Thursday, 20 September 2018 - 14:27

Bim Gsp, la questione ritorna nel prossimo consiglio comunale. Massaro: Avevamo chiesto l’azzeramento dei vertici della società. La proposta dei “saggi” tra cui l’assessore Martire, non va in quella direzione

Nov 8th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Iacopo Massaro capogruppo Pd in consiglio comunale di Belluno

<<La “tassa” di 100 euro a famiglia ipotizzata dalla BIM-GSP non è la soluzione che si aspettava il Consiglio Comunale di Belluno.>>

A dirlo è Jacopo Massaro, capogruppo del PD, che nel marzo scorso insieme all’opposizione aveva affrontato il problema del bilancio di BIM-GSP presentando una mozione, poi modificata  con l’apporto dei consiglieri comunali di maggioranza ed infine approvata dal Consiglio.

<<Nella mozione si chiedevano 4 cose: che venissero azzerati i vertici di BIM-GSP togliendo i conflitti di interessi, che venissero impediti aumenti tariffari non strettamente collegati a necessità ordinarie della società o a investimenti infrastrutturali, che fosse garantito che tutte le spese effettuate dalla società fossero strettamente correlate ai fini istituzionali delle gestioni affidate ed infine che fossero ribadite le prerogative di controllo e indirizzo degli enti proprietari, cioè che i Comuni dessero gli indirizzi in quanto soci. Non mi sembra che la proposta dei “saggi”, tra i quali compare il nostro assessore Martire, vada in quella direzione>>.

La mozione fu aspramente criticata dal cda di BIM-GSP, che arrivò a scrivere che i Consiglieri Comunali di Belluno erano “Imprecisi, superficiali, grossolani”.
<<in effetti il cda un po’ aveva ragione>>, ironizza Massaro: <<approvammo quella mozione convinti che l’esposizione della società fosse di 51 milioni di euro, ed invece oggi apprendiamo che i debiti ammontano a oltre 77 milioni (47 verso le banche e 30 verso i fornitori). Siamo stati imprecisi per difetto>>.

Sulle prospettive Massaro fissa i paletti: <<non possiamo trasformare la vicenda BIM-GSP in una storia Italiana, in cui la società si indebita, e alla fine le responsabilità non sono di nessuno e i debiti li pagano i cittadini. A parer mio non si può, cioè, istituire una “tassa” da 100 euro a famiglia, anche se fosse ritenuta indispensabile, senza toccare l’aspetto delle responsabilità di chi ha generato questa necessità>>.

A breve verrà chiesta una nuova convocazione del Consiglio Comunale per discutere della questione.

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9 comments
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  1. Questa storia del costo della gestione del servizio idrico è una cosa troppo seria per trattarla in modo grossolano o per slogan. Intanto i 100 euro non sono una “tassa” ma un deposito cauzionale. A cosa serve? A pagare debiti (per GSP sono debiti verso le banche e crediti verso i comuni) accumulati in questi anni. Cosa succede se non si fa l’operazione? Che, alla fine, pagheremo il doppio facendo un bel regalo alle banche. Ogni giorno che perdiamo per i giochini della politica sono soldi nostri buttati al vento. La storia dell’azzeramento dei vertici societari è un’altra emerita sciocchezza. Bene, mandiamo a casa Roccon e qualche altro sindaco che ci costano zero euro e sostituiamoli con dei grandi professionisti che ci costeranno 200 o 300.000 euro l’anno (se sono bravi non lavorano gratis). Sapete cosa farà il nuovo manager per far quadrare i conti? Chiederà ai sindaci di aumentare le tariffe in quanto questa è l’unica causa accertata del buco. Quindi per 300.000 euro l’anno faremo la stessa cosa che chiede Roccon per zero euro. Anche questa la trovo una soluzione intelligente. Poi Massaro, quando avrà tempo, mi spiegherà come si può gestire una società che ha costi in linea con il resto del paese ma introiti molto più bassi dei costi. Non esiste manager al mondo in grado di fare questi miracoli.

  2. Ma signor Balzan, non e’ lei per caso uno dei tanti che hanno messo su questo carozzone, per accareggare amici e amichetti a spese dei cittadini?

  3. Signor Piero Balzan, il Suo ragionamento ha degli aspetti che sono corretti, ma bisogna anche guardare l’altra faccia della medaglia. Se in consiglio comunale è stato chiesto che GSP sostenga solo costi che sono strettamente correlati alla sua attività istituzionale, significa che alcuni costi non lo sono stati.
    A titolo di esempio, ma credo non unico, riporto l’indirizzo di una pagina di ringraziamento per un contributo di GSP: http://www.uiciechi.it/veneto/Belluno/news.asp?tipo=leggi&id=251&provincia=.
    Certo, 1000 Euro sono ben poca cosa rispetto al bilancio dell’ente e certamente è un contributo (come sicuramente molti altri) che fa del bene alla popolazione o a parte di essa. Però quando i conti non tornano non si fa beneficienza, anche quando si vorrebbe aiutare qualcuno.
    Una famiglia che non ha i soldi sufficienti per “mangiare” (nel senso di soddisfare i bisogni indispensabili per vivere) non regala soldi ad altri bisognosi, con il rischio di rimanere senza mangiare e senza un tetto sulla testa. Evidentemente GSP ha fatto questo: è stata molto generosa, forse troppo, e ora vorrebbe che questa generosità fosse “distribuita” equamente tra tutti gli utenti.
    Non mi sembra una cosa corretta e certamente un amministratore che fa questo, peraltro minimizzando la gravità della cosa, dovrebbe essere rimosso e sostituito.
    Un altro amministratore, più capace, costerebbe di più? Forse si pagherà di più l’amministratore delegato bravo, ma se è così bravo non avrà difficoltà nel rendere più efficiente e meno costoso un ente che evidentemente non ha fatto bene i propri conti.
    Cordialmente.

  4. Bè, oggi le cariche non sono retribuite, ma fino a qualche anno fa non era così:

    http://www.lozzodicadore.eu/blog/le-careghe-e-i-compensi-del-bim-consorzio-e-dei-cloni-infra-e-gsp.html

    http://nuovavenezia.gelocal.it/regione/2011/04/29/news/ascopiave-i-soci-incoronano-zugno-1.1425858

  5. Ah, ecco… Anche se in questo caso mi pare di capire che fossero comunque nomine politiche e non di amministratori “bravi” da 200 / 300.000 Euro (ma come compensi ci andavano vicino…).
    Grazie “redazione” per la puntuale e documentata precisazione! 🙂

  6. ma degli amministratori seri con un buco di 50 milioni, vanno in giro a far trasmissioni televisive, a che pro?

    vorrei sapere signor Balzanquanto ci e’ costato il cda di gsp in tutti questi anni,

  7. Il sig. Vittorino-Trichiana più che una risposta meriterebbe una denuncia (non è detto che non lo faccia) per la vergognosa insinuazione che ho fatto il “baraccone” per accaregare qualche amico. Tutti chiedono che l’acqua sia pubblica e non si accorgono che più pubblica che da noi non è possibile. Gli impianti sono dei comuni e GSP è dei comuni. Ho presieduto l’ATO che ha dato l’acqua ai comuni e che ha creato la società per gestire il servizio, esattamente quello che c hiedono tutti. Poi me ne sono andato prima che GSP partisse e non me ne sono più interessato. Come potrei avere favorito chiunque? Invece di fare insinuazioni vergognose provi ad elaborare cose sensate. Mario De Ghetto ha ragione ma se tutto si riduce a fare una rivoluzione per 1000 euro di beneficenza la cosa mi sembra francamente eccessiva; se applica lo stesso criterio con tutti va a finire che chiudono metà delle associazioni che operano per chi ha bisogno soprattutto con il contributo, anche minimo, di molte istituzioni che non hanno certo questo come impegno principale. Ha anche ragione quando dice che un manager da 300.000 euro potrebbe far risparmiare in proporzione ma questo vale solo se la società che gestisce era fuori dal mercato. Quì nessuno ha fatto rilievi sulle capacità tecniche e l’operatività della società (tranne i 100 euro ai ciechi) ma tutti dicono che il buco deriva solo dal fatto che le tariffe sono inferiori a quanto necessario. A questo punto cosa può fare un manager? Chiedere l’aumento delle tariffe. Quello che ha chiesto anche Roccon senza i 300.000 euro. Mi pare che si continua a sparare sul bersaglio sbagliato e non su quello giusto che sono quelli che hanno realmente impedito e continuano ad impedire l’adeguamento delle tariffe.

  8. Come sempre la verità sta nel mezzo. E’ vero cio che sostiene l’ingegner Balzan: Gsp per bocca del suo presidente Roccon ha rappresentato la grave situazione all’Aato. Ma alle segnalazioni non è seguito un intervento correttivo. Probabilmente per il “peccato originale” che grava su Bim Gsp e Aato, dove controllato e controllore sono costituiti per lo più dai sindaci dei Comuni. E allora, nel gioco delle parti, si è prodotta una situazione tipicamente italiana, dove formalmente ognuno ha ritenuto di aver assolto il proprio compito, ma in realtà la situazione non è cambiata, producendo le note passività di bilancio. Che oggi i “saggi” vogliono ripianare mettendo le mani nei portafogli delle famiglie e delle imprese.

  9. Cara Redazione
    avremo modo di riparlare della questione controllore controllato perchè mi pare che sosteniate la tesi abbastanza assurda che la stessa persona quando funge da controllato dice una cosa e da controllore ne fa un’altra (cosa che non risulta dai documenti). Ma lasciamo perdere. Vorrei che mi spiegasse perchè invece di un deposito cauzionale che riduce il debito e che un domani deve essere ritornato a chi lo ha versato si pensa che sia meglio non fare niente o fare qualcosa senza dire cosa con il risultato di REGALARE alle banche una cifra doppia del deposito stesso. Con il deposito riduciamo il debito e gli interessi da pagare con la speranza di riavere i soldi; senza pagheremo, per davvero, una cifra doppia sempre che tutto vada bene e non si debba pagare anche per il fallimento di GSP non per colpe proprie ma per i giochetti della politica che possono indurre le banche a scelte disastrose che non ricadranno su GSP ma direttamente sui sindaci e quindi sui cittadini.