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Il nuovo Pdl? Una foto sbiadita della Dc anni ’60-’70 *di Michele Carbogno

Feb 12th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

L’occasione del primo Congresso provinciale del Pdl poteva essere  utile a sancire il rilancio di un grande partito su base locale;  purtroppo si è invece assistito alla nascita di un partitino che  mobilita un centinaio di persone all’ascolto dei lavori congressuali e  un altro paio di cento a votare durante l’arco della giornata. Ben  poca cosa se ci si confronta con i numeri della popolazione bellunese  e ancor più poca se si proporzionalizzano rispetto alla mobilitazione  avvenuta in altre località.  Già, ma mentre in giro per l’Italia si è lasciato correre, anche  troppo, sulle modalità di iscrizione che hanno portato in molti casi  ad evidenziare vere e proprie falsità, qui la partita si è giocata  sull’esclusione di oltre duecento tesserati che, pur in regola su  tutto (dai moduli, ai documenti di identità, al pagamernto nei tempi)  avevano un unico neo: un pagamento cumulativo. Mentre in qualche città  si ammettevano elenchi di nomi, senza documenti allegati, ricopiati  dall’elenco del telefono (defunti compresi); mentre in qualche altra  città si ammettavano elenchi ripresi pari pari da quelli di  associazioni che nulla avevano di politico nel loro statuto; a Belluno  si cavillava sul fatto del bonifico cumalitivo, respingendo ogni tipo  di mediazione di buon senso.  E così da un numero di iscritti potenziali inferiore a 800, si  scendeva sotto i 600, tra i quali un discreto numero collegato per  affinità politica ai 200 e rotti sospesi; cosa che ha fatto sì che,  per solidarietà con gli esclusi, molti di questi ultimi, pur essendo  ammessi, abbiano deciso di non partecipare al voto congressuale.  Risultato: 300 votanti, metà degli aventi diritto, poco più di un  terzo se si considerano anche i sospesi.  Per vincere il campionato ci vuole un buono staff tecnico e una rosa  ampia; altrimenti tra infortuni e avversari tosti si rischia non solo  di non vincere, ma addirittura la retrocessione. Su questo  ragionamento, recependo i suggerimenti del coordinatore regionale  Giorgetti, avevo aperto nelle ultime ore un dialogo col neo  coordinatore provinciale Ghezze, senza pretese personali, ma  spronandolo a includere nella segrerteria persone valide e giovani che  rappresentavano l’altro mezzo partito; cosa questa che sarebbe stata  vantaggiosa anche allo stesso Ghezze e sulla quale si era speso come  mediatore e uomo di garanzia, durante la notte di venerdì, anche il  senatore Cutrufo, presidente dell’assemblea congressuale.  Il nuovo Pdl alla fine ha scelto di escludere i nominativi concordati,  volendo invece blindare una segreteria con persone certamente di  massimo rispetto ma che, almeno guardando le foto sulla stampa  odierna, non rappresentano certemente il nuovo che avanza. Se togliamo  il colore a quelle foto potremmo infatti confonderle con immagini di  repertorio di un vecchio congresso Dc anni Sessanta/Settanta. Il nuovo  Pdl ha deciso dunque di non confrontrarsi con noi all’interno della  segreteria, lasciando in tribuna tanti giocatori giovani e vogliosi di  esprimersi. Noi comunque andremo avanti lo stesso, da semplici  militanti e a questo punto liberi da vincoli di scuderia, senza  perdere l’enstusiasmo della partecipazione democratica alla vita  politica provinciale e cittadina. Ci sono molte e validissime persone  tra gli esclusi, tra cui anche navigati amministratori: con questi  intendiamo dar vita a diverse proposte in vista delle imminenti  scadenze elettorali.

Michele Carbogno

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