Monday, 19 February 2018 - 04:17

La stagione teatrale bellunese è in pericolo. La politica vuole mettere le mani anche qui e non si accorge delle ricchezze e delle professionalità di cui già disponiamo. Daniela Nicosia: “la politica non può far saltare la stagione teatrale della nostra città. Non possiamo permetterlo”

Ago 6th, 2011 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Riflettore

Teatro Comunale di Belluno

All’uomo che cammina per la strada e che ha un qualche interesse per la cultura, solo ad esempio per andare a teatro una volta l’anno, può non interessare la questione di come venga gestita la stagione teatrale a Belluno. L’importante è che si faccia. Ma se la politica si mette di traverso e, per interessi di cordata conditi da narcisismi personali, rischia di far saltare il calendario degli spettacoli, allora anche l’uomo che cammina per la strada potrebbe avere qualcosa da ridire. Per il solo fatto, appunto, che non potrà godersi ad esempio i “Rusteghi” di Carlo Goldoni, che si era ripromesso da tempo di vedere.
Diciamo questo, perché il calendario della stagione di prosa presentato da Tib Teatro e pubblicato qualche giorno fa
(http://www.bellunopress.it/2011/08/03/al-varo-la-stagione-di-prosa-2011-2012-aperta-la-campagna-abbonamenti/)
per  quelle noiose questioni politiche cui accennavamo, è arrivato in ritardo rispetto alle precedenti stagioni. In passato, infatti, si conoscevano fin da giugno le opere teatrali che sarebbero andate in scena. E del resto – come fa notare Labros Mangheras presidente di Tib Teatro – chi spende 150 euro l’anno di abbonamento, ha tutto il diritto di poter riflettere con una certa tranquillità su ciò che andrà a vedere.
Non si capisce dunque l’irritazione di qualche politico se in questi giorni Tib Teatro, in accordo con la Fondazione Teatri delle Dolomiti (accordo sottoscritto da Romanelli Michele presidente della Fondazione), ha presentato alla stampa la stagione teatrale 2011-2012.
Per fare ciò, la cooperativa Tib Teatro presieduta da Labros Mangheras con la direzione artistica di Daniela Nicosia, si è impegnata a garantire la funzionalità del Teatro Comunale per la prossima stagione, procedendo direttamente al pagamento dei cachet alle compagnie, indipendentemente da come si muoverà la politica. Assumendosi quindi da sola il rischio d’impresa, con il benestare della Fondazione Teatri delle Dolomiti.

Daniela Nicosia

«Siamo sconcertati, abbiamo dimostrato senso di responsabilità e amore per la cultura e il teatro della nostra città addossandoci i costi della prossima Stagione – ha detto Daniela Nicosia alla conferenza stampa intitolata “Per amor di chiarezza” tenuta oggi sabato 6 agosto 2011 –  lo abbiamo fatto per rispetto verso tutto il pubblico bellunese e, anziché un grazie, ancora polemiche. La Fondazione Teatri delle Dolomiti, i cui bilanci sono sempre stati sani, in questo momento aspetta ancora i versamenti di tutti i Soci Fondatori (Comune di Belluno, Comune di Feltre, Provincia di Belluno, Regione Veneto, Fondazione Cariverona ndr) per tutta l’attività già svoltasi nel 2011. E il 2012? Buio. La politica si è intromessa pesantemente nella Fondazione bloccandone di fatto l’attività. Per questo, giacché il teatro è il nostro lavoro, e di questo lavoro rispondiamo al pubblico del Teatro di questa città, abbiamo proposto alla Fondazione di esporci noi in prima persona per il bene della vita culturale della città, per garantire il normale corso della Stagione cui i bellunesi hanno diritto, e con l’impegno di passarla alla Fondazione qualora i Soci Fondatori saldino i loro debiti».
Stiamo parlando di importi di circa 150mila euro, con i quali la cooperativa Tib Teatro, dove lavorano una quarantina di professionisti del settore, ha garantito in questi anni dei servizi culturali di qualità. Oltre la stagione di prosa, non dimentichiamo le iniziative Filo d’Arianna e Comincio dai tre. http://www.tibteatro.it/index.asp
Non è un caso se in pochi mesi a Belluno si sia costituito spontaneamente un gruppo di 420 iscritti che sotto il nome di “Amici di Tib Teatro” sostengono l’operato della cooperativa.
E del resto, a parlare sono i fatti. Daniela Nicosia, regista e drammaturga, direttore artistico di Tib Teatro ed oramai bellunese d’adozione, è una professionista che vanta il Premio della Critica Anct 2004 e le sue produzioni sono conosciute e richieste a livello nazionale.
Labros Mangheras, presidente di Tib Teatro e presidente di PPTV (associazione Produttori professionali teatrali veneti) è stato relatore al convegno dello scorso anno a Padova dal titolo “Le residenze teatrali nel Veneto” dove ha parlato di “Residenza teatrale intesa come soggetto imprenditoriale, i cui oggetti di produzione sono i progetti culturali”, che si traducono in risorsa economica, sociale e culturale del territorio. Le università italiane oggi parlano la stessa lingua. Vi sono, infatti, corsi specifici in Economia dello spettacolo al Dams di Bologna, i corsi di menagement dello spettacolo alla Bocconi di Milano, alla Luiss di Roma e i Fondamenti di economia per le arti alla Ca’ Foscari e Iuav di Venezia. Qualche ragione ci sarà pure se la Fondazione Fitzcarraldo di Torino (centro indipendente di progettazione, ricerca, formazione e documentazione sul management, l’economia e le politiche della cultura, delle arti e dei media) ha voluto proprio Mangheras ad illustrare come funziona Tib Teatro a Belluno!
Pare che gli unici a non accorgersi dello spessore e delle professionalità di cui fortunatamente disponiamo a Belluno in ambito del teatro e della cultura, siano proprio i politici. Che ahimè si fermano nel retrobottega perdendo di vista la luccicante vetrina.

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3 comments
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  1. Non sono amici di Prade mi pare di capire, d’altronde si sà che Bellluno è governata non da un sindaco ma da un Podestà aderente a una setta come COMUNIONE E LIBERIAZIONE va da sè che o sei simpatizzante della setta o sei fuori.

  2. Sostegno totale, senza se e senza ma, al tib

  3. Quattro soloni decidono per tutti come al solito come sempre Per evitare la catastrofe economica e ripartire, è necessario fare tre cose: cambiare la legge elettorale, un governo di salute pubblica per il tempo necessario a far passare la tempesta e il ritorno alle urne. Una nuova legge elettorale è già disponibile, lo è da quattro anni, è “Parlamento Pulito” la proposta di iniziativa popolare che prevede l’elezione diretta dei candidati, un massimo di due mandati, nessun condannato definitivo eleggibile. Va discussa al più presto al Senato e poi alla Camera. Nessun partito si è premurato di metterla all’ordine del giorno, Schifani è scomparso, Napolitano dorme. In questi giorni abbiamo assistito all’ennesima buffonata ad uso del popolo bue. L’11 luglio alcuni parlamentari di Pd, Idv e Sel hanno depositato in Cassazione la proposta di referendum abrogativo della attuale legge elettorale. Ora lanceranno banchetti estivi per raccogliere entro fine settembre almeno 500.000 firme. Sarà un trionfo carnevalesco di un’opposizione i cui membri sono stati tutti “nominati” (senza che nessuno muovesse un dito) nelle ultime due tornate elettorali: nel 2006 e nel 2008. Realpolitik per i gonzi per il mantenimento delle poltrone.
    Le firme per una nuova Italia sono già state raccolte, sono 350.000, giacciono da quasi un lustro, per unica responsabilità dei partiti, nelle cantine del Senato. Dovrebbero essere discusse ora. Non dopo le vacanze. Per la maggioranza degli italiani le vacanze sono ormai un miraggio, mentre i parlamentari fanno un mese di villeggiatura e chiudono il Parlamento fino a settembre. Intanto il Paese va a fuoco nelle borse di tutto il mondo. Ma non si vergognano?
    Qualcosa va fatto, lo dobbiamo a noi stessi. Al rientro dei parlamentari in bermuda, sabato 10 settembre 2011 sarò davanti al Parlamento per chiedere che sia immediatamente discussa la legge Parlamento Pulito in una sessione pubblica che come primo firmatario ho il dovere e l’obbligo di illustrare. Rimarrò di fronte a Montecitorio tutto il tempo che sarà necessario. Mi aspetto che mi raggiungano i 350.000 italiani che hanno firmato l’otto settembre del 2007 per restituire la democrazia a questo Paese.
    La Seconda Repubblica è morta e gli italiani non vogliono perire legati al suo cadavere. Datemi un segnale di partecipazione, belìn. Non lasciatemi manganellare in solitudine.

    UNA BUONA OCCASIONE PER VISITARE ROMA BELLUNESI…..

    fonte http://www.beppegrillo.it/2011/08/per_evitare_la/index.html

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