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martedì, Maggio 26, 2020
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Bim Gsp, la questione ritorna nel prossimo consiglio comunale. Massaro: Avevamo chiesto l’azzeramento dei vertici della società. La proposta dei “saggi” tra cui l’assessore Martire, non va in quella direzione

Iacopo Massaro capogruppo Pd in consiglio comunale di Belluno

<<La “tassa” di 100 euro a famiglia ipotizzata dalla BIM-GSP non è la soluzione che si aspettava il Consiglio Comunale di Belluno.>>

A dirlo è Jacopo Massaro, capogruppo del PD, che nel marzo scorso insieme all’opposizione aveva affrontato il problema del bilancio di BIM-GSP presentando una mozione, poi modificata  con l’apporto dei consiglieri comunali di maggioranza ed infine approvata dal Consiglio.

<<Nella mozione si chiedevano 4 cose: che venissero azzerati i vertici di BIM-GSP togliendo i conflitti di interessi, che venissero impediti aumenti tariffari non strettamente collegati a necessità ordinarie della società o a investimenti infrastrutturali, che fosse garantito che tutte le spese effettuate dalla società fossero strettamente correlate ai fini istituzionali delle gestioni affidate ed infine che fossero ribadite le prerogative di controllo e indirizzo degli enti proprietari, cioè che i Comuni dessero gli indirizzi in quanto soci. Non mi sembra che la proposta dei “saggi”, tra i quali compare il nostro assessore Martire, vada in quella direzione>>.

La mozione fu aspramente criticata dal cda di BIM-GSP, che arrivò a scrivere che i Consiglieri Comunali di Belluno erano “Imprecisi, superficiali, grossolani”.
<<in effetti il cda un po’ aveva ragione>>, ironizza Massaro: <<approvammo quella mozione convinti che l’esposizione della società fosse di 51 milioni di euro, ed invece oggi apprendiamo che i debiti ammontano a oltre 77 milioni (47 verso le banche e 30 verso i fornitori). Siamo stati imprecisi per difetto>>.

Sulle prospettive Massaro fissa i paletti: <<non possiamo trasformare la vicenda BIM-GSP in una storia Italiana, in cui la società si indebita, e alla fine le responsabilità non sono di nessuno e i debiti li pagano i cittadini. A parer mio non si può, cioè, istituire una “tassa” da 100 euro a famiglia, anche se fosse ritenuta indispensabile, senza toccare l’aspetto delle responsabilità di chi ha generato questa necessità>>.

A breve verrà chiesta una nuova convocazione del Consiglio Comunale per discutere della questione.

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