Thursday, 18 October 2018 - 09:37

Mancano letti e medici per i malati di leucemia. L’appello dell’Associazione Nuovi Traguardi alla Conferenza dei sindaci

Ago 6th, 2011 | By | Category: Prima Pagina, Sanità

Carenza di posti letto, medici e pazienti trascurati. L’accusa lanciata qualche tempo fa da Carmen Mione presidente provinciale dell’Ail, l’associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, diventa un grido di dolore dell’associazione Nuovi Traguardi Belluno, che dal 1999 si occupa di favorire il percorso diagnostico e terapeutico dei malati oncoematologici.
Alle carenze delle strutture bellunesi, gravate ogni anno di 100 nuovi casi di malattie oncoematologiche (leucemie, linfomi, mielomi, sindromi mielodisplastiche e malattie mieloproliferative croniche), ora si aggiunge lo spauracchio dell’area vasta, con la sanità di pianura che fagocita quella di montagna. E allora, secondo alcuni politici, solo l’unificazione delle due Ulss di Belluno e Feltre ci potrà salvare dall’estremo sacrificio. Una soluzione che, del resto, sembrerebbe logica per la maggior parte della gente. Cosa cambia per il malato se c’è una unica direzione amministrativa o un solo ufficio del personale a governare le due strutture? I risparmi di gestione potrebbero così tradursi in maggiori prestazioni rese. Eppure, l’unificazione delle due Ulss non si fa perché qualcuno la osteggia fortemente.
Oltre ai 100 nuovi casi di malattie oncoematologiche ogni anno in provincia, c’è il problema della cronicità e la curabilità di molte di queste malattie che fa aumentare il numero di pazienti a 500-700 l’anno). Oltre a questi c’è un numero ancora più elevato di pazienti con malattie ematologiche non neoplastiche (anemie, piastrinopenie, gammopatie monoclonali benigne) che impegna quotidianamente strutture e personale.
Ad esclusione del linfoma di Hodgkin e della leucemia acuta linfoblastica, le neoplasie ematologiche colpiscono persone anziane (il 70% dei pazienti ha più di 60 anni alla diagnosi), in gran parte non candidabili a terapie intensive quali il trapianto di midollo (queste ultime sì da riservare ai centri più grossi).
«Secondo il direttore generale della Ulss di Belluno – sostiene l’associazione Nuovi Traguardi –  un paziente ottantenne con una leucemia linfatica cronica dovrebbe recarsi in auto fino a Padova per avere un indirizzo terapeutico e tornarsene a Belluno per farsi curare. Però non è l’indirizzo terapeutico che manca a Belluno ma le strutture e il personale necessari per erogare le terapie stesse! È anche difficile pensare che uno dei centri più avanzati (già sovraccarichi dei loro malati ed impegnati ad accogliere i nostri bisognosi di terapie intensive) possa tranquillamente assorbire ogni anno un sovraccarico di alcune centinaia di pazienti, per lo più anziani che non richiedono questo tipo di terapie.
E che dire del disagio per i pazienti? Da Arabba a Padova, così come da Sappada, ci sono circa 200 chilometri, con un tempo di percorrenza in auto di due ore e mezza. Non parliamo se poi uno si deve servire dei mezzi pubblici!
Da Rovigo a Padova ci vuole mezz’ora circa con qualsiasi mezzo pubblico o privato, eppure Rovigo ha un’Ematologia (annessa al reparto di Medicina ma con personale dedicato, proprio come la proponiamo noi per Belluno da un decennio). La popolazione delle due province è più o meno uguale (248mila contro 214mila). E allora perché la Regione ha riconosciuto l’Ematologia di Rovigo e non dovrebbe riconoscere quella di Belluno? Forse per Rovigo si è tenuto conto delle specificità della montagna?
Forse il direttore generale non ha neppure considerato che gran parte del territorio periferico della provincia di Belluno (che per la verità, essendo tutta montagna, ha pochi abitanti e quindi è poco importante politicamente) è più vicino ai centri di Ematologia di Bolzano, Udine o Trento piuttosto che a Padova, Vicenza o Verona?»
Nuovi Traguardi si appella a tutti i sindaci della provincia perché chiedano l’inserimento dell’Ematologia bellunese nelle nuove “schede ospedaliere”: è questa la prima ed indispensabile tappa per evitare che i nostri malati ematologici non siano di serie B rispetto a quelli del resto della Regione Veneto!

Share

Comments are closed.