Friday, 19 October 2018 - 23:25

Turismo. Massaro: “Con l’Iva più cara d’Europa, la giunta Prade vuole aggiungere un ulteriore balzello”

Ago 25th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

 

Jacopo Massaro

“La tassa di soggiorno proposta dall’amministrazione Prade è nella migliore delle ipotesi una cosa senza senso. Un nuovo balzello per chi soggiorna a Belluno o per l’albergatore, che per mantenere l’attrattività si farà carico della nuova tassa”. Lo dichiara Jacopo Massaro, capogruppo del Pd in consiglio comunale di Belluno.  “Sentire l’assessore Martire dire che Belluno fa “ben” 100.000 pernottamenti, e che quindi dobbiamo tassarli fa cascare le braccia – prosegue Massaro –  innanzitutto perché quei pernottamenti riguardano in gran parte presenze per motivi di lavoro, e non per turismo. Eppoi perché il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di portare i pernottamenti magari a 300.000, piuttosto che di disincentivare i pochi che abbiamo.
Tutti dicono che il turismo dovrebbe essere il traino di un nuovo modello di sviluppo, ma oggi sul settore l’Iva ha già l’aliquata del 10% anziché del 4%, come nel resto d’Europa. E noi a Belluno vogliamo ulteriormente tagliarci le gambe imponendo una nuova tassa?
Comunque non mi stupisco,  questa proposta è perfettamente coerente con quanto sta facendo l’amministrazione Prade sul sostegno all’impresa e sulla promozione turistica. Proprio ieri, durante la manovra di bilancio, ci veniva spiegato che i 55.000 euro spesi per “griglie roventi” hanno avuto una incredibile ricaduta economica per i commercianti, per gli albergatori e per gli allevatori. Al di là del fatto che sarebbe bello capire come possa costare 55.000 euro una manifestazione di 3 ore in cui la carne viene fornita gratis – conclude Jaqcoo Massaro –  fa piuttosto piangere che sia questa l’idea di sviluppo economico di questo comune”.

 

Share

2 comments
Leave a comment »

  1. Oltre che le mani nelle tasche degli italiani ora le mani nelle tasche degli ospiti….. a casa ma tutti nessuno escluso o sarà rivoluzione lo facciano per il bene del paese e per la loro incolumità altrimenti veramente succede il disastro in tutta italia

  2. Il reato di vilipendio nei confronti dei contribuenti italiani non è presente nel codice penale, ma andrebbe introdotto al più presto. Chi ha pagato le tasse in questi anni ha portato sulle sue spalle tutto il fardello di uno Stato che ha legiferato solo per i furbi, con i condoni, la depenalizzazione del falso in bilancio, lo scudo fiscale e cento altre leggi infami.
    Il Paese è diviso in due, tra i fessi e i furbi. I fessi si sentono sempre più fessi e pagano sempre più tasse, i furbi, ormai la maggioranza, si sentono rappresentati da una classe politica bipartisan che se ne fotte di fargli pagare le tasse. I fessi che pagano le spese sociali anche per i furbi, dalla sanità, alla scuola, alla sicurezza non hanno più neppure il conforto di servizi minimi, anzi devono pagare ancora di più per avere di meno, dalla sanità ai trasporti. Il furbo fotte il fesso due volte. La prima lasciandogli per intero l’onere delle tasse, la seconda accedendo gratis o quasi gratis ai servizi sociali grazie al basso reddito dichiarato. Il fesso invece li paga per intero, a iniziare dalle tasse scolastiche per i figli.
    I fessi sanno perfettamente che pagano più tasse degli altri europei perché milioni di furbi non le pagano. I fessi sanno anche che i parlamentari appartengono ai furbi e non ai fessi e che fanno di tutto per favorire la categoria alla quale appartengono. E’ la solidarietà di classe che li spinge. Il parlamentare che matura la pensione dopo una legislatura, che ha spesso due o tre pensioni e prende di regola due stipendi, quello da parlamentare e quello per l’attività principale che continua a svolgere, è senza dubbio un furbo. I fessi, però, nel loro piccolo si possono incazzare. Ora ancora di più perché gli è chiaro che la pensione non la vedranno mai e gli aumenti continui dei servizi primari come l’acqua, l’elettricità, i rifiuti, la telefonia, i trasporti gli divorano lo stipendio che gli rimane. Ci sono due tipi di contribuenti, coloro che versano fino all’ultimo centesimo perché costretti e quelli che pagano le tasse per dovere sociale. I primi si sentono dentro una prigione dalla quale, per motivi di sopravvivenza, fanno di tutto per evadere e trovare un lavoro in nero. I secondi stanno chiudendo le loro aziende, medie e piccole o stanno entrando in clandestinità. Chi può si trasferisce all’estero, altri vivono con i risparmi di una vita dopo aver venduto tutto o non dichiarano più nulla. I furbi stanno diventando maggioranza assoluta, da voto bulgaro. Quando capiranno che senza i fessi, tutti sono fottuti, sarà troppo tardi. I parassiti senza un corpo sano muoiono. Il contribuente è oggi l’unico vero valore rimasto in questo Paese nello sbando più totale, ma lo sarà ancora per poco e senza la necessità di nessuno sciopero fiscale. Il contribuente sta infatti per dare le dimissioni ed entrare nel paradiso del mondo dei furbi.