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martedì, Maggio 26, 2020
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Gsp. Il pensiero di Valter Bonan secondo Piero Balzan

 

Valter Bonan

 

Piero Balzan

Ieri, nel consiglio comunale di Ponte nelle Alpi, quel poco di forma democratica che, ancora, resiste nelle nostre istituzioni ha subito l’ennesima spallata. Ad un certo punto, dopo che sindaco e consiglieri avevano detto la loro, è emerso dal pubblico Walter Bonan, feltrino itinerante, che ha fatto le seguenti affermazioni e proposte shock. Primo: “i cittadini sono costretti a pagare il servizio idrico ma sono esclusi da ogni possibilità di decidere”, poi, “va creata una società di diritto pubblico (azienda privata) con rappresentanti degli utenti come organo di controllo”. Quindi, secondo il Bonan pensiero, dobbiamo eleggere presidenti di provincia, sindaci e consiglieri perché amministrino rappresentandoci; poi, dal momento che non ci fidiamo, meglio nominare, non si sa da chi, altra gente, magari con Bonan come presidente, per controllare quelli che avevamo già eletto. Allora io, che sono più furbo di Bonan, suggerisco di fare un sottocomitato ultrapopolare per controllare la società di Bonan che controlla i sindaci che, a questo punto, non si riesce a capire a che titolo abbiamo nominato. Non vi pare che stiamo scivolando nel ridicolo? Tra l’altro, se non ricordo male, nei pochi mesi che ho presieduto l’ATO la presenza di rappresentanti dell’utenza era già garantita. Dirà Bonan: ”si esistono ma il loro parere è consultivo e non vincolante”. Cosa facciamo? Diamo il potere di decisioni vincolanti alla società voluta da Bonan e lo togliamo ai sindaci dell’ATO oppure lo lasciamo ad entrambi così abbiamo la garanzia che non decideranno mai niente? Poi, dice Bonan, va chiusa definitivamente la “storia” di GSP che ha avuto una pessima gestione. Immagino che Bonan abbia ampia documentazione a suffragio delle sue affermazioni e che saprà esibirla in qualche tribunale della Repubblica ma, tralasciando gli aspetti legali, cosa vuol dire “chiudere definitivamente la storia di GSP”? immagino voglia dire sciogliere la società e mandare a casa tutti i dipendenti perché altrimenti era sufficiente dire che si vuole un altro cda. Quindi mandiamo in malora anche una delle poche società che è nostra ed è in grado di competere con gestori esterni alla nostra provincia. Questo, ovviamente, per il bene comune. Quando poi ha detto che i mali di GSP derivano dalla sua “forma privatistica” pare si siano scatenati gli applausi. Per gli adulti pare che ciò sia possibile, ma provate a spiegare ad un bambino che una società posseduta e controllata interamente dai comuni ha una “forma privatistica” e guardate la faccia che fa. Gli adulti invece applaudono. L’ultima perla del Bonan pensiero riguarda la soluzione proposta: paghi il consorzio del BIM con le proprie risorse. Geniale, peccato che i soldi del BIM siano sempre soldi nostri. Ma Bonan vuole rendere la cosa più interessante. Invece che chiudere il buco con un deposito cauzionale da pagare a rate in due anni e che poi ci sarà reso, meglio usare i soldi (nostri) del BIM salvo poi lamentarci quando il BIM non avrà risorse per fare le cose utili alla comunità cui aveva destinato quella somma. Mi pare che balliamo pericolosamente fra democrazia ed idiocrazia.
Ing. Piero Balzan

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