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Collegamento Belluno – Piancavallo (Pordenone). Primo sopralluogo esplorativo per l’ipotesi di unire i comprensori sciistici

Ago 1st, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Esaminare la possibilità di sinergie future fra Piancavallo e la provincia di Belluno. Si può leggere così il sopralluogo effettuato oggi, lunedì 1° agosto, nel Comune di Tambre d’Alpago, dove sono state gettate le basi per un’ipotetica creazione di un carosello sciistico che unisca il territorio bellunese e il Piancavallo.
Al vertice hanno presenziato il presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin (Lega Nord), il consigliere dello stesso ente, Franco Pianon (Ln) l’assessore regionale all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato, Stefano Mazzolini (Lega Nord), presidente di Promotur spa, che gestisce gli impianti di risalita in Friuli Venezia Giulia, e il consigliere della stessa società, Franco Pessot. Durante l’incontro, è stato indicato Bottacin quale coordinatore e referente del progetto per la provincia bellunese e la Regione Veneto.
Nel dettaglio, l’ipotesi al vaglio è di realizzare un impianto di risalita che, partendo da Col Indes a 1.200 metri, arrivi sino a Forcella Palantina, situata a quota 1.800 metri. Da qui, la nuova struttura si collegherebbe con il Piancavallo, che si trova sull’altro versante della montagna. Per il momento, le idee avanzate sono due: costruire un impianto a 2 o 3 seggiovie, oppure una cabinovia con stazione intermedia; per quanto concerne le piste, i tracciati sarebbero di media difficoltà nella parte alta, più facili, invece, a valle, dove potrebbe essere sviluppato un Campo scuola. Oltre a mettere in collegamento i territori di Belluno e del Piancavallo, l’ipotesi consentirebbe di riqualificare anche la zona di Col Indes, dove anni fa sorgeva un piccolo impianto di risalita, attualmente dismesso.
Il sopralluogo dei quattro esponenti amministrativi ha avuto, per il momento, un carattere esplorativo. I dialoghi per portare avanti il progetto, infatti, proseguiranno, con la possibilità di ulteriori aggiornamenti nelle fasi successive dell’idea. Per le due regioni, quindi, si potrebbero aprire importanti prospettive di collaborazione.

 

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  1. Io ho visto una vecchia foto della vallata di Piancavallo dove non esisteva nulla e sinceramente mi pareva di vedere un territorio lunare, arido, triste e invivibile come tutto il territorio circostante. Recentemente ho visto la vallata di Piancavallo ed è diventata bella, grazie all’interevento dell’uomo: Con gli anni sono stati piantumati pini e nuovi alberi, creati dei prati verdi, e tutta la zona è diventata ridente. I nuovi boschi si sono uniti ai boschi del Cansiglio, i recenti condomini si sono mimetizzati e le piste di sci sono diventate dei bellissimi prati verdi al posto di grandi massi. Quindi è ora di finirla con questi abientalisti. Se le cose vengono fatte con criterio l’intervento dell’uomo può abbellire dei territori non belli come questi. Mi viene da sorridere quando si parla del Col Cornier come se fosse il più bel monte del mondo. Purtroppo bisogna rendersi conto che dal lato paesaggistico queste zone possono avere qualcosa di interessante, ma non di più di altri miglaia di siti. E che se non fossero stati fatti gli investimenti fino ad ora in queste zone ci sarebbero ancora i “ZOLU'”. Quindi una fune e la creazione di piste in una zona cosi’ depressa può portare solo vantaggi.
    Mi chiedo ancora dove erano gli ambientalisti quando dal dopo guerra ad oggi hanno rovinato le città?

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