Wednesday, 20 June 2018 - 11:31

Bim Gsp e Ato: il Patto per Belluno invita a separare le responsabilità delle due società pubbliche prima di qualsiasi decisione o accusa

Nov 10th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Celeste Balcon

Tutti vogliono, a ragione, che la gestione (ed ovviamente anche la proprietà) dell’acqua resti in mani pubbliche. Nella nostra provincia, grazie ad una scelta coraggiosa operata alcuni anni fa, i comuni sono proprietari degli impianti e della società (GSP) che gestisce l’acqua. E’ sufficiente tutto ciò a garantire la bontà del servizio? I fatti recenti dimostrano che non è così. Molte cose non hanno funzionato e l’unica cosa seria ed utile da fare è capire il motivo degli errori e porsi nella condizione di non ripeterli. In primo luogo è bene separare le responsabilità. GSP è responsabile della gestione e manutenzione degli impianti esistenti nonché della realizzazione di nuovi impianti e di tutte le questioni amministrative. Il giudizio su GSP deve essere su questo confrontando, caso mai, il loro operato ed i costi con quelli di altre realtà simili nel territorio veneto o italiano. Se si saranno dimostrati incompetenti ne risponderanno ai proprietari della società e cioè ai sindaci dell’ATO. Se, invece, risulterà che hanno operato bene vanno lasciati in pace. In ogni caso vanno valutati per come hanno svolto le loro mansioni e non certo per come hanno o non hanno gestito decisioni politiche che spettano ad altri. I sindaci che costituiscono l’ATO (Ambito Territoriale Ottimale), quelli del Comitato Istituzionale (una specie di giunta dell’ATO) ed il Presidente della Provincia che presiede il tutto hanno il compito di stabilire o meglio di approvare il piano gestionale di GSP e di fissare le tariffe per l’utente. Hanno, in pratica, una funzione di indirizzo e controllo. Loro era il compito di fissare ed approvare le tariffe. Ognuno va giudicato per le scelte operate nell’esercizio delle proprie funzioni evitando polveroni che servono solo a nascondere la realtà. Non si possono attribuire a GSP responsabilità per non aver operato scelte politiche che non poteva e non doveva fare come non si possono attribuire ai sindaci dell’ATO errori tecnici o sprechi eventualmente commessi dalla società. Anche per i pochi sindaci presenti sia nell’ATO che nel consiglio di amministrazione di GSP la valutazione va fatta nell’ambito di ciascun ruolo verificandone, caso mai, la coerenza nei rispettivi momenti. Se non si ha la capacità e la volontà di affrontare questa realtà, se si accetta che alcuni possano nascondersi dietro al polverone del gossip o dei proclami gridati, il risultato è garantito: distruggeremo una società sana, pagheremo alle banche più di quanto potremmo con un comportamento più intelligente e responsabile e ci condanneremo a ripetere, anche in futuro, gli stessi errori. Poi, fatta chiarezza, si potrà ragionare anche sulla proposta di deposito cauzionale come indicato da alcuni sindaci incaricati di scovare una soluzione. Siamo chiari. Se ci fosse il pericolo che il deposito cauzionale richiesto possa coprire malefatte o reati sarebbe giusto opporsi. Se, invece, serve per non pagare futuri interessi alle banche è una opzione che va valutata con attenzione. Deve essere chiaro che si pagano impianti e servizi realmente erogati che, negli anni precedenti, abbiamo sottopagato per via di una tariffa troppo bassa nonché, come detto, per non regalare altri soldi alle banche. Deve risultare chiaro, inoltre, che in un tasso di tempo ragionevole questi soldi, in qualche forma, dovranno rientrare nelle tasche di chi li avrà sborsati. Questa scelta va fatta in tempi rapidi altrimenti pagheremo il doppio senza la minima speranza di rivedere i soldi. Se, inoltre, a causa delle polemiche o dei ritardi di chi deve decidere, si mettesse in pericolo anche la società GSP allora il disastro economico sarebbe totale per i cittadini e per le ditte creditrici. Il Patto per Belluno invita tutti i cittadini ad esigere risposte chiare su questi temi ed a non fidarsi di chi pretende di risolvere tutto inventandosi capri espiatori o gridando facili slogan. IL PATTO PER BELLUNO

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8 comments
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  1. altri de boni qua!!

  2. Inutile anche ipotizzare che per l’ ennesima sia la collettività a paghare errori gestionali,di qual Ente si voglia.
    I Sindaci,tutti di destra o sinistra che fossero, erano a conoscenza del problema,e se cosi non fosse,non hanno in passato adempiuto a quel compito che e quello di vigilare e contribuire al buon andamento delle società partecipate.
    E chiaro inoltre che la scelta di aumentare le tariffe in passato e sempre stata vista come scelta impopolare per motivi elettorali e politici,ma se fosse stato dato il giusto peso al problema,visto i quasi 20 milioni di euro di deficit sul bilancio di Gsp dopo un anno di gestione o poco più(derivati in gran parte da debiti e mutui acquisiti dai Comuni in precedenza….)probabilmente l’aumento della tariffa dilazionato nel tempo non avrebbe scatenato l’ira giustificata dei contribuenti.
    Soluzione? gli stessi Sindaci vadano ad estrapolare dai bilanci dei propri Enti i proventi necessari a coprire il buco !!! Accantonando opere pubbliche o interventi non prioritari,ce ne sono sicuramente,anche ricorrendo a delle forme di “solidarieta” tra i vari Enti. Diversamente,come già avvenuto in passato,intervenga la Corte dei Conti addebitando in egual misura la somma mancante direttammente a tutti i soggetti interessati. Cordiali saluti Mirko Salvador

  3. bisognerebbe che anche gli ex sindaco si esprimessero, allora si avrebbe una chiara visione.

    Come mai se ne stanno tutti zitti?

    Io lo so!

  4. Caro Mirko, hai ragione ma questi, i comuni, non hanno una lira, figurati un euro, da spendere. In ogni caso sarebbero sempre soldi nostri. Penso che la cosa migliore sia tappare il buco per non farci dissanguare dalle banche e poi regoleremo i conti politici. Resta il fatto che mentre i sindaci ed i vari presidenti di Provincia non davano retta o non controllavano la società, noi ci siamo dimenticati di controllare cosa facevano i nostri sindaci. Meglio impegnarsi prima a capire le cose che indignarsi quando la frittata è fatta. Sui tempi della giustizia non farei molto affidamento, saremo falliti dieci volte prima di una qualsiasi decisione definitiva. Meglio che ce li risolviamo noi i problemi.

  5. Errori sono stati fatti un po’ da tutti. In quella separazione di responsabilità (Gsp Ato) suggerita dal Patto per Belluno, occorre tener conto anche della stima dei consumi dell’acqua rivelatasi sovradimensionata con conseguenti minori entrate. Ma nella catena di responsabilità non mi sento di includere tutti cittadini, che in virtù del principio di rappresentatività della democrazia, il loro compito l’hanno già assolto recandosi alle urne

  6. Caro Piero,se ci mettiamo a spulciare tra le opere pubbliche con tanto di impegno di spesa sono sicuro che qualcosa salta fuori per tappare il buco,anche se,come dici tu,son soldi nostri lo stesso.
    La differenza e che al momento non andesti a toccare direttamente le tasche dei contribuenti e magari,se va di culo,non si vedono realizzare opere inutili con dei costi di gestione futuri sempre a carico della povera gente….Per il contesto politico…e vero,prima sistemare la situazione,poi elimirare questa classe politica locale,sia dx che sx, che ha dimostrato di usare gli Enti per far politica e non la politica per farli funzionare!!!

  7. E’ vero, cara Redazione, pretendere che i cittadini nominino un sindaco e poi siano costretti a fargli anche da baglia è un pò troppo, ma un pò più di partecipazione alla vita pubblica forse non farebbe male. Caro Mirko, evitare per un pò di intervenire su tratti di acquedotto che, anche se mal messi, possono reggere, forse si può fare risparmiando (forse) qualcosa ma nessun amministratore rischia la galera per un depuratore assente o fuori norma. i soldi li deve trovare, dalla tariffa o dalle banche con un costo ben più alto. Io resto dell’idea che è meglio cercare di tappare il buco con i nostri soldi e poi regolarci con chi ha le colpe vere ma se la maggioranza dei miei concittadini preferisce vie giudiziarie o altro, per me va bene lo stesso anche se so quasi per certo che spenderemo il doppio rimpinguando le banche che tanto i soldi li prendono sempre e avremo anche le spese giudiziarie . Di certo non vedremo nessuno scucire un euro.

  8. Piero,condivido con te che determinate scelte van fatte in funzione di leggi vigenti in materia,anche se vi sono scuole,ospedali,case di riposo che viaggiano in deroga(tanto più lo può fare un depuratore….) a leggi proprio perche non ci sono soldi da spendere…..perche dunque, io cittadino che già pago le tasse devo farmi carico di spese derivanti forse,e ripeto forse, da passi azzardati?un giorno,se ci troveremo a 4 occhi,te lo spiego….qualche volta alle riunioni di GSP ho presenziato anch’io!!! chi si prende il compito di amministrare,in questo caso i Sindaci,tutti,han fatto delle scelte e visto che non e stato il medico o un magistrato ad obbligarli a ricoprire questa carica….loro devono trovare la soluzione al problema,Non i cittadini. Inoltre,quanti Sindaci hai visto finire in galera per non aver attemperato a disposizioni di legge? La Corte dei conti ti obbliga a pagare in solido….e mi pare il minimo!!!