vogliamo». Il segnale, insomma è forte e chiaro e proviene da chi ha in tasca le famose 204 tessere ricusate per vizio formale ed un buon bagaglio di esperienza politica. “Belluno protagonista guarda al futuro” come recita il logo, apre le porte agli esclusi del congresso. E i numeri in politica potrebbero riservare delle sorprese.

 

Il gioco delle parti

 

Onorato il dovere di cronaca, ora riferiamo delle forti suggestioni, condite con un po’ di surrealismo ed irriverenza.

Se alla domanda dei giornalisti, ma questa è una lista civica? C’è il logo già bello pronto e per di più non contiene nessun riferimento al Pdl, Carbogno riafferma che si tratta di una corrente all’interno del Pdl è evidente che altro non possiamo fare che riferire della nascita di una corrente.

Tuttavia, nel gioco delle parti, possiamo ipotizzare che essa si trasformi in una lista civica, civetta o in concorrenza spietata, e non  solo una fronda interna al partito. Supportati anche dalla minaccia esplicita che Carbogno ha lanciato ai vecchi democristiani, di non osare presentarsi con una lista preconfezionata. Insomma è difficile credere che tutto filerà liscio. Soprettutto dopo le disdicievoli manovre di esclusione in danno a Carbogno effettuate al congresso. Con un vizio di forma e guarda caso con un principe del Foro come l’avvocato pidiellino Maurizio Paniz che osserva gli eventi.

Prade, dunque, ha la sua spina nel fianco e si chiama per ora Carbogno. Come del resto a sinistra Claudia Bettiol ha anche lei la sua spina conficcata di nome Jacopo Massaro.

Ma c’è di più, in questo gioco di suggestioni e presentimenti dipinti dal caso, e da una realtà di immagini che a volte prelude i fatti. Guardate bene la fotografia di Michele Carbogno. C’è il logo, sembra la presentazione di un candidato sindaco. Eppoi c’è uno sfondo rosso che sovrasta la scena. Certo è assolutamente casuale, ma è lì che gronda ed evoca sinistre presenze.  Quel rosso che domina e che nessuno può ragionevolmente attribuire al dna di Carbogno, per noi contiene un avvertimento. Ed ora la spina sul fianco di Prade comincia a penetrare in profondità e fa sanguinare il sindaco uscente.

Quel rosso che sgorga non lascia scampo, pervade la scena. Cosa succederebbe a Prade se la lista “Belluno protagonista” candidasse appunto un protagonista della scena politica bellunese del centrodestra, diciamo in concorrenza con Prade. Diciamo Michele Carbogno. Diciamo Paolo Gamba. La spina sul fianco ora è diventata insopportabile, al punto da costringere a terra il candidato sindaco Prade, escludendolo dal ballottaggio. Tutta colpa di quello sfondo rosso, surreale, imperante, maledettamente sovrastante persone e cose.

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