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Crisi economica della Provincia. L’onorevole Gidoni chiede scusa ai bellunesi per il mancato funzionamento dell’asse Belluno-Venezia-Roma. Vello: “Così come stanno le cose si rischia il default”

Ago 3rd, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Diego Vello

La Lega Nord, partito di governo a Roma, in Regione Veneto, in Provincia e in Comune di Belluno, recita il mea culpa. “Una provincia con tutti i suoi 69 comuni, nessuno escluso, rischiano di rimanere senza risorse, ancora prima di vedere i primi risultati del federalismo fiscale. Se non sarà rivisto il taglio agli enti locali e se il trend negativo della contribuzione nazionale a favore degli enti periferici non sarà fermato parecchie realtà potrebbero non giungere a fine 2012”. Lo afferma il segretario provinciale della Lega Nord Diego Vello. “Ecco perché faremo votare in ogni nostro consiglio la delibera proposta dall’Anci che critica il continuo taglio alle amministrazioni comunali. Tagliare al Nord significa lesionare la parte produttiva del Paese e quindi arreca un doppio danno allo Stato in termini di contribuzione e di investimenti. Mi appello a tutti i parlamentari conclude Vello –  affinché mettano in atto ogni azione per salvare “casa nostra” oppure ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità di fronte all’affossamento dell’ente e di fronte ai cittadini bellunesi”.
L’onorevole Franco Gidoni, invece, ipotizza il “golpe”. “A Roma come a Belluno il partito democratico è interessato solo a sovvertire l’esito delle urne – dichiara il deputato leghista –  Chiede le dimissioni di chi ha democraticamente vinto le elezioni, si preoccupa di disinformare i  cittadini su quanto sono brutti, cattivi e incapaci gli amministratori di centrodestra, ma non riesce a dare il minimo contributo per la soluzione  dei gravi problemi che affliggono il paese e la nostra provincia”.  Pd, Idv, Lista Reolon e Partito socialista, secondo Gidoni, hanno deciso di avviare  una campagna “strumentale e inopportuna”, perché “mira unicamente a scaricare sul presidente Gianpaolo  Bottacin la responsabilità di tagli decisi dal Governo”.

Franco Gidoni

Ma il leader bellunese del Carroccio fa anche un passo indietro e dichiara: “In un momento in cui le istituzioni rischiano di perdere ogni credibilità  agli occhi dei cittadini, dobbiamo avere il coraggio di dire la verità e anche di ammettere con onestà i nostri errori. E’ del  tutto evidente che il famoso filotto Provincia-Regione-Governo non è servito ad evitare i tagli che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza  stessa dell’amministrazione di Palazzo Piloni. Non abbiamo avuto la forza
politica per impedire che ciò accadesse. E di questo dobbiamo chiedere  scusa ai bellunesi.
Sappiamo che la situazione economica del Paese richiede sforzi enormi per evitare di finire come la Grecia, a causa di un debito pubblico  alimentato soprattutto dagli sprechi indecenti delle regioni del sud”.
“Ma a questo punto – conclude il deputato leghista – le polemiche non  servono a nulla, se non ad accrescere l’attuale crisi di credibilità dell’intera classe politica. Il centrosinistra bellunese metta da parte il  rancore per la sconfitta elettorale, evidentemente non ancora digerita, e
partecipi con spirito costruttivo alla soluzione dei problemi della nostra  provincia. Anche a livello locale servono coesione e senso di responsabilità”.

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3 comments
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  1. Queste scuse arrivano tardi, la crisi non esisteva ed ora paghiamo il doppio l’unico interesse era la sedia a Roma e la difesa nei tribunali dei vari politici.Troppo facile chiedere responsabilità ora a tutti e non essersi mai fatto vedere per tutto questo tempo.

  2. Durante le dichiarazioni del Presidente del Consiglio ancora una volta e per l’ennesima propongono il PIANO PER IL SUD i fondi FAS e altre amenità, una volta che si senta parlare di Piano per il Nord e un PIano per la Montagna penso non sia mai esistiito a questo punto il presidente della provincia organizzi una carovana Bellunese a si và a ROMA consegnare le chiavi della PROVINCIA facciano loro a sto punto.

  3. Io credo che ogni popolo abbia, a un certo punto della sua Storia, il diritto alla legittima difesa. E questo punto in Italia è stato ampiamente superato. I cialtroni che siedono in Parlamento, nessuno si senta escluso, in particolare dai banchi dell’opposizione, sono abusivi, illegittimi, senza alcuna autorità. La legge elettorale, voluta da TUTTI i partiti (la dimostrazione è che il governo Prodi in due anni si guardò bene dall’abolirla) è incostituzionale. Non permette la nomina diretta del candidato. Lo capisce chiunque e allora perché la Corte Costituzionale non è intervenuta, non interviene? Chi controlla la Corte Costituzionale? Il Parlamento rappresenta unicamente gli interessi dei partiti e delle lobby che controllano il Paese e che lo hanno ridotto in macerie. Stiamo entrando in un cono d’ombra come quello del Seicento, quando per due secoli diventammo una nullità a livello internazionale, di “Franza o Spagna purché se magna”. Per questo disastro annunciato da tempo non c’è nessuno che abbia la minima dignità di chiedere scusa al Paese, non le mummie del Governo, una passerella di individui che avrebbe reso felice Lombroso, né gli incapaci, inetti, collusi membri dell’opposizione, ridotti a cani da pagliaio. Felici sostenitori delo Scudo Fiscale e della Tav, portatori d’acqua della maggioranza con travasi periodici di deputati.
    La Costituzione vieta il fascismo, i secessionisti, le massonerie coperte che operano come antistato. E noi abbiamo al governo fascisti, secessionisti e piduisti. E il presidente della Repubblica non dice nulla. Firma, firma, firma. Morfeo, a 86 anni suonati, l’età del becchime ai piccioni e della panchina al parco, dovrebbe essere il nostro salvagente. E’ preferibile allora buttarsi in acque infestate da squali in mare aperto durante una tempesta. Ci sono maggiori probabilità di salvezza. Napolitano è entrato in Parlamento nel 1953. 1953! Sono quasi sessant’anni di contributo continuo e fattivo all’attuale situazione. Un impegno quasi sovrumano.
    Siamo in un vicolo cieco. Chi ha assistito alla farsa parlamentare con il governo rassicurante e l’opposizione inconsistente ha capito che sta per arrivare un altro otto settembre, che sarà forse anticipato ad agosto, non dipende più da noi quando. L’occupazione del Paese arriverà per via economica, non militare. Le basi americane sono già qui. La finanziaria d’ora in poi sarà decisa a Bruxelles, le politiche economiche, industriali, sociali saranno approvate dalla UE. Un nuovo popolo di schiavi. Prima di essere messi in catene o crocifissi come Spartaco e i suoi gladiatori, questi schiavi reagiranno. Nuove elezioni con questa legge e con questo presidente della Repubblica non servirebbero a nulla. La classe politica ha eliminato, in maniera scientifica, pianificata a tavolino, tutte le vie di cambiamento per via democratica, ma così facendo ha condannato sé stessa. La Bibbia dice: “Si temi l’ira dei mansueti perchè essi riverseranno in voi tutto ciò che hanno subito”. Ripeto l’invito: andatevene finché siete in tempo. Fonte http://www.beppegrillo.it/2011/08/io_credo_che_og/index.html