Monday, 25 June 2018 - 21:20

Il Comitato Acqua bene comune propone 5 articoli al Consiglio regionale per il nuovo statuto

Lug 22nd, 2011 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Lunedì (18 luglio), i rappresentanti del Comitato Acqua bene comune hanno incontrato la commissione regionale che sta predisponendo il nuovo Statuto del Veneto. «Per compensare l’assenza di ogni riferimento nelle bozze sin qui elaborate al tema del bene comune acqua e dell’emergenza consumo del suolo – spiega Valter Bonan –  abbiamo proposto 5 articoli per tutelare il patrimonio acqua bene comune.  Ci è stato assicurato che la bozza sarà esaminata a breve in consiglio, nella discussione generale sullo statuto. Si tratta ora di sostenere quest’istanza – prosegue Bonan – attraverso una iniziativa di supporto/adesione di amministratori, associazioni, comitati o singoli cittadini tramite mail da inviare ai rispettivi consiglieri regionali di ciascuna provincia di riferimento e per conoscenza anche al Comitato  (acqua.belluno@libero.it)».
Sabato 23 luglio presso il monastero del bene comune di Sezano (Verona), in collaborazione con l’Università del Bene Comune ed il Contratto Modiale sull’acqua, avrà luogo  il seminario “Dopo i Referendum per l’acqua pubblica: un governo pubblico dell’acqua”. «Si tratta di un’importante e quanto mai attuale occasione di confronto operativo – spiega Bonan –  tra amministratori locali, comitati, forum, amministatori di società di gestione, esperti di settore, sul “che fare” nella gestione del servizio idrico alla luce dei risultati referendari e delle contingenti proposte normative della giunta regionale del Veneto».
Ecco il testo degli articoli elaborati dal Comitato che saranno esaminati in Consiglio regionale.
Proposta articolo : Tutela dei beni comuni

1. La Regione Veneto tutela i beni comuni costituiti dalle risorse essenziali per la vita del pianeta e dei patrimoni culturali, paesaggistici e naturali, garantendone agli abitanti attuali e futuri la conservazione ed il godimento.
2. A questo fine la Regione applica le disposizioni nazionali e comunitarie in merito alla tutela del paesaggio, alla difesa del suolo, dei corpi idrici e del ciclo delle acque e, nell’ambito della propria autonomia, le integra con disposizioni politiche ed azioni istituzionali volte all’affermazione della proprietà comune dell’acqua e alla riduzione del consumo di suolo.
3. La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile, nonché all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono diritti inalienabili della persona umana, diritti universali non assoggettabili a ragioni di mercato.  La Regione garantisce a ciascun individuo il diritto al minimo vitale giornaliero d’acqua quale diritto alla vita. L’acqua è considerata bene comune ed il servizio idrico integrato è definito servizio pubblico locale di interesse generale, privo di rilevanza economica e come tale non soggetto alle dinamiche della concorrenza. Le modalità della loro gestione sono definite attraverso il coinvolgimento delle autonomie locali e la più ampia partecipazione anche decisionale, dei cittadini e delle comunità territoriali.
4. Il territorio non urbanizzato né coperto da artefatti e lasciato libero all’azione della natura, guidata e, ove occorra, corretta per le esigenze di attività agro-silvo-pastorali è un bene comune la cui estensione può essere ridotta solo ove ricorrano congiuntamente le seguenti due condizioni: a) la sua utilizzazione sia indispensabile per soddisfare esigenze socialmente rilevanti che non possono essere soddisfatte in altro modo, come l’utilizzazione di suoli già urbanizzati; b) che sia prevista la rinaturalizzazione di una superfice di dimensione almeno pari a quella sottratta.
5. La Regione emana entro…i provvedimenti normativi e strutturali necessari per rendere effettive le prescrizioni di cui ai precedenti commi.

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