Monday, 10 December 2018 - 00:13

Giovedì al Teatro Kursaal: “Auronzo di scena” 7ma edizione

Nov 7th, 2011 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Giovedì al Teatro Kursaal di Auronzo di Cadore, prende il via Auronzo di Scena Stagione Teatrale 2011/2012 7° edizione con la direzione artistica di Daniela Nicosia.
Ecco il programma completo.

SCUOLE A TEATRO
giovedì 10 novembre 2011 IL CUBO MAGICO
scuole dell’infanzia ovvero la morbida pietra filosofale del gioco Pandemonium Teatro

mart 22 e merc 23 nov 2011 ULISSE
scuole primarie Tib Teatro
giovedì 24 nov 2011
scuole secondarie di 1° e 2° grado

mercoledì 8 febbraio 2012 IL CHICCO DI GRANO
scuole dell’infanzia  Teatrino dei Fondi
giovedì 9 febbraio 2012
scuole primarie

venerdì 9 marzo 2012 MIRAL
scuole secondarie di 2° grado film tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral
di Rula Jebreal
in collaborazione con Ass. Gruppi Insieme si può…
e AlQuds Istituto di Cultura Italo-Palestinese (PD)

FAMIGLIE A TEATRO

domenica 19 febbraio 2012 IL BRUTTO ANATROCCOLO
liberamente ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen
Teatro Evento

STAGIONE DI PROSA
sabato 7 gennaio 2012 CANTO POPOLARE
parole e suoni per Pier Paolo Pasolini
con Maddalena Crippa

sabato 4 febbraio 2012 CIRANÒ e il suo invadente naso
liberamente tratto da Cyrano De Bergerac di E. Rostand
di Ketty Grunchi
con Marco Artusi, Evarossella Biolo, Matteo Cremon, Gianluigi (Igi) Meggiorin, Beatrice Niero

sabato 3 marzo 2012 RICORDI CON GUERRA
liberamente tratto da Italo Calvino e Beppe Fenoglio
di e con Stefano Cipiciani

INFO E PRENOTAZIONI _ 0437-950555 _ info@tibteatro.it _ www.tibteatro.it

L’Amministrazione Comunale continua a sostenere con convinzione e fiducia la Stagione Teatrale Auronzo di Scena, nata per soddisfare le esigenze dei cittadini e per avviare un percorso culturale che prediliga l’educazione al teatro dei ragazzi delle nostre scuole, con l’obiettivo di creare e dotare il pubblico del futuro di una certa apertura mentale, coinvolgendo i bambini e stimolando la loro fantasia, curiosità e espressività.
Auronzo di Scena, con la sua programmazione serale, rappresenta ormai da sette anni una consolidata tradizione e un importante punto di riferimento culturale e di aggregazione sociale per tutto l’Alto Bellunese, avendo ospitato artisti d’eccezione come Moni Ovadia,Pamela Villoresi, Lucia Vasini, Jacopo Fo, Marco Baliani , Eugenio Allegri, Lella Costa e Ottavia Piccolo.
È doveroso fare un sentito ringraziamento al pubblico, che continua a seguirci numeroso, e al direttore artistico Daniela Nicosia, sia per avere puntato sulla qualità, facendo della stagione auronzana il fiore all’occhiello dell’offerta culturale provinciale, sia per avere creduto nelle potenzialità della diffusione di una cultura del teatro in un territorio di montagna come il Cadore, proponendo sempre spettacoli innovativi e prestigiosi e lanciando forti messaggi di pace, tolleranza, libertà e solidarietà. Quest’anno, in collaborazione con l’Associazione Gruppi Insieme Si Può e AlQuds Istituto di Cultura Italo-Palestinese, verrà presentato Miral tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral di Rula Jebreal.
Lasciamoci trasportare dalla magia del teatro per ascoltare a cuore aperto e condividere insieme, pubblico e attori, emozioni, parole, sorrisi, sogni e pensieri. Il teatro, con le sue maschere ed artifici, è intrattenimento e nel contempo stimolo a meditare sul senso della vita e sui suoi valori, per spiccare il volo verso la dimensione onirica e portare il sorriso in un mondo spesso troppo ingiusto e triste. Auspichiamo pertanto un caloroso sostegno del pubblico di tutto il Cadore per alzare insieme il sipario su questo suggestivo palcoscenico ai piedi del Paese delle Tre Cime di Lavaredo.
Buon divertimento!

Tatiana Pais Becher Assessore alla Cultura Auronzo di Cadore

 

Daniela Nicosia

Giunta alla settima edizione, la Stagione Teatrale Auronzo di Scena si riconferma quale iniziativa consolidata e irrinunciabile per il pubblico cadorino in primis e non solo.
In un momento della contemporaneità così difficile da decifrare, da affrontare e soprattutto da condividere con gli altri, nel quale ci si riscopre sempre più disabituati al confronto e alla relazione con il sè più intimo e con l’altro, il teatro rimane – come è suo antico e preciso compito – luogo di comunicazione, di confronto e di elaborazione per coloro che lo intendono come motore di trasformazione e crescita, al servizio dei bisogni dell’intera comunità.
Il teatro mette al centro la materia umana con la sua fisicità, con i suoi limiti e i suoi sogni, con le gioie e con le ferite più grandi, si interroga incessantemente sul presente, essendo, allo stesso tempo, culla e veicolo di memoria. Il teatro, grazie ai suoi riti immutati da secoli, è luogo di unione e di inclusione in quanto coinvolge spettatori di ogni condizione sociale e di ogni età. Infatti, anche quest’anno, le proposte artistiche – di assoluta qualità e rilevanza nella scena nazionale – sono rivolte ad una platea eterogenea, a partire dalla Stagione di Prosa, passando per la godibilissima fiaba popolare Il brutto anatroccolo dell’appuntamento domenicale rivolto alle famiglie, per arrivare agli spettacoli del mattino dedicati alle nuove generazioni.
La straordinaria interprete Maddalena Crippa, aprirà la Stagione di Prosa con Canto popolare, un intenso incontro tra le parole e il pensiero di Pier Paolo Pasolini, che rivela paesaggi dell’anima, scenari della memoria intrisi di pudore, di disarmante tenerezza, mentre la musica dal vivo del compositore Paolo Schianchi, graffia dentro, scava solchi, si fa eco inconsueto della parola.

Le parole, quelle necessarie, poetiche, di sfida e di amore sono le protagoniste anche del secondo appuntamento della Stagione, quello con Ciranò e il suo invadente naso, uno spettacolo spumeggiante, dai tratti fortemente popolari, dedicato all’amore e alla giustizia, ispirato ad uno dei classici più amati della letteratura di tutti i tempi.
In chiusura di Stagione Ricordi con guerra, una prova d’attore straordinaria di Stefano Cipiciani, dove il protagonista deve fare i conti con le parole della memoria, quelle pronunciate e poi ritrattate, quelle urlate, quelle mai dette. Il protagonista ci parla con la leggerezza di chi sa ricordare, “portare al cuore” i dì della festa, in una storia che prende corpo a poco a poco e che diventa quasi una vera e propria parabola, per quanto è universale. La storia della vita semplice di Pompilio, sconvolta della seconda guerra mondiale e dalla sua decisione di arruolarsi con le camice nere. Il conflitto, riletto dalla parte dei vinti, diventa quasi una sfida alla memoria personale e collettiva di un particolare momento della nostra Storia che presenta ancora tanti interrogativi aperti.

Lo spettacolo dedicato alle famiglie, Il brutto anatroccolo, fiaba universalmente nota, porta in scena i temi della diversità e dell’esclusione, condizione che tutti noi, grandi e piccoli, abbiamo sperimentato e spesso sofferto. A Teatro, attraverso questo momento di condivisione e di divertimento è possibile – e necessario – esorcizzarla, per sentirsi in pace con noi stessi, qualsiasi sia la nostra forma esteriore, mettendo al primo posto la vera essenza delle cose, delle persone.
Fantasia, ascolto e confronto sono le parole chiave dello spettacolo dedicato alle scuole dell’infanzia Il cubo magico, la storia dell’incontro di Uno e di Altro che scoprono uno strano mondo fatto solo di cubi. Per Uno, questi cubi sono solo cubi, ma l’Altro, utilizzando la forza dell’immaginazione, li userà per costruire un mondo intero.
Per le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado è in programma lo spettacolo Ulisse, dopo l’esteso successo de Il Volo di Icaro e La Favola di Orfeo, riattraversa il mito di Ulisse con efficacia e semplicità, con una drammaturgia ricca di spessore e allo stesso tempo popolare, mentre in quel mito, in quella storia antica, si rintraccia un profondo, attualissimo messaggio di pace.
Una fiaba del sapore antico, incentrata sulla ciclicità delle stagioni è quella riservata agli studenti delle scuole dell’infanzia Il chicco di grano, che seguendo le vicende di due piccole formiche che preparano le provviste per l’inverno, impareranno l’amore e il rispetto per la natura.
La programmazione si concluderà con uno speciale appuntamento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Gruppi Insieme si può… Onlus-Ong e AlQuds Istituto di Cultura Italo-Palestinese (Padova), che prevede la visione del film Miral, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral di Rula Jebreal, per la regia di Julian Schnabel, l’opera racconta la storia di una giovane ragazza che decide di impegnarsi attivamente a favore del suo popolo, rischiando in prima persona e vivendo sulla sua pelle le contraddizioni della complessa condizione politica e sociale del Medioriente.
Una Stagione quella di Auronzo che conferma la sua vocazione ad essere punta d’eccellenza della proposta culturale in provincia, che non si concede a facili soluzioni, ma che svolge invece un ruolo determinante per la comunità, per quella sua peculiarità di puntare alla qualità, sapendo divertire attraverso il piacere del pensiero…

Daniela Nicosia –  direttore artistico

 

Scuole a Teatro

SCUOLE DELL’INFANZIA
Il cubo magico
Il chicco di grano
SCUOLE A TEATRO
DELL’INFANZIA

giovedì 10 novembre 2011 Pandemonium Teatro presenta IL CUBO MAGICO ovvero la morbida pietra filosofale del gioco
progetto, testo e regia Tiziano Manzini con Walter Maconi e Yuri Plebani/Luca Giudici
musiche tratte dall’opera di Glenn Miller e Benny Goodman
luci Carlo Villa
realizzazione scene Graziano Venturuzzo

Questa è la storia dell’incontro di Uno e l’Altro che scoprono uno strano mondo fatto solo di cubi: cubi grandi e piccoli, cubi rossi e cubi blu. Per Uno, questi cubi sono solo cubi. Ma l’Altro sa come usarli per costruire un mondo intero, e, a poco a poco, trascina Uno nel gioco… Un cubo di gommapiuma può diventare cavallo, spada o volante… Ma può diventare anche palla e scatenare l’energia dei bambini liberandola nella scoperta dello spazio… E ancora può trasformarsi nella pancia della mamma, e poi nel bambino che nasce… O nella gobba di un cammello. Un cubo può permettere di sperimentare giochi d’equilibrio trasformandosi in un cappello, oppure in una sedia a dondolo…
In scena i due protagonisti giocano divertiti e, attraverso il gioco, imparano a conoscere ciò che sta loro intorno. L’Uno e l’Altro hanno due visioni molto diverse del mondo, visioni che si incontrano e si scontrano per dare vita ad un meraviglioso spettacolo comico con cavalli, moto, treni, castelli, battaglie, amore, risate e anche qualche lacrima…

SCUOLE A TEATRO DELL’INFANZIA

mercoledì 8 febbraio 2012
Teatrino dei Fondi
presenta
IL CHICCO DI GRANO
di Angelo Italiano e Sabrina Andreuccetti
regia Enrico Falaschi
con Anna Di Maggio
scenografie e pupazzi Federico Biancalani

Questa favola dal sapore antico è incentrata sull’amore per la natura e la ciclicità delle stagioni.
Lo spettacolo racconta la storia di due formiche, Milly e Molly, che, come ogni anno in estate, partono in cerca delle provviste da raccogliere e conservare in vista dei mesi invernali. Durante la loro ricerca però scoprono da due contadini, intenti a parlare tra loro, che è possibile far nascere una spiga, che conterrà tantissimi chicchi di grano, piantandone un solo chicco. Entusiaste della scoperta tornano al formicaio e riferiscono la notizia alla regina, domandando di poter seminare il chicco che loro avevano trovato invece di stivarlo nel magazzino insieme a tutti gli altri chicchi. La regina, alquanto superba ed ignorante, acconsente a patto che l’esperimento vada a buon fine altrimenti per Milly e Molly saranno guai…
Le due formiche così, dopo aver aspettato l’autunno ed aver piantato il chicco di grano, dovranno far in modo che la spiga nasca e dia i suoi frutti a tutti i costi, e, per farlo, avranno bisogno dell’aiuto di tanti amici della natura come il sole, la pioggia, il vento, le nuvole ed i contadini.

SCUOLE PRIMARIE
Ulisse
Il chicco di grano

SCUOLE A TEATRO
PRIMARIE

martedì 22 e mercoledì 23 novembre 2011
Tib Teatro
presenta
ULISSE
drammaturgia e regia Daniela Nicosia
con Piera Ardessi, Labros Mangheras
scene Gaetano Ricci
luci e suono Francesco d’Altilia

“Non ci voleva andare lui, alla guerra… Non era come Achille… Ulisse no, a Ulisse gli piaceva la vita… aveva trent’anni poco meno, poco più, quando lo chiamarono alla guerra, a Troia, e pure una moglie bella ci aveva, anzi bellissima, Penelope, e un figlioletto, Telemaco, che quando lo chiamarono alla guerra Ulisse, quel figlioletto c’aveva tre mesi soli… Come si fa a lasciare un figlio di tre mesi solo, e una moglie sola, e un cane, Argo, che era il migliore dei cani, solo come un cane, e la sua isola, Itaca, e tutta la vita sua…? Insomma a trent’anni, com’è possibile lasciare tutto e andarsene alla guerra… Non gli piaceva la guerra a Ulisse… E quella volta lì, messo alle strette da tutti i guerrieri greci e da Nestore, il saggio, si finse pazzo Ulisse, pazzo per non andare a guerra, per non andare, per non attraversare il mare… Le provò tutte, lui, ci aveva la métis, lui, l’astuzia, la furbizia, così la chiamano i Greci… métis, un dono di natura, che accompagnava l’intelligenza, l’intelligenza che è quella roba che ti fa pensare, che ti fa capire che la guerra è brutta. Grazie alla métis la vinse Ulisse, alla fine, quella guerra infame come tutte le guerre, la vinse, lui che non voleva andare a guerra, la guerra…”

Lo spettacolo sviluppa la ricerca artistica di Daniela Nicosia sul mito raccontato ai ragazzi. Dopo l’esteso successo de Il Volo di Icaro e La Favola di Orfeo, è questa volta il mito di Ulisse ad essere riattraversato con efficacia e semplicità, con una drammaturgia ricca di spessore e allo stesso tempo popolare, mentre in quel mito, in quella storia antica, si rintraccia un profondo, attualissimo messaggio di pace…

SCUOLE A TEATRO
PRIMARIE

giovedì 9 febbraio 2012

Teatrino dei Fondi
presenta
IL CHICCO DI GRANO
di Angelo Italiano e Sabrina Andreuccetti
regia Enrico Falaschi
con Anna Di Maggio
scenografie e pupazzi Federico Biancalani

Questa favola dal sapore antico è incentrata sull’amore per la natura e la ciclicità delle stagioni.
Lo spettacolo racconta la storia di due formiche, Milly e Molly, che, come ogni anno in estate, partono in cerca delle provviste da raccogliere e conservare in vista dei mesi invernali. Durante la loro ricerca però scoprono da due contadini, intenti a parlare tra loro, che è possibile far nascere una spiga, che conterrà tantissimi chicchi di grano, piantandone un solo chicco. Entusiaste della scoperta tornano al formicaio e riferiscono la notizia alla regina, domandando di poter seminare il chicco che loro avevano trovato invece di stivarlo nel magazzino insieme a tutti gli altri chicchi. La regina, alquanto superba ed ignorante, acconsente a patto che l’esperimento vada a buon fine altrimenti per Milly e Molly saranno guai…
Le due formiche così, dopo aver aspettato l’autunno ed aver piantato il chicco di grano, dovranno far in modo che la spiga nasca e dia i suoi frutti a tutti i costi, e, per farlo, avranno bisogno dell’aiuto di tanti amici della natura come il sole, la pioggia, il vento, le nuvole ed i contadini.

 

SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO
Ulisse
SCUOLE A TEATRO
SECONDARIE DI PRIMO GRADO

giovedì 24 novembre 2011
Tib Teatro
presenta
ULISSE
drammaturgia e regia Daniela Nicosia
con Piera Ardessi, Labros Mangheras
scene Gaetano Ricci
luci e suono Francesco d’Altilia

“Non ci voleva andare lui, alla guerra… Non era come Achille… Ulisse no, a Ulisse gli piaceva la vita… aveva trent’anni poco meno, poco più, quando lo chiamarono alla guerra, a Troia, e pure una moglie bella ci aveva, anzi bellissima, Penelope, e un figlioletto, Telemaco, che quando lo chiamarono alla guerra Ulisse, quel figlioletto c’aveva tre mesi soli… Come si fa a lasciare un figlio di tre mesi solo, e una moglie sola, e un cane, Argo, che era il migliore dei cani, solo come un cane, e la sua isola, Itaca, e tutta la vita sua…? Insomma a trent’anni, com’è possibile lasciare tutto e andarsene alla guerra… Non gli piaceva la guerra a Ulisse… E quella volta lì, messo alle strette da tutti i guerrieri greci e da Nestore, il saggio, si finse pazzo Ulisse, pazzo per non andare a guerra, per non andare, per non attraversare il mare… Le provò tutte, lui, ci aveva la métis, lui, l’astuzia, la furbizia, così la chiamano i Greci… métis, un dono di natura, che accompagnava l’intelligenza, l’intelligenza che è quella roba che ti fa pensare, che ti fa capire che la guerra è brutta. Grazie alla métis la vinse Ulisse, alla fine, quella guerra infame come tutte le guerre, la vinse, lui che non voleva andare a guerra, la guerra…”

Lo spettacolo sviluppa la ricerca artistica di Daniela Nicosia sul mito raccontato ai ragazzi. Dopo l’esteso successo de Il Volo di Icaro e La Favola di Orfeo, è questa volta il mito di Ulisse ad essere riattraversato con efficacia e semplicità, con una drammaturgia ricca di spessore e allo stesso tempo popolare, mentre in quel mito, in quella storia antica, si rintraccia un profondo, attualissimo messaggio di pace…

SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO
Ulisse
Miral

SCUOLE A TEATRO
SECONDARIE DI SECONDO GRADO

giovedì 24 novembre 2011

Tib Teatro
presenta
ULISSE
drammaturgia e regia Daniela Nicosia
con Piera Ardessi, Labros Mangheras
scene Gaetano Ricci
luci e suono Francesco d’Altilia

“Non ci voleva andare lui, alla guerra… Non era come Achille… Ulisse no, a Ulisse gli piaceva la vita… aveva trent’anni poco meno, poco più, quando lo chiamarono alla guerra, a Troia, e pure una moglie bella ci aveva, anzi bellissima, Penelope, e un figlioletto, Telemaco, che quando lo chiamarono alla guerra Ulisse, quel figlioletto c’aveva tre mesi soli… Come si fa a lasciare un figlio di tre mesi solo, e una moglie sola, e un cane, Argo, che era il migliore dei cani, solo come un cane, e la sua isola, Itaca, e tutta la vita sua…? Insomma a trent’anni, com’è possibile lasciare tutto e andarsene alla guerra… Non gli piaceva la guerra a Ulisse… E quella volta lì, messo alle strette da tutti i guerrieri greci e da Nestore, il saggio, si finse pazzo Ulisse, pazzo per non andare a guerra, per non andare, per non attraversare il mare… Le provò tutte, lui, ci aveva la métis, lui, l’astuzia, la furbizia, così la chiamano i Greci… métis, un dono di natura, che accompagnava l’intelligenza, l’intelligenza che è quella roba che ti fa pensare, che ti fa capire che la guerra è brutta. Grazie alla métis la vinse Ulisse, alla fine, quella guerra infame come tutte le guerre, la vinse, lui che non voleva andare a guerra, la guerra…”

Lo spettacolo sviluppa la ricerca artistica di Daniela Nicosia sul mito raccontato ai ragazzi. Dopo l’esteso successo de Il Volo di Icaro e La Favola di Orfeo, è questa volta il mito di Ulisse ad essere riattraversato con efficacia e semplicità, con una drammaturgia ricca di spessore e allo stesso tempo popolare, mentre in quel mito, in quella storia antica, si rintraccia un profondo, attualissimo messaggio di pace…

SCUOLE A TEATRO
SECONDARIE DI SECONDO GRADO

venerdì 9 marzo 2012

MIRAL
tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral di Rula Jebreal
regia Julian Schnabel

Miral è il nome di un fiore che cresce ai bordi delle strade, uno di quelli che sbocciano a migliaia ma che pochi notano. Julian Schnabel, artista a tutto tondo e da sempre attento a vicende di chi viene posto dalla vita sul difficile ed arduo crinale delle scelte determinanti, non poteva non dare attenzione al libro di Rula Jebreal che mescola storie tutte rigorosamente vere perché, come afferma, «Non esiste spazio per l’immaginazione nel Medio Oriente. Puoi solo raccontare quello che hai visto coi tuoi stessi occhi. Ogni singolo giorno questo luogo ti obbliga a decidere chi devi essere e cosa devi fare. È un qualcosa che ti viene imposto».
La storia che Julian e Rula ci raccontano comincia a Gerusalemme nel 1948. Hindi Hussein incontra nella strada 55 bambini palestinesi orfani che hanno perso i loro cari in un attacco israeliano. Li porta a casa sua e offre loro rifugio. Nel giro di pochi mesi gli orfani che ricevono aiuto da lei raggiungono il numero di 2000. La casa di Hindi si trasforma nell’Istituto Al-Tifl Al-Arabi (La Casa dei Bambini) divenendo simbolo di speranza e di istruzione per i più piccoli travolti dal conflitto. Trent’anni dopo sarà ospite della Casa una bambina di sette anni la cui madre si è suicidata, si tratta di Miral che, una volta divenuta una ragazza, decide di impegnarsi attivamente a favore del suo popolo rischiando in prima persona e vivendo sulla sua pelle le contraddizioni di quella complessa condizione politica e sociale.

Iniziativa realizzata in collaborazione con Associazione Gruppi “Insieme si può…” Onlus-Ong e AlQuds Istituto di Cultura Italo-Palestinese (Padova)
Laboratori scolastici a cura di Tib Teatro

CITTADINANZA E DIRITTI
scuole secondarie di secondo grado – 10 ore
Questo laboratorio mira ad ampliare il percorso scolastico formativo per quanto riguarda l’educazione civica, affrontando i temi fondamentali quali la cittadinanza, la Costituzione, i diritti fondamentali dell’uomo, il valore del rispetto delle regole, con il linguaggio altro, quello delle emozioni, che passa attraverso testimonianze dirette e che cura soprattutto il linguaggio del corpo e l’uso espressivo della voce. Un’importante occasione per stimolare all’interno del gruppo classe – dove sono presenti ragazze e ragazzi con provenienze, storie, tradizioni e culture diverse – percorsi che costruiscano allo stesso tempo un’identità personale e una solidarietà collettiva. Gli studenti sono giovani cittadini che esercitano diritti inviolabili e rispettano i doveri inderogabili della società di cui fanno parte ad ogni livello – da quello familiare a quello scolastico, da quello regionale a quello nazionale, da quello europeo a quello mondiale – nella vita quotidiana, nello studio e nel mondo del lavoro. Attraverso tecniche teatrali di rilassamento e di concentrazione e l’esplorazione delle capacità espressive del corpo (gesto / movimento / voce / ritmo) si forniscono maggiori strumenti per dare significati nuovi alla convivenza, vista come ricchezza.

STORIE DI PAESI LONTANI Incontri con altre culture
scuole primarie e scuole secondarie di primo grado – 12 ore

Il laboratorio nasce con le finalità di promuovere l’integrazione in classe di bambini e ragazzi di altre culture, attraverso il linguaggio del teatro, mimico, gestuale e verbale. A partire da un storia tradizionale appartenente alla cultura di quel paese (ad esempio se nel gruppo classe sono presenti un bambino filippino e un bambino croato si potrà lavorare su due storie) si proporrà un racconto della storia stessa affidandola a tutti i componenti del gruppo classe. Colori, abitudini, usanze si mescoleranno, gli alunni saranno stimolati a scoprire punti di incontro e differenze tra le loro differenti culture di appartenenza al fine di creare una storia meticcia composta con le modalità espressive gestuali e linguistiche di entrambe le tradizioni, quella locale e quella estera.

STORIE IN SCATOLA Laboratorio di scrittura e manipolazione
scuole primarie e scuole secondarie di primo grado – 10 ore

Attraverso esercizi di scrittura creativa tratti anche dalla Grammatica della fantasia di Gianni Rodari i ragazzi potranno scoprire come da una parola si possa dipanare un pensiero, un percorso, che può divenire, scoperta, ascolto, viaggio: storia. I ragazzi saranno stimolati a scrivere storie che andranno a comporre piccoli manufatti personalizzati.

EDUCAZIONE ALLA LETTURA Leggere… immaginare e comprendere
scuole primarie, scuole secondarie di primo e secondo grado – 9 ore

Favorire un lettura ad alta voce, che non sia monotonale ma che si preoccupi di considerare il riconoscimento delle pause, l’analisi grammaticale e lessicale, l’utilizzo corretto della punteggiatura, garantisce una migliore comprensione e di conseguenza un apprendimento più veloce ottimizzando i tempi stessi di studio.

Famiglie a Teatro

Il brutto anatroccolo
FAMIGLIE A TEATRO
Domenica 19 febbraio 2012 h 17:30

Teatro Evento Soc. Coop.
presenta
IL BRUTTO ANATROCCOLO
liberamente ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen
testo e regia Sergio Galassi
con Cristina Bartolini e Tzvetelina Tzvetkova
scene e costumi Vittorio Marangoni

In uno stagno, dietro la casa di un contadino, mamma anatra e i suoi piccoli sguazzano nell’acqua, ma il povero, brutto anatroccolo, l’ultimo nato, è disperso e disprezzato da tutti, al punto da dover lasciare la sua famiglia… Ma il mondo non è tenero con chi sembra diverso e, soprattutto, non sa, o non può, difendersi. Succede, a volte, di sentirsi brutti anatroccoli e di desiderare intensamente di essere, invece, splendidi cigni: tutte le volte che i compagni non ti fanno giocare con loro o quando ti prendono in giro e tu sei costretto a startene lì, in un angolo… ma prima o poi…
Per sopravvivere a chi non lo voleva, il brutto anatroccolo è stato costretto ad allontanarsi dal suo mondo, ma, alla fine, grazie alla sua tenacia, ritroverà l’identità che gli altri volevano negargli. L’immagine del cigno che si stacca in volo dalla terra, per abbandonare bassezze e meschinità, è l’esemplificazione poetica del primato degli ultimi…

Stagione di Prosa
Canto popolare
Cirano’ e il suo invadente naso
Ricordi con guerra

STAGIONE DI PROSA

sabato 7 gennaio 2012 ore 20:30
Tieffe Teatro Stabile di Innovazione
CANTO POLARE
parole e suoni per Pier Paolo Pasolini
voce recitante Maddalena Crippa
testi Pier Paolo Pasolini
musiche Paolo Schianchi

Maddalena Crippa, sensibile interprete e abile artista, amatissima dal pubblico bellunese, dà voce al pensiero di Pasolini, uno fra gli intellettuali italiani più significativi del Novecento.
Pier Paolo Pasolini ha lasciato importanti tracce della propria grandezza in molte forme di espressione letteraria e artistica (poesia, letteratura, cinema e filosofia in primis).
Le parole pronunciate con rara intensità dalla Crippa, si intrecciano sul palco ai paesaggi musicali composti e interpretati da Paolo Schianchi, giovane e pluripremiato musicista e compositore. Schianchi esegue i suoi brani servendosi di Octopus, sistema elettroacustico di sua creazione che permette a un solo interprete di suonare contemporaneamente più chitarre. Ne risulta un gioco sonoro di note, ritmi, movimenti che si intrecciano, si inseguono, si moltiplicano, così come fanno eco e risuonano in noi le parole dell’autore.
Canto Popolare propone un percorso poetico all’interno delle riflessioni pasoliniane, cercando nella sua opera quel sottile fil rouge che ci avvicina così fortemente a lui e ci fa ancora appassionare, che ci dimostra come sia ancora possibile arricchirsi di una voce intensa, forte e necessaria.

STAGIONE DI PROSA

sabato 4 febbraio 2012 ore 20:30
La Piccionaia – I Carrara Teatro Stabile di Innovazione
CIRANÒ E IL SUO INVADENTE NASO
da Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand
con Marco Artusi, Eva Rossella Biolo,Matteo Cremon, Gianluigi (Igi) Meggiorin, Beatrice Niero
dramaturg Carlo Presotto
drammaturgia e regia Ketti Grunchi

Rimatore, spadaccino, musicista.
Esagerato, ironico, travolgente, idealista.
Nemico di qualsiasi ipocrisia e bassezza umana.
Coraggioso, arde per amore e soffre per il suo invadente naso.
Cyrano è ode a tutti i diversi.
Cyrano è un acrobata della parola, amante appassionato della libertà.

Cyrano ha il naso di un clown e l’animo di un poeta. Imprudente in amore come in guerra, ama la poesia e le parole, e con quelle combatte, fino alla morte. È un funambolo del verso, si batte per testimoniare la vera, profonda libertà della poesia. Cyrano non ha paura ad affrontare i ricchi, i potenti, gli egoisti, i mentitori… e la stupidità. È puro come lo sono i bambini, o i grandi con il cuore rimasto bambino. Uno spettacolo ricco di energia e di poesia che racconta la storia dell’abile spadaccino con le parole del bambino più vecchio del mondo: il clown, il trickster, il lunatico che da centinaia di anni ha il cuore gonfio di incanto e di stupore, ardore… coraggio e amori impossibili.

STAGIONE DI PROSA
sabato 3 marzo 2012 ore 20:30

RICORDI CON GUERRA
di e con Stefano Cipiciani
assistente alla regia Nicol Martini

Ricordi con guerra è una straordinaria prova d’attore in cui Stefano Cipiciani interpreta Pompilio, un fascio piccolo piccolo, un personaggio costruito nel tempo con grande cura, raccontato nella sua dimensione umana più che storico-politica. Originario della campagna, di animo semplice e generoso, Pompilio conduce una vita povera, scandita dal lavoro e dalla vita familiare, da un ballo che sfida il coprifuoco, dalla conquista di una donna. Nell’Italia degli anni Quaranta la sua esistenza però è sconvolta da una guerra che non appartiene né a lui né alla sua gente, allorché decide di arruolarsi con le camicie nere, non per convinzione ma quasi per fatalità, finendo per assumere un ruolo che intimamente non gli è proprio e che finirà per riservagli un destino tragico, segnato dalle infamie, dall’assassinio e dalla condizione di braccato.
Nato per un progetto messo in scena da Marco Baliani, il personaggio di Pompilio appartiene ad una galleria di storie sulla Resistenza antifascista che traggono spunto da testi di Italo Calvino e di Beppe Fenoglio. Cipiciani, uno dei protagonisti del progetto iniziale, riprende questo spunto rileggendolo, volutamente, dal punto di vista di uno dei vinti, quale sfida alla memoria, personale e collettiva, di una guerra e di un periodo, nonché di una pacificazione forse mai effettivamente compiuta.

INFORMAZIONI

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
0437-950555 dal martedì al venerdì dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30

BIGLIETTERIA

Stagione di Prosa nei giorni di programmazione dalle ore 19:30 presso il Teatro Kursaal
Famiglie a Teatro domenica 19 febbraio 2012 dalle ore 16:30 presso il Teatro Kursaal

PREZZI
Stagione di Prosa posto unico euro 15,00 – Abbonamento euro 30,00
Famiglie a Teatro  intero euro 8,00 – ridotto euro 5,00
Scuole a Teatro biglietto euro 5,00 a studente
gratuito per insegnanti e accompagnatori

 

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