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La strage compiuta da Breivik e la destra estrema in Europa

Ago 6th, 2011 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

C’è voluta la strage in Norvegia, le decine di ragazzi massacrati da Anders Behring Breivik, perché qualcuno aprisse finalmente gli occhi sulla destra orribile (c’è, ovviamente, anche una destra civile), che negli ultimi anni si è diffusa in Europa.

Il problema maggiore sta in quell’ambiente di “declino economico, disoccupazione, ansia della media borghesia e immigrazione” che si è formato in vaste aree del continente.
La prima faccia della medaglia ci è ben nota: nell’Unione Europea la disoccupazione è al 9,6% ed in crescita e quella giovanile mediamente si attesta intorno al 20%, ma, in qualche paese europeo, arriva anche al 30-35%.
Siamo e ci sentiamo un po’ più poveri di pochi anni fa, e sempre più preoccupati.

In questo contesto si è diffusa e si diffonde una destra ultranazionalista e xenofoba dalla quale viene quel veleno che ha infettato il risentimento omicida di Breivik.
Tra gli altri Geert Wilders in Olanda, che ha paragonato il Corano al Mein Kampf di Hitler, mentre otteneva il 15,5% dei voti nelle elezioni del 2010; Marine Le Pen in Francia, che ha usato analogie naziste per manifestare il proprio disprezzo per i musulmani devoti; i partiti di estrema destra in Svezia, Danimarca e Gran Bretagna, che fanno derivare qualunque problema dall’immigrazione islamica. Ciò che è diventato chiaro a Oslo è che il delirante odio anti-islamico che le destre contrappongono al “multiculturalismo” di sinistra, di fatto già in essere, può essere pericoloso quanto l’odio contro gli infedeli di Al Qaeda.

Molti, oggi, insistono sulla “follia” di Breivik (come se potesse non essere folle uno che ammazza a sangue freddo decine di ragazzi che chiedono pietà), soprattutto perché nascondono la semplice e drammatica realtà che le dichiarazioni di Borghezio (oggi capro espiatorio) mettono in luce: gli argomenti, i ragionamenti, i deliri di Breivik li abbiamo sentito spessissimo negli ultimi anni, anche in sedi presunte nobili come giornali, telegiornali, dichiarazioni di politici, negli attacchi a Tettamanzi, nei discorsi tra amici.

In Italia, nella legge relativa al “processo breve” per gli incensurati, tra i reati che non potevano essere interessati alla nuova norma (mafia, terrorismo, elusione delle norme sulla sicurezza nel lavoro, attività illegali per il traffico dei rifiuti), erano stati inseriti tutti i reati previsti dalle norme per la disciplina dell’immigrazione, mettendo sullo stesso piano  mafia, terrorismo ed immigrazione.

Quanti giornalisti e commentatori ci hanno martellato in questi anni con l’invasione islamica, lo stravolgimento della nostra civiltà a causa dell’immigrazione, a dispetto di ogni fatto e di ogni cifra? E lo scontro di civiltà?
Scrivere pessimi libri e diffondere sciocchezze non equivale ad armare la mano di un assassino, però, non facciamo finta che sia un merito e che non abbia prima o poi delle conseguenze.
Diveniamo responsabili verso il futuro perché lo siamo del passato, di come abbiamo o non abbiamo agito.

Francesco masut

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