Wednesday, 19 December 2018 - 03:27

Gsp. E’ un manager la soluzione. di Angelo Levis (IdV Belluno)

Nov 16th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Angelo Levis

Dapprima mi congratulo col sindaco di Ponte nelle Alpi per aver affrontato in un Consiglio aperto al pubblico la questione Bim G.S.P.
Non tutti i cittadini sono al corrente della situazione in cui versa G.S.P. né riescono a rilevarne la gravità e le responsabilità connesse.
Ritengo assolutamente prioritario capire come la società sia arrivata ad accumulare un debito tanto elevato nei confronti di fornitori pubblici e privati e resto ancor oggi sconcertato dal fatto che parte di chi ha votato per anni i bilanci di questa società sia ora incaricato di risolvere il problema del suo buco finanziario.
Da tempo avevo suggerito, anche tramite il partito che rappresento, che ci dovesse essere una sorte di commissariamento della società, ossia che qualche esterno ad ogni gioco di potere potesse tirare le fila della situazione (lo stesso risultato, almeno in termini di trasparenza, non si otterrebbe e non si otterrà se chi guida una società è l’amico di un amico di un altro amico, e comunque un politico riciclato). Invece pare che ci sia l’idea di inserire nell’amministrazione societaria tre tecnici rappresentativi di vallata con collocazione politica in una specifica area di riferimento.
Oltre 77 milioni di euro è la somma totale dei debiti di G.S.P, di cui 47.828.416 contratti con le banche e 29.553.252 con i fornitori. I cittadini bellunesi devono ignorare tutto e tutti? Insomma come al solito dobbiamo “pagar e taser”? Mi dispiace ma in un momento del genere tutto deve uscire allo scoperto, colpevoli e non, e gli aumenti delle bollette dell’acqua non dovrebbero essere a carico dei cittadini che proprio sugli Amministratori pubblici (tanto più se sindaci) fanno affidamento. Forse i “saggi” non hanno capito che tale situazione non può essere coperta.
Sono quindi dell’avviso che non sia risolutivo del problema la proposta di tre tecnici, legati per un verso o per l’altro ad un partito. Così facendo cambierà poco o nulla, il tutto pare perseguire uno stesso filone politico, quello di sempre. Suggerisco invece e di nuovo di andare in cerca di qualcuno che con fondate doti manageriali e privo di relazioni partitiche o politiche riesca a portare in porto una ristrutturazione più che mai necessaria dell’azienda.
Mi dispiace che la politica abbia fallito anche a Belluno, ma questa è la “cruda realtà dei fatti”.
La colpa è dell’A.A.T.O.? La colpa è dei sindaci che non hanno mai controllato G.S.P. e hanno sempre votato senza leggere nemmeno una carta? La colpa è del CdA di G.S.P. e del suo collegio di revisori che non hanno messo in grado i sindaci di capire che cosa stesse accadendo?
In tal senso, come già annunciato, proporremo un esposto alla Corte dei Conti per tramite dell’On. Professor Antonio Borghesi tendente a valutare l’intera situazione di G.S.P.
La mia proposta e che il Consorzio Bim si faccia da garante nella ricapitalizzazione di G.S.P. attraverso un’iniezione di liquidità (sarebbe in linea col mandato istituzionale). In secondo luogo mi trovo d’accordo con la tesi che poiché tutti i Comuni risultano soci di G.S.P. con parità di peso (una testa un voto) è giusto che una parte di ricapitalizzazione vada divisa in parti uguali tra tutti i 67 comuni. E’ un principio di responsabilità che i politici nazionali o locali spesse volte dimenticano ben volentieri. I cittadini la loro parte già la faranno con l’aumento annuo del 5% delle bollette.
E pensare che fino a poco tempo fa il presidente di G.S.P si vantava che il costo dell’acqua bellunese era tra i più economici….

Angelo Levis
I.D.V. Belluno

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  1. L’ordine a GSP di eseguire il servizio viene dai comuni, i comuni usufruiscono di quei servizi, loro fissano la tariffa. In base a quale logica il debito viene messo in conto a chi fa il lavoro e non a chi lo ha commissionato e ne gode i benefici? Far credere che sindaci e presidenti di provincia non conoscessero i bilanci che sono pubblici, che loro hanno il dovere di controllare ogni trimestre e che anche un bambino sa leggere è assurdo. Quì si è fatta la scelta sbagliata perchè sindaci e presidente di provincia hanno deciso di fare così e non perchè non sapevano. Non hanno rubato niente ma hanno sbagliato. Paghiamo questi 10 o 15 euro in più all’anno per sistemare i conti con le banche e facciamola finita con questa storia. Poi parliamo un pò di più coni nostri sindaci. Per i manager ne ho visto alcuni (pochi) fare grandi cose ma molti fare buchi enormi per cui non capisco questo innamoramento per il manager che salva il mondo.