Wednesday, 19 December 2018 - 09:25

No alla tassa di 100 euro per Gsp. Il segretario della Lega Nord Diego Vello si oppone alla cauzione e chiede ai sindaci di trovare soluzioni strutturali serie

Nov 12th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Diego Vello

“Sono profondamente preoccupato per quanto sta avvenendo attorno al caso Bim Gsp, essere amministratori vicini alla gente non significa lasciarsi trasportare da soluzioni semplici e inefficaci che non risolvono per niente la situazione economica della società”. Lo afferma il segretario provinciale della Lega Nord Diego Vello. “Il forte indebitamento di Gsp e’ sintomo di una lunga vicenda ove risiedono cause varie – prosegue Vello –  dalla mancanza di una rilevazione puntuale sui consumi idrici a causa di parecchi comuni sprovvisti di contatori, da vari investimenti svolti in questi anni senza copertura, da una miriade di spese interne alla società che hanno dimostrato quanto anche una realtà totalmente bellunese non si discosti da certe gestioni a noi non così distanti più affini ad altre aree d’italia. Essere arrivati a questo punto in queste condizioni vuol dire aver agito in tutti questi anni tra ombre e falsità ricordando appunto che solo grazie all’azione dell’ex presidente  della Provincia Bottacin e alla Lega Nord non si sarebbe mai fatta chiarezza sui conti.
Ora chiedere una cauzione che preferisco chiamare tassa alla gente di 100 euro dimostra ancora una volta l’incapacità di trovare soluzioni strutturali serie. Noi come lega ci opponiamo con forza a tale scelta, irresponsabile in un momento di crisi economica, inefficace e inconcepibile in quanto tale tassa verrebbe chiesta ai cittadini senza erogare nuovi servizi, quindi una tassa ai limiti della legalità .
Faccio appello ai sindaci – conclude il segretario del Carroccio – perché si trovino soluzioni alternative e non si dia voce alla soluzione trovate dal comitato dei saggi, che di saggezza ne hanno dimostrata ben poca chiedendo un ulteriore sovrattassa alla gente”

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9 comments
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  1. Caro Diego,
    in parte le cose sono come dici tu, in parte perchè mi pare dai per scontate molte cose che non lo sono. Ora sei contrario ad un deposito cauzionale – non tassa che sarebbe inaccettabile – che può essere pagato a rate in due anni ed essere risarcito quando la situazione sarà migliorata; operazione questa che, se non fatta, ci obbligherà a pagare almeno due volte tanto di interessi alle banche senza alcuna speranza di rivedere quei soldi. Sai bene che, come per il debito pubblico, fatto con la complicità di molti politici, a pagare saremo noi anche per l’acqua. Il deposito cauzionale è il modo (o almeno un modo) per pagare il meno possibile. Si può dire di si o di no. Quello che faccio fatica a digerire è questo vezzo che hanno tanti di dire no appena qualcuno presenta una soluzione perchè tanto ce ne è sempre una migliore. Sarà anche vero che da qualche parte ce ne sarà anche una o più di una migliore ma bisogna dire quale. La gente (anche il sottoscritto alle politiche) vota Lega per avere una difesa più vicina ed in sintonia con il territorio e non per partecipare a riti giustizialisti che forse procurano qualche voto ma non fanno risparmiare un euro.
    Ti saluto

  2. Chi è favorevole a un pseudodeposito cauzionale o altre amenità non si rende conto ( forse perchè vive fuori dalla realtà) che PANTALONE ha finito i soldi ovvero finiti esauriti evaporati e che hanno già chiesto che basta sia a Roma venezia belluno ora anche le municipalizzate…. portino i libri in tribunale i Cittadini hanno finito i soldi fatevene una ragione o i tubi delll acqua immaginate dove ve li mettiamo……………..

  3. In dieci anni nel nostro paese i provvedimenti di sfratto emessi per morositá sono più che raddoppiati, passando dai 26.397 del 2001 a 56.147 nel 2010 con un incremento del +108,4%. È l’allarme lanciato dalla Cgia di Mestre che parla di una «analisi impietosa». Infatti, nonostante una leggera riduzione del numero di famiglie in possesso di un contratto di affitto – tra il 2001 ed il 2009 la diminuzione è stata del 2,9% – la crescita degli sfratti per morositá, come si è segnalato più sopra, ha subito una impennata fortissima.

    PURE GLI SFRATTATI DOVREBBERO PAGARE IL ”DEPOSITO CAUZIONALE” NON CI SONO PIU SOLDI FATEVENE UNA RAGIONE IL BIM PORTI I LIBRI IN TRIBUNALE LA FESTA è FINITA PANTALONE NON PAGA PIU HA FINITO I SOLDI ADDIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

  4. Risparmiare si può. Non dall’azienda, nè dai soci, nè dal gruppo dei “saggi” arriva l’iniziativa più seria per contenere i costi e razionalizzare l’attività di Bim Gsp. L’analisi della struttura che gestisce il servizio idrico integrato e della sua efficienza è frutto del lavoro dei sindacati, ovviamente con l’aiuto dei lavoratori che fanno parte delle rsu aziendali. La proposta è contenuta in un documento, ormai pronto, che verrà sottoposto all’assemblea dei lavoratori di Bim Gsp, in programma martedì, con l’intenzione di presentarla anche all’Ato, ai sindaci del gruppo di lavoro, all’assemblea dei soci di Bim Gsp e, in un prossimo futuro, al nuovo cda della società dell’acqua.

    La preoccupazione tra i lavoratori è altissima, perché di fronte a un’esposizione finanziaria che a fine 2010 era certificata a livello di quasi 75 milioni di euro (ma oggi è senz’altro cresciuta), i posti di lavoro sono a rischio. La domanda che tutti si fanno è: si può e come salvare circa 210 dipendenti in una situazione aziendale tanto drammatica?

    «Si può e dobbiamo crederci», spiega Danilo Ferigo della Uil Cem, «io ritengo che una via d’uscita non si troverà tanto facilmente, ma bisogna provarci in ogni modo, essere presenti e farsi sentire il più possibile. Abbiamo cercato la collaborazione del gruppo dei sindaci e il confronto è iniziato, con loro e poi con gli altri sindaci intendiamo impegnarci per il bene di tutti: lavoratori, utenti e azienda». Nella vicenda sono coinvolte, naturalmente, anche le altre sigle sindacali: Cgil e Cisl.

    Il documento esprime coraggio, forse più di ogni altra proposta vista finora, perché in pratica ammette l’esistenza di sovrapposizioni e protocolli poco efficienti. Qualcuno semplificherebbe chiamandoli sprechi inutili, ma non è certo per colpa dei dipendenti se le cose, a Bim Gsp, hanno funzionato in questo modo per tanti anni.

    «Abbiamo elaborato alcune proposte molto pratiche che consentono all’azienda di risparmiare», continua Ferigo, che fa qualche primo esempio senza svelare tutto quello che, ovviamente, è giusto portare prima in assemblea.

    Si parte dalla carta dei servizi che, per gli allacci, oggi prevede dieci giorni di risposta alle domande degli utenti: «Le risorse umane in Bim Gsp ci sono e si può fare più in fretta». Poi si possono ridurre i chilometri percorsi dai tecnici, che troppo spesso vengono spediti da un opposto all’altro della provincia solo per armare un interruttore.

    Un altro ambito dove si può risparmiare è quello delle squadre operative. Giusto per dare un’idea dell’organizzazione di Bim Gsp: subentri, disdette, installazione di nuovi contatori di gas e acqua oggi vengono effettuati da due squadre diverse, quattro uomini che vanno dagli utenti a due a due in tempi diversi. L’azienda però è la stessa e i tecnici hanno le professionalità per fare tutto. L’idea è quella di mandare una sola squadra da due persone in grado di occuparsi sia dell’acqua che del gas.

    Queste sono alcune delle idee elaborate da lavoratori e sindacati, nella consapevolezza che i dipendenti, in questa vicenda, sono quelli che rischiano di più. A definire Bim Gsp sovradimensionata, o almeno sbilanciata, infatti, fu la società di consulenza aziendale che fin dal 2005 segnalò al cda uno squilibrio tra tecnici e operatori e impiegati. Nonostante questo, negli anni il rapporto si è aggravato e oggi in Bim Gsp ci sono circa 60 tecnici e ben 150 impiegati. Il costo operativo della struttura si aggira sui 20 milioni di euro. Senza dimenticare che la società non si occupa di eseguire i lavori, che vengono tutti affidati in appalto. «Sappiamo che la battaglia più importante che ci aspetta», aggiunge Ferigo, «sta nella difesa dei posti di lavoro, in particolare degli impiegati negli uffici». Anche della lievitazione dei dipendenti di Bim Gsp qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità, per i rischi conseguenti.

    Gildo Salton. Va fatta una integrazione al curriculum del tecnico nominato dall’assemblea di vallata del Cadore. Salton è stato presidente di Ascopiave fino all’inizio del 2010 quando si è fatto assumere dalla stessa società anche nel ruolo di direttore, con un compenso complessivo di 310 mila euro (800 euro al giorno). Al rinnovo del cda di Ascopiave, quando sono cambiati gli equilibri a favore della Lega Nord e presidente è diventato Fulvio Zugno, una serie di verifiche hanno portato alla luce la vicenda e Salton è stato licenziato, ma il Pdl l’ha confermato nel cda. L’operato del prossimo amministratore di Bim Gsp non ha mancato di sollevare scandalo nel trevigiano.

    fonte:http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/11/13/news/bim-gsp-i-lavoratori-indicano-gli-sprechi-1.1668067

  5. la lega nord è responsabile di quanto accaduto in questi anni in quanto socia e alleata del pdl che detiene ed ha detenuto il monopolio del “potere” societario di bim gsp, del consorzio bim e di bim infrastrutture; nel consiglio di amministrazione di bim gsp c’era anche un sindaco della lega (poi sospeso quando la barca era già affondata), così come i sindaci leghisti hanno sempre votato i bilanci del bim senza battere ciglio; lo stesso bottaccin se ne è stato quatto quatto sino a quando non c’erano più le condizioni generali per mantenere in piedi l’alleanza; oggi non può fare l'”animela bela” e rivendicare di essere stato il primo a segnalare il buco gestionale quando comitati e cittadini da anni denunciavano queste cose, con presidi, manifestazioni, petizioni dove la lega era assente. Troppo facile cavalcare ora lo scontento generale ed essere stati opportunisi prima per logiche di spartizioni di potere.

  6. Gentile signora Tina, grazie per averc i mostrato la realtà vista solo con l’occhio sinistro. Ha visto tutto quello che hanno combinato i sindaci di destra ma non ne ha visto neanche uno di sinistra. Eppure erano vicini agli altri e non erano imbavagliati. Ha visto bene Bottacin ma sembra non essersi accorta di Reolon che ha presieduto la Provincia e l’ATO per un tempo doppio di Bottacin. Chi più chi meno hanno sbagliato tutti, molti anche in buona fede. Provi ad aprire anche l’altro occhio e forse vedrà un mondo un pò differente.
    Cordiali saluti

  7. Qui sbagliano tutti, vuoi vedere che alla fine e’ colpa dei cittadini bellunesi?

  8. Municipalizzate
    Le società miste dei servizi pubblici locali sono state troppo spesso usate per aggirare le regole su assunzioni e appalti causando paurosi buchi finanziari ripianati dalla collettività. Basta. È inammissibile che un comune, socio principale, approvi un bilancio in rosso senza risponderne. Le regole devono essere le stesse del settore privato: chi truffa paga.

  9. No, no, nessuna colpa da parte dei cittadini ma, dovendo inc… meglio farlo con quelli giusti anche se qualche volta capita di averli eletti. Ma ci sarà ancora tempo per parlare di questo.