Wednesday, 19 September 2018 - 12:46

Assegnazione servizi a Tib teatro. Cat Comitato amici Tib: “siamo all’ultima mano di chi sta giocando alla morte del Tib”

Nov 9th, 2011 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Lettere Opinioni, Prima Pagina

Teatro Comunale di Belluno

Leggiamo sul Corriere delle Alpi dello scorso 8 novembre che, alla richiesta del neo Presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti, Mario Neri, di prorogare la gestione tecnica del Teatro Comunale fino al 31 dicembre, il Tib ha risposto “picche”. Un linguaggio quello utilizzato che rispecchia perfettamente quello del gioco alle carte che l’interesse politico (o la politica dell’interesse) sta giocando da mesi, con le fiches degli altri. Fiches che si chiamano lavoro, professionalità, dignità, ma anche e soprattutto persone, storie, vita vera.

Innanzitutto: ci svegliamo oggi? Fino al giorno prima della scadenza del bando per l’assegnazione dei servizi tecnici dov’era il Presidente Neri? Eppure c’era tutto il tempo: il Tib aveva proposto delle soluzioni percorribili, alle quali non è stata data alcuna risposta.

Per poi vedersi avanzare una proposta che non esitiamo a definire indegna, nel senso proprio del termine: che considera, cioè, non degno il lavoro di una struttura professionale da mesi tenuta in sospensione lavorativa da tutt’altri interessi rispetto a quelli dei cittadini. E che a questo punto si faccia passare come responsabilità del Tib il fatto che la Stagione Teatrale è a rischio per la mancanza di servizi tecnici, è altrettanto indegno.

È il caso di ricordare a chi legge che se i bellunesi quest’anno hanno ancora la loro Stagione di Prosa è perché il Tib l’ha offerta alla città e alla Fondazione, accollandosi tutti i costi e i rischi d’impresa, togliendo da un imbarazzo e un fallimento colossali la stessa Fondazione e gli enti che la compongono. Sarebbe, quindi, il Tib ha voler “mettere in difficoltà” la Fondazione? Siamo malfidenti se crediamo che sia piuttosto la Fondazione col suo Presidente Neri a voler mettere in difficoltà il Tib, a far passare la cooperativa come colpevole di colpe, gravi, di altri?

Oppure colpevole di averci offerto anche quest’anno, nonostante l’impetuosa corrente contraria, del teatro di gran levatura? Di far conoscere il teatro a 12.000 studenti l’anno? Di dar lustro alla città di Belluno con premiate e riconosciute produzioni nel territorio nazionale? Di offrire lavoro a 40 persone? Di garantire l’apertura del Teatro comunale per 200 giornate all’anno con le sue “maschere, elettricisti, macchinisti teatrali, custode”?

Si potrebbe obiettare: cosa centra un intervento del CAT su una questione tecnica come quella dell’assegnazione dei servizi che non ha a che fare strettamente con l’offerta culturale del Tib, a difesa della quale è nato il Comitato? Crediamo centri eccome, perché siamo all’ultima mano di chi sta giocando alla morte del Tib e, quindi, di una fetta grossa e preziosa di cultura della nostra città. E a questo punto pare che si voglia calare l’asso piglia tutto.

Il Direttivo
Coordinamento Cittadini Amici del Tib Teatro

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