Saturday, 24 February 2018 - 12:18

Politicamente ingenua o in malafede? Ecco la replica di Maria Cristina Zoleo alla nostra accusa di strizzare l’occhio alla maggioranza

Ago 27th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Pubblichiamo la replica di Maria Cristina Zoleo, capogruppo di “Con Belluno” al nostro editoriale  del 24 agosto, nel quale affermavamo che la presenza in aula dei tre consiglieri di “Con Belluno” ha garantito alla maggioranza il numero legale e dunque la sopravvivenza stessa della giunta Prade.
Ecco il testo integrale della nota inviataci da Maria Cristina Zoleo.
«Credo veramente che siamo alla frutta! Perché travisare i fatti dicendo che il gruppo di opposizione” Con Belluno” guidato dalla sottoscritta non fa più opposizione e salva la giunta Prade?  Ricordo che in aula,al momento della discussione sulla variazione di bilancio sono              intervenuta, esprimendo il mio dissenso e votando poi contro insieme agli altri due consiglieri,Toscano e Caldart. Reputo legittimo decidere se uscire dall’aula o rimanere e fare la propria parte fino in fondo. Per altro garantire il numero legale credo sia un obbligo istituzionale,
morale e civico, che si concretizza nel rispetto della città e dei cittadini. O forse è meglio assistere al teatrino di entrare e uscire dall’aula o di essere presenti al momento dell’appello nominale e poi scomparire? Ricordo che l’ultimo consiglio è durato quasi sei ore e noi siamo stati presenti              dall’inizio alla fine. Questo è rispetto e responsabilità verso i cittadini. Per quanto riguarda la mozione sul sostegno alle scuole paritarie, che è oggetto da alcuni mesi,anzi da alcuni anni,di forti proteste per i gravi tagli inflitti da Regione e Governo, nulla ha a che vedere con la variazione di bilancio. Tale mozione è passata comunque all’unanimità. Tutti gli altri discorsi sono strumentali e confusionati ed evidenziano la mala fede o la non conoscenza degli argomenti!»

La Zoleo ci accusa di travisare i fatti, di far confusione e di essere in malafede. E allora analizziamo i fatti, giudicherà il lettore chi è in malafede o chi fa confusione. Andiamo per punti:
1) La variazione di bilancio in consiglio comunale è stata approvata solo grazie alla presenza in aula dei tre consiglieri del gruppo  “Con Belluno” guidato da Zoleo.  Infatti il quorum era di 21, votanti erano 22, e quindi, se togliamo i tre consiglieri di “Con Belluno” rimane 19. Dunque non ci sarebbe stato il numero legale per procedere alla votazione. La manovra sarebbe saltata, e con essa la giunta Prade. L’opposizione, infatti, non condividendo i contenuti della manovra ha abbandonato l’aula. Rimanere significava fare il gioco della maggioranza. Se la Zoleo e il suo gruppo voleva veramente opporsi alla manovra, avrebbe dovuto fare altrettanto, ossia uscire dall’aula.
2) La Zoleo afferma di avere votato contro la manovra. E’ vero, ha votato contro. Ma è altrettanto vero che i tre voti del gruppo “Con Belluno” erano irrilevanti al fine dell’approvazione della manovra. E allora delle due l’una: o la Zoleo è politicamente ingenua (vota contro e senza saperlo consente alla maggioranza di approvare la manovra garantendo il numero legale); oppure è in malafede, e racconta al suo elettorato di aver votato contro, mentre sa benissimo che grazie alla sua permanenza in aula la maggioranza ha potuto approvare la manovra. Una rinunzia all’opposizione, insomma, come avevamo scritto, e di fatto una mano tesa al sindaco e alla giunta
3) Concediamo, infine, una soddisfazione alla Zoleo, dove dice che la mozione a favore delle scuole paritarie non ha nulla a che fare con la variazione di bilancio. E’ vero. Ma si ritorna sempre al primo punto: la presenza in aula della Zoleo e dei suoi consiglieri “Con Belluno” ha consentito che si operi il taglio alle pulizie degli asili nido. Salvo mezz’ora dopo disperarsi per la scuola e presentare la mozione a sostegno delle paritarie. Ci sembra un comportamento poco coerente.

Roberto De Nart

Link del precedente articolo:
http://www.bellunopress.it/2011/08/24/il-gruppo-dopposizione-%e2%80%9ccon-belluno%e2%80%9d-guidato-da-maria-cristina-zoleo-non-fa-piu-opposizione-e-salva-la-giunta-prade-garantendo-il-numero-legale/

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6 comments
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  1. Un nuovo ’92 è alle porte. Rispetto ad allora la corruzione è aumentata e i giudici sono stati messi nelle condizioni di non nuocere. E questo è forse un bene. Un cambiamento radicale in Italia non può avvenire attraverso la magistratura, ma solo con il risveglio dei cittadini come disse Monicelli. Amato, vicesegretario generale del Psi dei ladri, si presentò allora in televisione in qualità di presidente del Consiglio (sic). Disse che se non cacciavamo 90.000 miliardi di lire, una cifra enorme per l’epoca, eravamo falliti. Introdusse l’ICI sulle nostre abitazioni e mise letteralmente le mani nei nostri conti correnti con un prelievo forzoso. Craxi si rifugiò in Tunisia per non finire in galera e l’Italia finì nelle mani dei suoi nani e delle sue ballerine. Tremorti, Brunettolo e Sacconi erano al suo servizio e ora sono ministri. L’ex presidente del Consiglio, ora commissariato e senza alcun potere, si trovava nella stanza di Bottino Craxi all’hotel Raphael. Il futuro latitante scese a prendersi le monetine da 200 lire e il suo sodale si prese il Paese in nome e per conto del craxismo. Dal ’92 viviamo sospesi, tra stragi irrisolte e nell’assenza di un progetto di futuro. Il Paese ha divorato sé stesso, le sue industrie, l’ambiente. Ha perduto la coesione sociale e il rispetto che aveva nel mondo. Il debito pubblico ci ha consentito di spostare sempre più in là la resa dei conti. Un pozzo di San Patrizio maligno a cui si è attinto per non guardare in faccia la realtà. La Nazione è ora indebitata in modo irreparabile e senza speranze di sviluppo nel medio termine. In sostanza è fallita.
    Se nel ’92 una cura da cavallo ci permise di rimanere in piedi, oggi non solo non è sufficiente una manovra da 90 miliardi di euro, ma forse neppure da 200 miliardi, e tagliare non serve senza un’idea di futuro. Il craxismo ha vinto. Craxi iniziò lo smantellamento del Paese all’inizio degli anni ’80 e i suoi successori lo hanno portato a termine. Nel ’92 crollò il comunismo, nel 2012 la stessa sorte potrebbe toccare al capitalismo (o super capitalismo come è spesso chiamato). L’Italia è una barchetta di carta nelle tempeste internazionali che la aspettano. Non ci aiuteranno gli Stati Uniti, né tanto meno la UE. Se non ne usciamo da soli rischiamo l’implosione, una jugoslavia dolce, un rompete le file, ognuno per sé e Dio per tutti. Il ribellismo al Sud e la secessione di alcune Regioni al Nord. Questa indegna classe politica non se ne vuole andare, eppure dovrebbe, fosse solo per un sussulto di dignità. Chi ha fallito e continua a vivere di privilegi non può restare un minuto di più al suo posto. Non può chiedere nulla al Paese. Vale per il Governo, vale per le cosiddette opposizioni e vale ancor di più per le Istituzioni. Io, Grillo, cittadino italiano, nato a Genova, di mestiere comico, mi sono rotto i c……….i. Può essere un sintomo strettamente personale, ma credo invece che appartenga ormai alla maggior parte degli italiani. Con una nuova classe politica forse ce la possiamo fare, con questa siamo condannati.

    fonte http://www.beppegrillo.it/2011/08/un_nuovo_92_e_a/index.html

    ZOLEO VAI FARE LA CALZA SEI FINITA POLITICAMENTE

  2. Maria Cristina Zoleo, ci sei o ci fai ???

  3. Condivido l’analisi di Roberto De Nart.
    L’amministrazione Prade ha fatto un gran danno alla cittadinanza, sforando il patto di stabilità. Lo dimostra anche la difficoltà di gestione della SerSA, costretta a esternalizzare alcuni servizi per l’impossibilità di sostituire il personale.
    In occasione dell’approvazione del bilancio è stata persa una grande occasione: quella di, finalmente, mandare a casa questa amministrazione e far arrivare un commissario in grado, almeno potenzialmente, di rimettere a posto (almeno in parte) i conti delll’amministrazione cittadina.
    Difficile sostenere che il gruppo “Con Belluno” non sia ormai “la spalla” dell’amministrazione Prade, visto che non è la prima occasione in cui c’è stato un sostegno implicito a far approvare dei provvedimenti.
    Certamente sostenere che si fa opposizione, quando con la sola propria presenza si sa che il provvedimento può essere approvato dalla maggioranza perché si garantiscono i numeri legali, è un’offesa all’intelligenza dei cittadini che, spero, sapranno discriminare falsità e verità al momento del voto, nelle elezioni del prossimo anno. E questa volta non credo che servirà andare nelle case di riposo a giocare a carte con gli anziani…

  4. Oggi sul giornale c’erano i complimenti di Prade alla Zoleo robe da pazzi sta gente si riempie la bocca di parole come I NOSTRI FIGLI, LO FACCIO PER I CITTADINI e altre amenità in realtà lo fanno per puro calcolo di convenienza elettorale se i cittadini di Belluno non sono masochisti nel 2012 questi individui non devono prendere manco una preferenza nella scheda elettorale per le comunali

  5. Caro Roberto,sei rimasto uno dei pochi giornalisti seri ,che scrivono la cronaca,e la interpretano senza condizionamenti di parte. bravo!!

  6. […] Bellunopress.it, 27 Agosto 2011) Like this:LikeBe the first to like this post. Questo articolo è stato […]

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