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martedì, Maggio 26, 2020
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Santa Giustina. Il sindaco emana l’ordinanza che vieta l’accattonaggio molesto

Ennio Vigne

A seguito dell’aumento sensibile del fenomeno dell’accattonaggio e di segnalazioni da parte dei cittadini per i quali esso è divenuto motivo di allarme e turbativa, il sindaco di Santa Giustina ha emesso nel mese di ottobre un’ordinanza di divieto su tutto il territorio comunale di porre in essere forme di accattonaggio molesto.
Molti infatti sono coloro che hanno segnalato la presenza di persone che nel territorio comunale richiedono insistentemente soldi, anche con azioni moleste, in particolare nella giornata del venerdì in Piazza Maggiore durante il mercato settimanale, nei pressi di cimiteri e luoghi di culto, di uffici ed esercizi pubblici ed ancora in punti di sosta, incroci, semafori, con conseguente rischio di intralcio ed anche pericolo per la viabilità.
L’ordinanza tiene conto anche che tale azione viene effettuata spesso mostrando o simulando menomazioni fisiche ed utilizzando minori ed animali, allo scopo di impietosire i cittadini ed ottenere più facilmente offerte in denaro. Lo scopo è quindi quello di tutelare i cittadini, ma anche coloro i quali, soprattutto cittadini stranieri, per il loro stato di difficoltà potrebbero cadere nello sfruttamento da parte di organizzazioni criminali. Il controllo sul queste persone sarà costante, anche per verificare eventuali reali situazioni di indigenza per le quali adottare i provvedimenti di carattere sociale e assistenziale adeguati. Fino ad ora sono due le sanzioni applicate e quattro le persone identificate, mentre costante è il controllo nei punti più “sensibili” del territorio.
Le violazioni di tale divieto vengono punite con una sanzione amministrativa da € 25 a € 500, con facoltà per il trasgressore di estinguere l’illecito mediante il pagamento in misura ridotta, entro 60 giorni dalla contestazione, pari di euro 50 (il doppio del minimo della sanzione). Il provvedimento emanato nell’ambito delle ordinanze “contingibili e urgenti”, rimarrà in vigore fino alla scomparsa del fenomeno e comunque per un massimo di dieci mesi.

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