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venerdì, Luglio 3, 2020
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Questione Bim Gsp. La Lega chiede un amministratore unico che faccia chiarezza sui conti. Gsp e Bim Infrastrutture sono il risultato della regia Pdl Pd

Diego Vello

«Netta contrarietà nel chiedere una sovrattassa di 100 euro ai bellunesi, che non può essere definita cauzione. Almeno fino a quando nella società non ci sarà la massima trasparenza nei conti e nelle esposizione che la stessa ha nei confronti di banche e creditori vari». Lo afferma in una nota il segretario provinciale della Lega Nord Diego Vello, a seguito di quanto è emerso nella riunione del consiglio direttivo provinciale lunedì sera.
«Si deve smetterla di venderla come una cauzione – prosegue Vello –  afferma  quando in verità sarà un ulteriore fardello che i bellunesi dovranno pagare per ripianare una minima parte del buco di GSP che ammonta a più di 70 milioni di euro tra debiti e esposizione bancaria. Una classica furbata per convincere ancora una volta i bellunesi che a pagare dovranno essere gli utenti e non chi ha mal amministrato fin d’ora la società. Siamo dell’avviso che è inutile poi proporre un Cda di 3 tecnici che sono legati a doppio filo al mondo della politica ,vedasi Gildo Salton ex direttore generale di Ascopiave in quota PDL e ex manager super pagato della stessa.
Siamo convinti che non cambierà nulla – afferma il segretario provinciale –  e che tutto rimarrà come prima, dato che le stesse nomine sono frutto della stessa regia che ha governato GSP fino ad oggi.
La nostra proposta politica, che sarà condivisa con gli amministratori della Lega Nord, è quella di chiedere la nomina di un amministratore unico che metta in luce sprechi e buchi della società e che sia fuori dal mondo della politica, nonché dimostri comprovate capacità manageriali.
Lo stesso avrà poi il compito di stilare una proposta strutturale per riorganizzare da testa a piedi BIM – GSP partendo appunto dalla struttura e non iniziando a chiedere solo soldi ai cittadini.
Siamo poi arrivati a conclusione che le nomine, sia di GSP che di BIM Infrastrutture, sono l’ennesimo frutto di una regia tra PDL e PD che ha l’unico obbiettivo di isolare la Lega Nord.
La Lega non ricerca poltrone ma la trasparenza e l’onestà nei confronti dei cittadini, la volontà di nominare tecnici e amministratori escludendo il carroccio rafforza la nostra tesi che è ora di una svolta epocale all’interno della società dell’acqua bellunese perché continuando di questo passo si rischia il default definitivo della società. I sindaci a questo punto si mettano una mano sul coscienza prima di votare alla cieca nuovi Cda o proposte scellerate perché prima di tutelare qualche poltroncina bisogna pensare alla nostra gente».

 

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