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Bim Gsp: chiarezza sulle responsabilità. Sergio Reolon: “non si può chiedere oggi ai cittadini di pagare per le scelte sbagliate che sono state compiute, con responsabilità più che chiaramente individuabili”

All’invito a separare le responsabilità delle due società pubbliche Bim Gsp e Ato pubblicato ieri a firma del Patto per Belluno risponde direttamente il consigliere regionale e leader del Pd Sergio Reolon. Che si rivolge direttamente all’ingegner Balzan.

Sergio Reolon

“Piero Balzan è noto per le sue giravolte politiche e per cercare di ribaltare sempre la frittata – esordisce senza mezzi termini Sergio reolon – . Per cui non stupisce che ora cerchi di scaricare su altri responsabilità che sono sostanzialmente sue e di chi con lui fece la scelta dell’affidamento del Servizio idrico integrato alla società Bim GSP nel 2003.
L’origine dei mali della grave situazione nella gestione economica del Servizio idrico risiede appunto nella decisione di affidare la gestione del servizio ad una società di proprietà dei comuni e amministrata dai sindaci. I sindaci sono diventati così controllori e controllati.

Quando da Presidente della Provincia ho evidenziato le criticità nella gestione invitando il comitato di gestione dell’ATO a richiamare la società Bim GSP a rivedere la sua organizzazione, i suoi costi, i sindaci mi hanno risposto che non potevano scrivere una lettera a loro stessi.
Va ora salutato con favore il fatto che il cosiddetto comitato tra i saggi dei sindaci sia finalmente arrivato alla conclusione che bisogna spezzare questo conflitto di interessi nominando manager esterni alla direzione della società, come ho sempre sostenuto. A proposito poi del fatto che lo sbilancio sarebbe stato provocato dallo scarto dei consumi fra quanto previsto nel piano d’ambito e quanto realmente usufruito dai cittadini, è opportuno ricordare che fu proprio Piero Balzan, su mandato dell’allora Presidente Oscar De Bona e in accordo con il Presidente del Bim Giovanni Piccoli, a voler accelerare i tempi affidando il servizio con un piano chiaramente inattendibile.
Inoltre i dati agli estensori del piano vennero forniti dai comuni. Appare quindi evidente che vi è stata una sottovalutazione del problema da parte dei sindaci ed una cattiva conduzione di tutta la vicenda da parte del gruppo Bim che, aldilà delle sigle societarie, va visto e letto come un tutt’uno gestito e manovrato dai tre, quattro sindaci di centrodestra che dall’entrata in vigore del Servizio idrico hanno sempre detenuto la presidenza del Bim e di tutte le società collegate.  Alla luce di tutto ciò appare chiaro che non si può chiedere oggi ai cittadini di pagare per le scelte sbagliate che sono state compiute, con responsabilità più che chiaramente individuabili”.

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