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Economia sommersa, frodi fiscali ed evasione internazionale: 3,5 miliardi di euro di base imponibile sottratti al fisco, e violazioni Iva per 430 milioni nel rapporto 2011 della Guardia di Finanza del Veneto

Feb 9th, 2012 | By | Category: Riflettore, Società, Associazioni, Istituzioni

Il comandante regionale della Guardia di Finanza del Veneto, generale di Divisione Walter Cretella Lombardo, ha reso nota l’attività svolta nell’anno 2011, dai reparti sul territorio veneto, nella lotta all’evasione fiscale. Economia sommersa, frodi fiscali ed evasione internazionale: questi i fenomeni criminali principalmente monitorati e investigati dalle fiamme gialle venete nel 2011 per i danni che producono al bilancio dello Stato e della Comunità europea, delle Regioni e degli Enti locali, distorcendo la concorrenza tra imprese e incidendo sulla credibilità del “sistema Italia”.

EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE NEL VENETO
L’azione ispettiva delle fiamme gialle si è concretizzata nell’esecuzione di circa 8.000 interventi (2.997 verifiche fiscali  e 4.923 controlli fiscali), e oltre 45.000 controlli strumentali (scontrini e ricevute fiscali) indirizzati nei confronti di esercizi commerciali.
Nell’anno 2011, sono stati accertati oltre 3,5 miliardi di euro di “base imponibile” sottratta al pagamento delle imposte dirette, mentre sul fronte I.V.A. sono state accertate violazioni per oltre 430 milioni di euro.
E’ stato riscontrato, anche, il ricorso anche ad “operazioni elusive”, organizzate nel solo “formale” rispetto della norma ma in realtà finalizzate esclusivamente a conseguire indebiti vantaggi fiscali.
Tale è stato il caso riscontrato in una verifica fiscale operata dal Nucleo di Polizia Tributaria di Verona, che ha segnalato una elusione fiscale per oltre 250 milioni di euro.
E’ stato infatti riscontrato un consolidato sistema elusivo posto in essere da una S.p.a. operante nel settore energetico, che, utilizzando titoli derivati del tipo swap, ha sottratto a tassazione oltre 250 milioni di euro.
L’elusione è stata resa possibile attraverso la  sottoscrizione di oltre 1100 contratti derivati del tipo “Interest rate swap”, principalmente su commodities (materie prime) e currency (valute) con diversi istituti di credito, ponendo così in essere una attività speculativa extra statutaria, con conseguente, indebito, risparmio d’imposta.
La natura speculativa dei contratti derivati stipulati dalla società discende dal fatto che la negoziazione degli stessi non rientrava, infatti,  nell’oggetto sociale della propria attività con la conseguenza, dal punto di vista fiscale, della  violazione al principio di inerenza dei costi.

Gran parte dell’evasione è riconducibile al fenomeno del “sommerso”.
Sono stati scoperti 712 “evasori totali”, ovvero soggetti completamente sconosciuti al fisco, per una base imponibile di oltre 1 miliardo di euro e violazioni all’I.V.A. per oltre 112 milioni di euro e 129 “evasori paratotali” (cioè soggetti che hanno sottratto a tassazione più del 50% dell’imponibile dichiarato) per una “base imponibile” di quasi 260 milioni di euro ai fini delle imposte dirette; oltre 32 milioni di euro le violazioni del comparto I.V.A..
Sconcertante ed eclatante il caso della coppia di coniugi veneti di Eraclea, scoperti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia, che nel 2010 avevano dichiarato redditi irrisori a fronte di introiti derivanti dalla vendita di 180 ettari di terreno, per un valore di 65 milioni di euro.
Tale importo costituisce la “transazione immobiliare” di maggior rilievo realizzata in provincia di Venezia nell’ultimo quinquennio. L’indagine trae origine da operazioni di “verifica fiscale” condotta nei confronti di due società con sede in Lussemburgo, che “gestivano” un “cospicuo” patrimonio immobiliare, dietro le quali vi erano, in realtà, la coppia di coniugi, completamente sconosciuti al fisco fino a quando non sono stati smascherati dalla Polizia Tributaria di Venezia (Allegato n. 1).

LAVORATORI IN NERO O IRREGOLARI
Sono 2.432 i lavoratori in nero scoperti nel 2011 dalla Guardia di Finanza nel Veneto, a testimonianza della recrudescenza del fenomeno.
 EVASIONE FISCALE INTERNAZIONALE
In tema di “evasione fiscale internazionale” sono state concluse numerosissime verifiche ed altre ispezioni sono ancora in corso, nei confronti di contribuenti, persone fisiche e aziende, che hanno collocato i loro “risparmi” nei cosiddetti “paradisi fiscali”. (Paesi off – shore a fiscalità privilegiata).
Sono inoltre constatati oltre 330 milioni di euro di “basi imponibili” per “fittizie residenze all’estero” e/o per “stabili organizzazioni di società estere” non dichiarate in Italia.
Particolarmente insidiosi si sono rivelati taluni casi di frode individuati dai Reparti dipendenti del Comando Regionale Veneto a seguito di approfondimenti investigativi in indagini tributarie.
Sono state esaminate “architetture” societarie particolarmente complesse che hanno evidenziato società controllanti straniere ritenute “esterovestite”, cioè  aventi la sede, solo formalmente, in territorio estero, con la finalità di sottrarsi alla naturale imposizione fiscale in Italia.
L’allocazione all’estero in Stati a “fiscalità privilegiata”, dotati di normative nazionali volte a preservare efficacemente il segreto bancario era finalizzata ad introdurre nel nostro Paese, a titolo di finanziamenti soci o come apporto di capitale, fondi occulti illecitamente accumulati all’estero.

 FRODI FISCALI
Il fenomeno illecito, disciplinato come reato dal Decreto Legislativo n. 74 del 2000, è stato fortemente tracciato dalle Fiamme Gialle nell’aerea veneta, ove frequentemente sono state perpetrate “frodi carosello” soprattutto nei settori del commercio di autoveicoli, dell’elettronica e delle carni mediante emissione e/o utilizzo di “fatture false”, originate da “società cartiere” (società solo formalmente esistenti, in realtà create al solo scopo di fornire documentazione contabile di appoggio fittizio per la realizzazione della frode), di regola intestate a “prestanomi”.
Le indagini svolte hanno permesso di appurare che il fenomeno si è radicato e diffuso anche in altri mercati, quali quello delle materie plastiche, dei metalli e delle pelli, di cui il territorio veneto è leader nel settore della lavorazione e produzione.
Nell’anno 2011, i denunciati per frode fiscale sono ben 797, di cui 14 persone in stato di arresto.

 

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