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La Lega vuole aprire il corridoio a Nord verso l’Europa da Perarolo di Cadore attraverso il Friuli. Presentata martedì l’interrogazione alla Camera per il prolungamento autostradale finanziato da privati

Feb 2nd, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Accantonato il corridoio centrale Venezia – Monaco attraverso Cortina, la Lega Nord spinge per lo sbocco orientale verso la Carnia, con il collegamento autostradale della A27 da Perarolo di Cadore, verso  Forni di Sopra e quindi con la A23 Udine-Tarvisio. Il progetto, finanziato in parte da privati, è contenuto in una interrogazione presentata alla Camera dei deputati martedì 31 gennaio 2012.

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.  – Per sapere – premesso che:

il riconoscimento dei grandi vantaggi economici che apporterebbe a tutto il Paese e, in particolare al Veneto, ma anche all’Alto Adige, la realizzazione di un asse stradale a scorrimento veloce di collegamento diretto tra Venezia e Monaco di Baviera è maturato già dall’inizio degli anni ’50;   nel 1972 è stato inaugurato il primo tratto della A27, tra Mestre e Vittorio Veneto, e nel 1995 il secondo tratto tra Vittorio Veneto e Pian di Vedoia;   a seguito della mancata intesa con l’Austria per l’attraversamento del territorio austriaco con un asse autostradale a scorrimento veloce e la contestuale richiesta della prosecuzione dell’autostrada A27 da parte del mondo imprenditoriale e industriale locale, la regione Veneto ha promosso un protocollo di intesa in materia di infrastrutture firmato dal Governo italiano, dalle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e dall’Anas, per realizzare, con i meccanismi del project financing, la prosecuzione della A27, attraverso una bretella di collegamento con l’autostrada A23 diretta a Tarvisio;   l’opera, identificata come completamento della A27 Alemagna e collegamento con la A23, è stata inserita nell’8o allegato infrastrutture della «legge obiettivo» quale infrastruttura strategica per il Paese ed è stata suddivisa in 3 tronchi funzionali ai fini del finanziamento e realizzazione:

a) tronco A – da Pian di Vedoia a Pieve di Cadore-Caralte;

b) tronco B – da Caralte a Forni di Sopra;

c) tronco C – da Forni di Sopra alla A23 nel comune di Tolmezzo;

il progetto preliminare del primo tronco di circa 20 chilometri, per un costo pari a 1,2 milioni di euro, è in fase avanzata di approvazione con il titolo «Passante Alpe Adria – Belluno – Cadore»; il soggetto competente è la regione Veneto;   il tracciato del progetto, che per oltre la metà scorre in galleria, si sviluppa attraverso un territorio che si estende dalla zona a nord di Belluno, dalla località Pian di Vedoia, fino alla località Pian De l’Abate a sud di Caralte (comune di Perarolo di Cadore);   il project financing è stato presentato da un gruppo di imprenditori privati alla regione Veneto, è coerente con la programmazione regionale ed ha avuto ampio consenso da parte degli enti locali; l’iniziativa sta seguendo l’iter di legge per l’approvazione come opera della «legge obiettivo»;   il progetto è stato presentato a luglio 2010 al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per la valutazione d’impatto ambientale ed è stato ripubblicato per la consultazione del pubblico, anche ai fini della valutazione d’incidenza, a settembre 2011;   la regione Veneto è in attesa dell’esito della valutazione d’impatto ambientale speciale e dell’approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe per poter indire, come da legge, la gara europea per la concessione dell’infrastruttura;   la realizzazione celere del primo tronco di prolungamento della A27 «Passante Alpe Adria – Belluno – Cadore» è importantissimo per la regione Veneto, in quanto l’opera è vista come un grande passo del Veneto e del bellunese verso l’Europa, che avvicinerà ulteriormente al mondo intero le Dolomiti, patrimonio ambientale dell’umanità;   tale primo tronco di prolungamento della A27 non solo si presenta funzionale sia per il collegamento con l’Austria, in prosecuzione verso nord con la viabilità ordinaria, sia per il collegamento con la A23, in prosecuzione verso est con la futura bretella, ma è anche autonomo e funzionale per il Cadore e la Cortina;   il nostro Paese non potrebbe essere accusato di aver frazionato l’opera, secondo il sistema, peraltro, già comunemente usato per le grandi opere della «legge obiettivo», con il presunto scopo di eludere le norme comunitarie sulla valutazione d’impatto ambientale e sulla pubblicità; in primo luogo, perché l’opera è comunque valutata in un procedimento di valutazione d’impatto ambientale e, in secondo luogo, perché il primo tratto si presenta autonomo e funzionale per il territorio nello stato attuale, in quanto evita il brusco riversamento dell’attuale traffico della A27 sulla viabilità locale, prolungando la viabilità scorrevole fino al Cadore;   tale primo tronco, infatti, rappresenta un supporto indispensabile per l’industria bellunese e veneta, è una soluzione improcrastinabile per porre fine alle lunghe code che si formano sulla strada statale n. 51 in certi periodi dell’anno, a causa dell’attuale troncatura della A27, ed è funzionale per collegare il Cadore e Cortina, nonché la provincia di Bolzano, con il resto del Veneto;   peraltro, la legge n. 191 del 2009, all’articolo 2, comma 232, con apposita procedura, ha previsto l’ulteriore frazionamento delle opere della «legge obiettivo», per lotti costruttivi, anziché per lotti funzionali, al fine di permetterne il finanziamento da parte del Cipe, vista la ristrettezza delle risorse pubbliche a disposizione;   il Governo, con gli ultimi decreti-legge, punta sulla promozione e agevolazione del sistema del project financing, allo scopo di sopperire, attraverso i finanziamenti dei privati, alla restrizione delle risorse pubbliche e permettere la realizzazione comunque delle infrastrutture indispensabili per il Paese;   il passante Alpe Adria – Belluno – Cadore, interamente finanziato da privati, si presenta autonomo e corrispondente agli obiettivi del Governo; un eventuale blocco dell’attuale progetto, in attesa dell’individuazione di ulteriori finanziatori privati, che si propongano per la realizzazione dei due successivi tratti da Caralte a Forni di Sopra e da Forni di Sopra alla A23, metterebbe in crisi la realizzazione dell’opera -:   quali siano gli intendimenti del Governo per la celere approvazione del progetto preliminare del primo tronco del prolungamento della A27 – Passante Alpe Adria – Belluno – Cadore e che tempi si prevedano.(3-02069)

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02069 presentata da GIANPAOLO DOZZO martedì 31 gennaio 2012, seduta n.579

Firmatari: DOZZO, DUSSIN, GIDONI, BOSSI, LUSSANA, FOGLIATO, MONTAGNOLI, FEDRIGA, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D’AMICO, DAL LAGO, DESIDERATI, DI VIZIA, FABI, FAVA, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MARONI, MARTINI, MERONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, POLLEDRI, RAINIERI, REGUZZONI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. –

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3 comments
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  1. Solo dei dementi possono spacciare tale opera per sviluppo

  2. Il prolungamento della A27 è puro delirio! Dobbiamo cominciare a ragionare in maniera seria sul futuro del trasporto bellunese, concentrandoci sullo sviluppo di una valida mobilità alternativa basata soprattutto sul potenziamento della linea ferroviaria. Non possiamo permetterci di devastare il nostro territorio con un’opera così impattante e particolarmente discutibile dal punto di vista della sua utilità, nel bel mezzo delle Dolomiti Patrimonio Unesco.

    http://www.belluno5stelle.it/contrari-prolungamento-a27-sostenitori-trasporto-su-rotaia/

  3. un po’ meno di una bestemmia rispetto il tracciato originario ma pur sempre una bestemmia.
    Basta e avanza la variante di Longarone e fare tutte le altre varianti dei paesi, non ci vuole una cima, ma con tutti i fenomeni di politicanti in giro siamo riusciti a perdere anche quei fondi.
    Un’autostrada servirebbe solo ai soliti noti (cioè ai trevisani).
    Ci vuole invece un’adeguato sviluppo ferroviario (che attualmente è molto peggio rispetto a quello del 1920).