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Sass Muss di Sospirolo è decollata * di Gianluca d’Incà Levis (architetto curatore del progetto)

Ago 11th, 2011 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

La stazione di Sass Muss è decollata. Ogni giorno, in questa cittadella reinventata ed ora vitale, viene gente. Stiamo riscuotendo l’attenzione dei media a livello nazionale. Lo spettro si allarga, nel campus fervono le attività. Gli artisti si sono ambientati nell’edificio Pizzocco, la casa foresteria. Lavorano nel grande laboratorio, e producono le opere che entreranno nel set di mostre di settembre (17 settembre). Provengono da tutta Italia, e qui si incontrano, si conoscono, pranzano e cenano insieme nel nuovo ristoro, insieme a tutti coloro che passano. Tra questi, molti giornalisti, galleristi, critici, continuano a venire, anche da molto lontano, per incontrarci, scoprire questo luogo inconsueto, stupirsi, proporci collaborazioni. Vittorio Sgarbi si è divertito, nella notte di Sass Muss, e ci ha accordato il suo sostegno. Attendiamo, tra gli altri, Philippe Daverio. Oggi hanno inaugurato anche i laboratori didattici per i bambini, che entrano nella mostre, e negli edifici rivitalizzati. La sera, fino alle 23.00, le persone tornano, a vedere la rassegna internazionale di video del fantastico Padiglione Schiara. Al sabato, si tiene aperto, e facciamo la musica, fino alle 24.00 (o all’alba). Dolomiti Contemporanee ha il proprio centro operativo a Sass Muss.

Gianluca d'Incà Levis

Ma Dolomiti Contemporanee è anche altro da questo sito speciale. E’ un laboratorio d’arti visive in ambiente, dove con ambiente si è voluto intendere lo spazio aperto dell’ambiente dolomitico. Sin dal concepimento del progetto, l’idea non è stata quella di radicarsi in un luogo, ma di muoversi attraverso le Dolomiti, di muoversi negli spazi e nei luoghi, naturali, e di lavorarci con l’arte contemporanea. Se, come diciamo talvolta, si andasse sull’altipiano del Pelmo, e vi si installassero cento marmotte di plastica rosa alte centotrenta centimetri, quel luogo dolomitico diverrebbe, per un momento, contemporaneo. Gli artisti in residenza, ogni mattina partono da Sass Muss, con le nostre automobili, con i mezzi messi a disposizione dai nostri amici sponsor (De Bona motors, la Provincia di Belluno, CMI, la mia multipla nera), e vanno a esplorare le Dolomiti, e si impressionano, e si riempiono di stimoli visivi e sensoriali, e tornano, e cominciano a rilasciare le proprie impressioni, ed estraggono dal proprio cervello ed elaborano i fremiti e le idee, e producono lavori nuovi fiammanti, con i materiali messi a disposizione da tutti i nostri sponsor (in particolare, al momento, Roldo, Libreria Tarantola, Finblok, Marmi Fratta), e questo è produttivo, molto produttivo, ed è anche una rete attiva, e funzionale, e integrata. Tra lunedì e martedì, in due soli giorni, Ericailcane, writer noto a livello internazionale, ha realizzato un’opera nella prima orbita esterna di Sass Muss. A Vignole, a poche centinaia di metri dalla nostra cittadella, c’è un ex cementificio, abbandonato. Molti volumi in cemento, chiusi da anni. Abbiamo selezionato i più interessanti: due silos cilindrici alti una quindicina di metri, diroccati, in disfacimento, che un giorno saranno demoliti. I proprietari ce ne hanno gentilmente concesso l’uso. Ericailcane li ha presi, e in due dì (un fulmine), li ha fatti nuovi. Ha illustrato, con la sua sapienza grafica e pittorica, e con la sua ironia pungente ed antiretorica, una storia di lavoro, di fabbrica, di storia di questi luoghi. Dove un uomo lavoratore vien scheletrito dal lavoro, come scheletrita è ormai la fabbrica. E quest’uomo scheletrito in questa fabbrica a Vignole, è compendiato da un animale beffardo, un leone di San Marco rivisitato, e questa è dunque la storia di Belluno e di Venezia, la storia del lavoro di questo luogo per quel luogo, di Belluno, nella storia, per Venezia, dove andavano i legni e le pietre di questi luoghi nostri che erano la foresta e la cava della Serenissima. Il murales è ironico, forte ma occhieggiante, potente ma mimetico. I silos rivivono, c’è una nuova storia, una narrazione intelligente, e l’illustrazione di un maestro. I silos erano abbandonati, e un giorno saranno abbattuti. Per un momento, son diventati un libro. Qui apriamo i libri, li squaderniamo, e invitiamo la gente a leggerli. Gianluca D’Incà Levis

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