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L’immobilismo e i ritardi della giunta Prade, oggi a Palazzo Rosso. E la protesta dei dipendenti della Sersa e delle cooperative edilizie

Feb 10th, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Cosiglio comunale affollato oggi pomeriggio a Palazzo Rosso per la presenza di due rappresentanze di cittadini: i lavoratori della SerSa la società partecipata del Comune di Belluno che gestisce la Casa di Riposo di Cavarzano, supportati dai sindacati Cgil e Cisl, e i proprietari di abitazioni costruite oltre 20 anni fa attraverso cooperative su aree Pep (Per l’edilizia popolare).

La giunta Prade, insomma, deve rispondere di immobilismo ai cittadini, oramai stanchi dei continui rinvii e che oggi, per far valere le loro ragioni, hanno deciso di presenziare alla seduta del consiglio comunale, muniti di cartelli di protesta.

La crisi della SerSa, è una conseguenza diretta provocata dallo sforamento del Patto di stabilità per la somma di 10 milioni e 54mila euro causata della giunta Prade nel 2009. Infatti, una delle “sanzioni” dello sforamento è stato ed è il divieto di assunzione esteso anche alle società partecipate. La SerSa, dunque, da tutte le parti politiche ritenuta un fiore all’occhiello del Comune fin dal 2003 quale modello di efficienza, non ha potuto reintegrare con assunzioni il personale che nel frattempo se ne è andato in pensione. E nulla ha fatto la giunta Prade, responsabile di questa situazione, per intervenire politicamente in Regione per superare il blocco che va a incidere sui servizi alla persona. O meglio, qualcosa ha fatto questa giunta: ha alzato le rette degli ospiti e pare che nel 2012 vi saranno ulteriori aumenti. Ed ha trovato l’escamotage di attingere personale da altre cooperative esterne. Nel frattempo, però, si è dedicata a metter in piedi la grande utopia del progetto “Abitare il Nevegal”, ossia quello che ha concesso 300mila euro + benefit di villetta con giardino + auto, un’Audi in leasing da 1.100 euro mensili al manager svizzero Gerard Luyet per la realizzazione di una struttura di formazione permanente per gli operatori locali del turismo e anche un’accademia vera e propria con gli investimenti di privati. Ma che ad oggi non ha dato alcun risultato visibile.

L’altro motivo della protesta dei cittadini a Palazzo Rosso è dovuto anch’esso all’inerzia di questa giunta, oramai a fine mandato che nulla ha fatto in 5 anni per chiudere la questione della cessione delle aree Pep. Come invece hanno fatto altri comuni d’Italia. Ponte nelle Alpi, ad esempio, ha chiuso la questione con 4mila euro ai soci delle cooperative che hanno edificato. Quindi, con 4000 euro, ogni famiglia ha potuto acquisire la proprietà dell’area sulla quale sorge la propria abitazione senza dover aspettare la scadenza dei 99 anni di diritto di superficie. La giunta Prade, invece, prima ha sforato il Patto di stabilità, poi si è accorta che il piatto piange e allora ha giocato al rialzo, recapitando il conto di 23mila euro a famiglia: prendere o lasciare.

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