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mercoledì, Agosto 12, 2020
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Uno non basta. La giunta Prade vuole con urgenza un secondo direttore alla Ser.Sa. Jacopo Massaro: “ E’ davvero vergognoso che la Giunta Prade utilizzi una società compartecipata per risolvere ancora una volta questioni interne ad un partito”

 

Casa di Riposo Belluno

Le sciagure sulle società partecipate del Comune di Belluno sembrano non avere più fine. Dopo i problemi di Nis, all’orizzonte s’intravede una nuova bomba pronta ad esplodere: si tratta della delibera n.106, approvata dalla Giunta Prade il 12 luglio scorso, con oggetto “direttiva per l’efficienza degli interventi a favore di Ser.Sa. spa” (la società pubblica del Comune di Belluno e della Ulss n.1 che gestisce la Casa di riposo di Cavarzano), ma con la quale in verità si stabilisce di sdoppiare la Direzione generale della società compartecipata creando un nuovo posto da direttore ed assegnandovi un attuale funzionario comunale, già indicato nella delibera nella persona del dottor Paolo Vignola, al quale verrà corrisposto un compenso aggiuntivo legato all’incarico. Insomma, oltre ad aver aumentato di recente le rette degli ospiti, ora si spende per creare un secondo direttore. Stessa struttura con due direttori. E allora è d’obbligo un interrogativo.
Premesso che la Ser.Sa in questi anni ha funzionato egregiamente sotto la guida di un solo direttore (la dottoressa Maria Chiara Santin), perché mai proprio ora, una giunta che sta perdendo i pezzi (dimissioni di Michele Carbogno e dimissioni annunciate della Maria Grazia Passuello) vuole un altro direttore alla Ser.Sa? Stupisce anche l’urgenza ingiustificata del provvedimento, pari solo a quella “somma urgenza” con la quale questa stessa giunta affidò i lavori della piscina senza gara d’appalto!
Non possiamo certamente dimenticare che, oltre alla mancanza di numero legale che all’ultima seduta ha fatto saltare il consiglio comunale, nel recente passato all’interno della maggioranza c’erano stati alcuni consiglieri comunali, i cosiddetti “dissidenti”, che avevano tenuto sotto scacco la giunta Prade. E non possiamo nemmeno tralasciare, per dovere di cronaca, che tra questi consiglieri dissidenti c’è anche un dipendente della Ser.Sa. i cui rapporti con il suo datore di lavoro, pare non siano proprio idilliaci.
E se facciamo un passo indietro nel tempo, non possiamo altresì dimenticare che nel consiglio di amministrazione, quindi con compenso dalla Ser.Sa, Prade volle inserire, quello che venne definito dalle opposizioni il suo “secondo portavoce” Vescarelli.
La Ser.Sa. insomma, appare come una sorta di “ammortizzatore politico” pronto ad attutire i guai del Pdl.
Questa delibera, nascosta sotto la denominazione “direttiva per l’efficienza degli interventi a favore di Ser.Sa spa”, oltre ad aggravare i costi della società per un nuovo dirigente, potrebbe suonare come un unilaterale “commissariamento” in barba ai patti parasociali con l’altro socio, ossia la Ulss n.1 di Belluno, che invece prevedono che la direzione generale venga scelta di comune accordo.

Jacopo Massaro

<<Se fossimo stati informati di questa proposta – spiega il capogruppo del Pd  in consiglio comunale di Belluno Jacopo Massaro – avremmo immediatamente richiesto un incontro coi vertici Ulss in una seduta congiunta della 1^ e della 3^ Commissione, per avere chiarezza sulle posizioni in campo. Perché diversamente si rischia di minare i rapporti con l’altro socio che per noi, e per i cittadini che usufruiscono dei servizi, è fondamentale>>.
La delibera fa seguito alle annose fratture interna alla maggioranza, divisa tra chi vede con favore la prosecuzione della positiva esperienza di Sersa e chi, invece, ha letteralmente dichiarato guerra alla direzione generale e al modello gestionale.
<<E’ davvero vergognoso che la Giunta Prade utilizzi una società compartecipata per risolvere ancora una volta questioni interne ad un Partito –  commenta lapidario Massaro –  Anziché occuparsi di affari di Partito, la Giunta dovrebbe preoccuparsi delle priorità assolute di Ser.Sa, come l’urgenza di trasformare la sperimentazione gestionale in una realtà definitiva>>.
Su tale argomento nel corso del tempo si sono susseguite numerose interrogazioni dell’opposizione, ma il Comune pare tergiversare.
<<Superare la sperimentazione – spiega Massaro – significa poter guardare avanti aprendo il modello gestionale ad altre realtà, magari creando economie di scala; ma soprattutto darebbe la possibilità di avviare un confronto con la Regione per arrivare ad un allentamento dei vincoli di spesa sul personale, che oggi strangolano la società ed hanno costretto ad assumere provvedimenti difficili e non sempre popolari per garantire i servizi>>.
<<Certo – commenta il capogruppo del Pd Massaro –  per aprire questo confronto ci vorrebbero volontà di affrontare i problemi, idee chiare ed autorevolezza; tutti elementi che oggi sembrano non esserci>>.
L’opposizione sta predisponendo una mozione per sollevare portare la maggioranza a discutere pubblicamente di Sersa.

 

 

 

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