Tuesday, 21 August 2018 - 23:50

Caso Ser.Sa, lo stop della Lega nord alla giunta Prade. il segretario Savasta “conferma la fiducia all’attuale direzione e al Cda”

Ago 1st, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Casa di Riposo Belluno

Sul caso Ser.sa, la società pubblica dove la giunta Prade vuole imporre un suo secondo dirigente (già designato) evidentemente con funzioni di controllo, c’è una presa di posizione. La Segreteria cittadina di Belluno della Liga Veneta Lega Nord infatti, “sostiene l’operato della Direzione e del Consiglio di amministrazione di SerSa, società partecipata che dirige la Casa Di Riposo, appartenente al Comune di Belluno ed alla Usl n.1 di Belluno, e rinnova ai loro componenti la massima fiducia nella conduzione della società che, siamo certi – recita il comunicato –  proseguirà con gli elevati standard qualitativi finora ottenuti al servizio della nostra comunità.  Ribadiamo inoltre – afferma la nota a firma del segretario della Sezione Jacopo Savasta –  che, così come è avvenuto nel passato, la futura presenza della Usl e della sua fattiva e paritetica partecipazione in SerSa sono di vitale importanza per la costante ottimizzazione dell’attività della società”.

Benché la nota stampa non nomini nemmeno la recente delibera del secondo direttore istituito d’imperio della giunta Prade, il messaggio è comunque chiaro, laddove parla di una partecipazione alla pari della Usl con il Comune nella Sersa. Una parità evidente scavalcata dalla giunta comunale che ha deliberato l’istituzione di un secondo direttore alla SerSa senza nemmeno informare e coinvolgere l’altro socio, ovvero la Usl di Belluno.   E Prade sa benissimo che non può permettersi di perdere la fiducia della Lega in consiglio comunale, altrimenti cade la giunta, piaccia o no ai “dissidenti” del Pdl.

Share

4 comments
Leave a comment »

  1. Le cose sono due o il CDA di ser.sa ha operato male e quindi inutile mettere un controllore vanno mandati a casa o hanno operato bene e quindi non serve spendere euro per un ”controllore” a volte la LEGA è più opposizione della finta opposizione PIDIESSINA in comune TALE ROMA TALE BELLUNO

  2. veramente le cose che scrive oggi la Lega sono identiche a quello che scriveva il PD ancora 2 giorni fà e allora perchè dire che la lega che arriva con 2 giorni di ritardo fa piu opposizione del pd che ha denunciato la cosa?

  3. Roberto il sistema è questo faccio un esempio ieri mentre le borse crollavano in parlamento con voto bipartisan VOTAVNO PER NUOVI POLTRONIFICI CHE Alle tasche dei cittadini costeranno 3,2 milioni di euro all’anno e saranno praticamente inutili, data la mole di agenzie, commissioni, osservatori e organi politici e di controllo già esistenti. Si tratta del Garante per l’Infanzia e della Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani. Votate all’unanimità dal Parlamento, il primo – attivo da domani – sarà un organo monocratico da 1,5 milioni di euro ogni anno, di cui 200mila (lordi) di stipendio per il Garante; il secondo costerà invece 1.735.150 euro, di cui 237mila euro per lo stipendio del presidente e 158mila euro per i due consiglieri, senza contare le consulenze – per cui sono previste 270mila euro ogni anno – e le spese per le riunioni del consiglio, altre 75mila euro.

    Il tutto votato proprio mente in Italia i cittadini – e il ministro Tremonti – chiedevano e pretendevano di ridurre i già esorbitanti costi della politica. Poltrone in più, infatti, si traducono sempre in pensioni integrative e posticini per i cosiddetti “trombati” alle elezioni.

    L’unico a criticare la creazione della Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani è stato Salvatore Valditara, di Futuro e Libertà (Fli), un appello inascoltato anche dagli stessi colleghi di partito, tanto che la nascita di questa nuova Autorità è stata approvata da Palazzo Madama con 238 voti favorevoli e nessun contrario. Valditara – è giusto dirlo – non ha partecipato al voto.
    O SI CAMBIA QUESTO DI SISTEMA O LA POLITICA è UN DISTRIBUTORE DI PRIVILEGI E POLTRONE INFATTI ORA NON SI CAPISCE MANCO CHI è L’OPPOSIZIONE O LA MAGGIORANZA a partire dai COMUNI FINO A ROMA è lo stesso identico sistema

  4. E MENTRE LORO LITIGANO PER LA POLTRONCINA QUESTO è LO SCENARIO NAZIONALE CHE SI PROSPETTA.. Il default quando arriva, arriva. E poi? Cosa succederà? Immaginiamo tre scenari: “default morbido”, “quasi morbido”, “praticamente in mutande”. Il default morbido prevede un prelievo dai conti correnti (stile Amato), un aumento generalizzato delle imposte indirette, la reintroduzione dell’ICI, l’innalzamento dell’età pensionistica, il blocco di ogni turn over delle assunzioni nella pubblica amministrazione, aumento delle tasse locali, dei trasporti, dell’acqua,dell’elettricità e del gas. Il default morbido è però improbabile con un debito pubblico maggiore di 1.900 miliardi e le banche che non valgono un soldo bucato con in pancia 220 miliardi di titoli di Stato, 85 miliardi di sofferenze e un immenso patrimonio immobiliare che prima o poi andrà svalutato. Per piazzare sul mercato i nostri titoli Tremorti deve riconoscere sempre maggiori interessi. Nel 2011 ne dovremo pagare tra gli 80 e i 90 miliardi. Forse aumentare gli interessi non basta più. L’asta pubblica dei titoli di Stato di metà agosto è stata annullata per il timore che andasse deserta.
    Vediamo ora le conseguenze del default quasi morbido. Patrimoniale secca su beni mobili e immobili, eliminazione delle Province e accorpamento dei comuni sotto i 5.000 abitanti (misure queste meritorie), innalzamento della tassazione diretta, a iniziare dall’Irpef, aumento dei costi della Sanità, raddoppio tassazione delle rendite sui patrimoni finanziari, eliminazione agevolazioni fiscali alle regioni e province autonome, introduzione del “giusto contributo” del 5% per ogni reddito uguale o superiore ai 30.000 euro. Ovviamente a queste misure vanno aggiunte quelle del default morbido. In Italia ci sono 19 milioni di pensionati e circa 4 milioni di dipendenti pubblici che, tutti i 27 del mese, devono ricevere la pensione o lo stipendio. I disoccupati sono milioni e centinaia di migliaia le aziende che hanno chiuso. Meno gettito fiscale a parità di costi, finora coperto dal debito, dalla vendita di Bot e Btp, porta al collasso. La coperta dei titoli è diventata corta.
    Passiamo quindi allo scenario praticamente in mutande. Blocco del rimborso dei titoli di Stato a scadenza per i cittadini italiani, fallimento di alcune banche, taglio degli stipendi nella Pubblica Amministrazione e delle pensioni del 20/30%, blocco temporaneo di accesso ai propri conti correnti con un prelievo massimo giornaliero di 100/200 euro, sospensione delle carte di credito, privatizzazioni delle quote Eni, Enel e di qualunque bene dello Stato che abbia un mercato. Misure che vanno aggiunte quelle di default morbido e quasi morbido. In ogni caso ci sarà un periodo di recessione e di crollo dei consumi, aumenterà la disoccupazione e le spinte secessionistiche, a Sud come a Nord. “Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente”, Mao Tse-Tung. FONTE : http://www.beppegrillo.it/2011/08/default_morbido/index.html AVANTI COSI con allegria da Roma a Belluno