Wednesday, 20 June 2018 - 07:52

Fallimento di Gsp? Acqua pubblica o privata? Deposito di 100 euro uguale per tutti o rincaro bolletta? Gli interrogativi del Patto per Belluno

Nov 17th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Imperversa la polemica sull’’acqua e su BIM GSP, una polemica isterica e sterile dove molti cercano un capro espiatorio e scaricano il barile delle colpe su altri per mascherare le proprie responsabilità. Una polemica che insiste sulla questione dell’eventuale cauzione che taluni chiamano erroneamente tassa o dell’aumento della tariffa per sanare la situazione in cui versa la Società dei Comuni Bellunesi. Quando si tratta di tirar fuori soldi dalle tasche e fare sacrifici nessuno è contento anzi è doloroso per tutti, diciamo per tutti anche per chi scrive. Peccato che nessuno si accorga e protesti per quanti soldini vengono spillati come l’IVA sulla tassa rifiuti “non dovuta” o dell’IVA sulle accise e sull’IVA, vale a dire imposte su imposte, è sufficiente controllare la bolletta del metano. Il Patto per Belluno, che già nell’agosto 2004 aveva portato all’attenzione della pubblica opinione che qualcosa non andava, ha preso una ben precisa posizione sulla questione dell’acqua che è solo quella di fare chiarezza e trasparenza nell’interesse dei Cittadini, del nostro territorio e del prezioso patrimonio che è la nostra acqua e quindi della gestione della stessa. Certamente ci sono delle responsabilità di carattere politico che vanno sviscerate in sede politica e qualora vi siano delle responsabilità amministrative e penali la competenza spetta agli organi preposti a valutare e giudicare, vale a dire la Corte dei Conti e la Magistratura. Ma al di là delle polemiche perché non si pensa alla soluzione della questione acqua? non basta dire “tanto paga sempre pantalone”, voce ricorrente. E’ ora che “pantalone” si dia da fare e che non sia più tale, ma diventi protagonista informato e prenda le decisioni più giuste. Poniamoci delle domande e diamoci delle risposte! Vogliamo il fallimento di GSP patrimonio dei nostri Comuni e quindi nostro patrimonio? Vogliamo l’acqua privatizzata o pubblica? Vogliamo che i privati entrino nella società? E’ preferibile pagare la cauzione o aumentare le tariffe? Perché non fare una specie di referendum popolare mediante suggerimenti sul da farsi sottoscritta da parte degli intestatari delle utenze, con indicazioni da far pervenire su fotocopia dell’ultima bolletta? Quando si tratta di mettere nero su bianco uno ci pensa e ragiona rendendosi responsabile della scelta.. Non si dimentichi che l’acqua non costa niente (se si va a prenderla col secchio alla sorgente); i costi consistono negli impianti di presa, tubazioni, depurazione, fognature, depuratori e manutenzioni e strutture necessarie. Bellunesi di tutta la Provincia cerchiamo di fare squadra e assieme diventiamo padroni e decisionisti del bene comune.

PATTO PER BELLUNO – Celeste Balcon

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2 comments
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  1. C’è un referendum che ha sancito la volontà dei cittadini che l’ acqua sia pubblica
    E allora, prima di tutto, vanno evidenziate le responsabilità politiche che hanno portato a questa situazione, iniziando dall’azzeramento dei vertici di BIM GSP. Ma non solo, i Sindaci devono ammettere apertamente la propria corresponsabilità, iniziando un processo di trasformazione che porti ad un cambiamento nella gestione del servizio idrico nel nostro territorio. Prima di tutto inaugurano una stagione di trasparenza sui bilanci e sulle scelte gestionali evidenziando quali sono stati i passaggi decisionali che hanno provocato il debito societario. Glasnost dunque!

    In un secondo momento, va intrapreso un percorso che faccia proprie le istanze emerse dai referendum del 12 e 13 giugno, ovvero la trasformazione del società “in house”, una s.p.a. di diritto privatistico, in una azienda speciale di diritto pubblico aperta alla partecipazione decisionale e al controllo da parte dei cittadini. Nello stesso tempo, va eliminato il 7% di rimuneratività del capitale tutt’ora presente nella bolletta nonostante sia stato cancellato attraverso il secondo quesito referendario. Pubblico e partecipato dunque!

    Sono queste le pre-condizioni “sine qua non”, da cui ripartire. Ora tocca ai Sindaci scegliere da che parte stare, scegliere se essere parte del problema o parte della soluzione. Hanno, ora, la possibilità di riacquisire una credibilità e un protagonismo su una questione su cui hanno avuto per troppo tempo un atteggiamento irresponsabile. Le scelte, però, devono essere chiare e in linea con quelle che sono le proposte che il Comitato Acqua Bene Comune sta portando avanti da mesi e che abbiamo riassunto sopra. In questa fase è giusto ridare fiducia ai Sindaci, ma il malumore tra i cittadini continua a crescere e la situazione necessita di risposte adeguate. E’, però, una fiducia a tempo determinato, perché le scelte non possono più essere rinviate e soprattutto non possono ricadere sui cittadini, come con la proposta del contribuito dei 100 euro venuta dal “gruppo dei nove saggi” per appianare il buco di bilancio. “Tanto saranno i cittadini a pagare” è un’espressione che troppo spesso abbiamo sentito e che secondo noi non può essere accettata passivamente, come se fosse un dato di fatto, perché legittima un “modus operandi” nel quale, chi sbaglia non paga.

  2. Se i bellunesi avessero veramente le palle per far squadra……non ci sarebbe accanimento politico ma confronto per un fine comune.
    Invece….non abbiamo nemmeno il Presidente della Provincia!!! non si andrà ma da nessuna parte…rimarremo sempre succubi di qualcun altro o dei giochi di potere.