Wednesday, 19 September 2018 - 13:15

Gsp. Il pensiero di Valter Bonan secondo Piero Balzan

Nov 15th, 2011 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

 

Valter Bonan

 

Piero Balzan

Ieri, nel consiglio comunale di Ponte nelle Alpi, quel poco di forma democratica che, ancora, resiste nelle nostre istituzioni ha subito l’ennesima spallata. Ad un certo punto, dopo che sindaco e consiglieri avevano detto la loro, è emerso dal pubblico Walter Bonan, feltrino itinerante, che ha fatto le seguenti affermazioni e proposte shock. Primo: “i cittadini sono costretti a pagare il servizio idrico ma sono esclusi da ogni possibilità di decidere”, poi, “va creata una società di diritto pubblico (azienda privata) con rappresentanti degli utenti come organo di controllo”. Quindi, secondo il Bonan pensiero, dobbiamo eleggere presidenti di provincia, sindaci e consiglieri perché amministrino rappresentandoci; poi, dal momento che non ci fidiamo, meglio nominare, non si sa da chi, altra gente, magari con Bonan come presidente, per controllare quelli che avevamo già eletto. Allora io, che sono più furbo di Bonan, suggerisco di fare un sottocomitato ultrapopolare per controllare la società di Bonan che controlla i sindaci che, a questo punto, non si riesce a capire a che titolo abbiamo nominato. Non vi pare che stiamo scivolando nel ridicolo? Tra l’altro, se non ricordo male, nei pochi mesi che ho presieduto l’ATO la presenza di rappresentanti dell’utenza era già garantita. Dirà Bonan: ”si esistono ma il loro parere è consultivo e non vincolante”. Cosa facciamo? Diamo il potere di decisioni vincolanti alla società voluta da Bonan e lo togliamo ai sindaci dell’ATO oppure lo lasciamo ad entrambi così abbiamo la garanzia che non decideranno mai niente? Poi, dice Bonan, va chiusa definitivamente la “storia” di GSP che ha avuto una pessima gestione. Immagino che Bonan abbia ampia documentazione a suffragio delle sue affermazioni e che saprà esibirla in qualche tribunale della Repubblica ma, tralasciando gli aspetti legali, cosa vuol dire “chiudere definitivamente la storia di GSP”? immagino voglia dire sciogliere la società e mandare a casa tutti i dipendenti perché altrimenti era sufficiente dire che si vuole un altro cda. Quindi mandiamo in malora anche una delle poche società che è nostra ed è in grado di competere con gestori esterni alla nostra provincia. Questo, ovviamente, per il bene comune. Quando poi ha detto che i mali di GSP derivano dalla sua “forma privatistica” pare si siano scatenati gli applausi. Per gli adulti pare che ciò sia possibile, ma provate a spiegare ad un bambino che una società posseduta e controllata interamente dai comuni ha una “forma privatistica” e guardate la faccia che fa. Gli adulti invece applaudono. L’ultima perla del Bonan pensiero riguarda la soluzione proposta: paghi il consorzio del BIM con le proprie risorse. Geniale, peccato che i soldi del BIM siano sempre soldi nostri. Ma Bonan vuole rendere la cosa più interessante. Invece che chiudere il buco con un deposito cauzionale da pagare a rate in due anni e che poi ci sarà reso, meglio usare i soldi (nostri) del BIM salvo poi lamentarci quando il BIM non avrà risorse per fare le cose utili alla comunità cui aveva destinato quella somma. Mi pare che balliamo pericolosamente fra democrazia ed idiocrazia.
Ing. Piero Balzan

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5 comments
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  1. Spero che le colorite disinformazioni di Balzan intorno alla colorita ricostruzione di proposte altrui siano solo frutto della sua veemente ed acritica campagna di autodifesa di bim gsp; non voglio neppure pensare che chi ha ricoperto rilevanti incarichi istituzionali non conosca le differenze tra un’azienda speciale di diritto pubblico ed una spa di diritto privato; così come grave è che un ex presidente ATO non sappia o per strumentalità comunicativa finga di non sapere che le competenze gestionali sono diverse da quelle di controllo e di indirizzo; affermare quindi che i componenti (cittadini e/o tecnici) di un consiglio di amministrazione di un azienda speciale tolgono potere ai sindaci è un’affermazione destituita di ogni fondamento a meno che Balzan non abbia ancora nostalgia di modalità gestionali nelle quali controllati e controllori erano gli stessi. Le insinuazioni sui lavoratori poi sono offensive per un Comitato che è stato l’unico a proporre di coinvolgere i lavoratori Bim nella riorganizzazione del servizio.
    Valter Bonan

  2. CERTO CHE PORTARE AL FALLIMENTO UNA SOCIETA’ MONOPOLISTA ,SOLO NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE CI RIESCONO…………………

  3. Non ho capito niente del groviglio di parole fornito da Bonan che non risponde a nessuna delle osservazioni che ho fatto. Resta il fatto che i sindaci sono proprietari (in rappresentanza dei loro cittadini) degli impianti (non dell’acqua che è di tutti) e sono anche proprietari di GSP. Controllano e decidono cosa deve fare GSP (compresa la tariffa da applicare) attraverso l’assemblea dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale); per controllare meglio nominano sei di loro (uno per vallata) che si occupano direttamente di tutta la questione acqua (sono una specie di giunta); questi sei (denominati Comitato Istituzionale) per controllare ancora meglio hanno una struttura tecnica che ha gli uffici presso la Provincia per cui, ogni giorno, hanno il controllo tecnico ed economico dell’intera attività di GSP. La consultazione ed il controllo dei rappresentanti di consumatori ed altre categorie è già previsto per legge. Per essere ancora più sicuri che nulla scappa, il capo di tutti è il Presidente della Provincia che presiede sia l’ATO che il Comitato Istituzionale. Visto che non basta Bonan vuole inserirci pure una Società di diritto pubblico. Detta così è solo uno slogan. Dica Bonan come dovrebbe essere composta, da chi viene eletta, che funzioni dovrebbe avere e quale organismo esistente dovrebbe sostituire (credo che nemmeno Bonan si sogni di aggiungere un altro organismo a quelli esistenti). Non serve fare 100 enti di controllo se non sono capaci o non hanno voglia di controllare, fanno solo confusione. Voglio anche dire cosa avrei fatto se fossi stato io a presiedere l’ATO. Appena GSP avesse presentato il bilancio e la richiesta di adeguamento tariffario avrei convocato l’ATO su questo punto. In caso di rifiuto avrei convocato l’assemblea dell’ATO mettendo sul piatto le mie dimissioni. Subito e non dopo sei o sette anni o andando sui giornali.

  4. Francamente non capisco se Bolzan c’è o ci fa; l’attuale gestione di Bim GSP è attuata da una SpA di diritto privato a capitale pubblico;nel consiglio di amministrazione nominato dai soci/sindaci siedono sindaci/amministratori che sono stati quindi controllati e controllori;il controllo e la programmazione degli interventi e le scelte tariffarie sono di competenza dell’ato (sindaci);i risultati di questa gestione e di questo modello operativo sono sotto gli occhi di tutti, le esposizioni di bilancio anche; i cittadini sono di fatto stati escusi dalle informazioni e dalle decisioni di merito tant’è che la rimodulazione del piano tariffario che prevede aumenti progressivi sino al 2033 con la sola prospettiva di coprire le esposizioni finanziarie accumulate sino ad oggi non hanno avuto neppure un passaggio informativo nei consigli comunali; solo nelle nostre assemblee pubbliche e nei nostri presidi se ne è pubblicamente discusso; in questi contesti abbiamo evidenziato, da ann,i non solo le inadeguatezze della situazione attuale ma abbiamo anche indicato proposte alternative gestionali ( legge di iniziativa popolare, azienda speciale di diritto pubblico, comitato di sorveglianza, razzionalizzazione di costi e possibili finanziamenti , modifiche del metodo normalizzato della tariffa che scarica tutto sui cittadini) queste proposte per altro sono state apprezzate dalla maggioranza del popolo italiano e dalla maggioranza dei cittadini bellunesi attraverso le scelte referendarie del giugno scorso. A proposito di groviglio di parole Bolzan ormai che c’è nei gioco di ruolo potrebbe anche magari chiarire cosa avrebbe fatto da presidente di Bim gsp per evitare quanto accaduto. Per quanto ci riguarda ci fermiamo qui per evitare ulteriori improduttive repliche, in ogni caso Balzan è sempre ben accetto nelle nostre assemblee pubbliche dove forse potrà apprezzare quanto proposto. valter bonan comitato acqua bene comune

  5. Prendo atto che, nonostante il mare di parole, Bonan non ha risposto a nemmeno una delle domande che avevo posto. Rispondo all’unica domanda che mi ha fatto: da presidente di GSP avrei presentato, come ha fatto Roccon, la richiesta di adeguamento tariffario al Presidente della Provincia perchè lo portasse all’assemblea dei sindaci per non costringere la società a lavorare in perdita. Se mi avesse risposto negativamente sarei andato dai miei colleghi sindaci per vedere se si poteva saltare il Presidente della Provincia. Se anche questi avessero risposto picche (come sembra abbiano fatto in maggioranza) avrei valutato se andarmene lasciando che al mio posto mettessero uno più remissivo o restare sperando di convincere almeno la maggioranza dei sindaci a fare la scelta necessaria. Penso che mi sarei dimesso ma la situazione non sarebbe cambiata. Sono mesi che la questione è sulle prime pagine dei giornali e non riescono a decidere niente; le dimissioni di un presidente di GSP non li avrebbe nemmeno scalfiti. Magari con il tuo comitato le cose funzionerebbero meglio ma trovo strana l’idea di nominare dei sindaci e poi metterli sotto tutela per chè non ci si fida. Ma chi lo nomina sto comitato? Che poteri ha? Cosa può fare?
    Mi sembra tutto molto confuso.