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Due minoranze in Consiglio a Belluno? Certo, perché non c’è più una maggioranza * intervento di Marco Perale

Ago 28th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Ho letto la solita lettera con cui il Sindaco Prade, ritrovatosi per l’ennesima volta con 18 voti su 41 in Consiglio, insegna alla minoranza come fare politica, dando le pagelle dei buoni e dei cattivi.
La cosa, al di là del cattivo gusto, è doppiamente ironica: “ci sono due minoranze contrapposte” denuncia Prade.  Qui ha ragione: ci sono due minoranze, oggi in Consiglio, perché non c’è più una maggioranza.
Chi ha vinto le elezioni nel 2007 ha avuto dai cittadini un preciso mandato, e la relativa maggioranza consiliare, per governare la città.   Persa pezzo per pezzo la maggioranza, coerenza vorrebbe che chi non ha più i numeri per governare ne traesse le conseguenze, davanti ai suoi elettori e davanti alla città.  Invece a Belluno il centro destra preferisce la vecchia via del ribaltone, chiedendo e ottenendo la stampella di qualche pezzo della minoranza.  Scilipoti ha fatto scuola.
Nell’opposizione, invece, chi nel 2007 ha sostenuto progetti e liste diversi da Prade ha il preciso dovere di rispondere ai suoi elettori del mandato ricevuto, chiaramente alternativo alla traballante compagine di governo che in questi 4 anni ha perso per strada più di mezza giunta (chi ricorda l’uscita di scena del vicesindaco Gidoni e poi degli assessori De Lorenzo Smit, Dal Pont, Reolon – andata e ritorno – e  Carbogno)  e i numeri che le servirebbero per stare in piedi da sola (difficile dimenticare i continui distinguo della Lega e dei mal di pancia del Pdl).  E la minoranza, visti i danni inferti alla città da questa giunta (dallo sfondamento del patto di stabilità allo smantellamento della cultura) ha il dovere di reagire e di agire con tutti gli strumenti a sua disposizione, numero legale compreso, per chiudere una stagione tanto pasticciona e negativa.   Proprio per il rispetto dovuto alla città e alle istituzioni.
La politica dovrebbe dare il buon esempio, chiede il Sindaco. Esatto. Esempio di coerenza e di fedeltà al mandato elettorale per cui si è chiesto il voto agli elettori.  Due cose difficili da trovare in ciò che resta della maggioranza e tra chi, eletto in alternativa a Prade, ora ne è diventato il più importante alleato.

Marco Perale

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4 comments
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  1. Prade piu che un sindaco è un podestà prestato alla politica hà USATO Belluno per sistemare amici e amici degli amici distribuire careghe farsi gli affari propri per la Città il nulla tranne il giro d’italia e poco altro Ricordo che il ponte degli alpini era un progetto De Col idem per la differenziata ( anzi su questa c’è stata una ferma opposizione dei pradiani quando stavano dall altra parte) salvo poi prendersene i meriti ( il parassitismo è nel loro DNA) saranno mandati a casa nel 2012 ovviamente ma se i Bellunesi non fossero masochisti dovrebbero essere RADIATI dallo scenario politico cittadino assieme a nani e ballerini che in cambio di una carega hanno disintegrato una città.

  2. Giovannibelluno, perchè non ti dai una calmata? Non credo che a Marco Perale faccia piacere avere unicamente un contributo come il tuo a commento del suo intervento. In ogni caso, se proprio non sai trattenerti dall’insultare il prossimo, almeno firmati con nome e cognome come fanno tutte le persone civili.

  3. Piero 1 non vedo perchè devo mettere nome e cognome sono un cittadino di belluno e posso commentare ( siamo in democrazia) inoltre la tua tolleranza non fà parte del mio DNA almeno del DNA di questi tempi se atè sta bene che questa gentaglia governi Belluno problemi tuoi non sicuramente i miei se a marco perale dispiacciono i commenti fa a meno di scrivere lettere ove possono essere commentati, in quanto agli insulti io non ho insultato nessuno ho solo detto la verità, che per i benpensanti passano per insulti ma ripeto non è un problema mio sono felice e orgoglioso di essere maleducato con questi personaggi, loro sono un insulto alla cittadinanza non IO che sia chiaro

  4. ECCO GLI AMICI DI PRADE….cosa pretendiamo da un sindaco che condivide il BERLUSCONPENSIERO SE NON INCIUCI E PORCHERIE VARIE

    Ecco la lista dei privilegiati di lusso che non vengono toccati dalla manovra PENSIONISTICA

    C’è chi può e chi non può.Ad esempio Angela Tremonti e Fausta Beltrametti, rispettivamente sorella e consorte di Giulio, e Manuela Bossi, moglie di Umberto. Loro percepiscono oggi una baby pensione ma la politica non intende chiedere sacrifici (anche simbolici) a questa fetta di popolazione. Chissà perché. Eppure metà Italia vip e politico-sindacale, ricorda oggi Franco Bechis su Libero, è in pensione da una vita. Senza che nessuno voglia aprire bocca sul punto. Sul quotidiano di Belpietro il vicedirettore ricorda che fu il Mondo nel 1997 a portare all’attenzione del pubblico i baby pensionati di lusso. Che oggi non vengono toccati. Perché?
    Chi avrebbe dovuto varare quella norma – il ministro dell’Economia Giulio Tremonti – si sarebbe trovato addirittura in doppio conflitto di interesse personale. Sono baby pensionate da anni infatti sia Fausta Beltrametti, consorte del ministro, che la sorella Angiola Tremonti. Entrambe hanno sfruttato una normativa di cui solo l’Italia si era dotata, che consentiva ai dipendenti pubblici di andare in pensione di anzianità avendo versato 14 anni, sei mesi e un giorno di contributi. Molti insegnanti ad esempio sono andati in pensione grazie a quella legge. La signora Beltrametti in Tremonti – nata il 18 giugno 1947, cioè due mesi esatti prima del futuro marito – andò in pensione nel settembre del 1986, a 39 anni compiuti da poco. All’epoca dell’inchiesta del Mondo, 14 anni fa, percepiva circa mille euro al mese di pensione. Poi l’im – porto sarà stato rivalutato negli anni. La cosa sicura è che la consorte del ministro dell’Economia ha versato contributi per 181 mesi e al momento ha già riscosso 300 ratei di pensione, 119 mesi più di quanto versato.