Wednesday, 17 January 2018 - 21:59

«Servono dirigenti di comprovata esperienza e indipendenza». Ma 26 dipendenti BimGsp si dissociano dalle dichiarazioni dei rappresentanti sindacali pubblicate dalla stampa. Errore di comunicazione o clima da caccia alle streghe?

Lug 22nd, 2011 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Riflettore

Pubblichiamo la lettera aperta sottoscritta da 26 dipendenti di BimGsp con la quale intendono dissociarsi da alcune dichiarazioni a loro attribuite attraverso i rappresentanti sindacali e poi pubblicate sul quotidiano locale il Corriere delle Alpi. *vedi articolo al link:
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/07/22/news/nuova-organizzazione-per-bim-gsp-4659538

Non possiamo, tuttavia, far a meno di chiederci come mai 26 dipendenti hanno avuto molta fretta di sconfessare i loro rappresentanti sindacali.
Delle due l’una: i sindacalisti si sono effettivamente presi la libertà di far passare il pensiero di pochi come posizione ufficiale di tutto il personale. Oppure alcuni dipendenti, letto l’articolo questa mattina, sono stati intimoriti dalle possibili conseguenze e/o ritorsioni dell’azienda ed hanno preferito dissociarsi con lettera pubblica alla stampa.  Noi ci atteniamo rigidamente ai fatti e ribadiamo che BimGsp è un’azienda a capitale interamente pubblico, dove la dirigenza non rischia un cent di tasca propria, che lavora in regime di monopolio assoluto e che ha accumulato debiti con le banche per olte 50 milioni di euro, per loro stessa ammissione. Che poi qualcuno dichiari che i debiti sono crediti è semplicemente ridicolo. Ricordiamo loro che nell’economia di mercato si può fallire anche per crediti non riscossi.  Per ultimo, possiamo dire di aver visto fallire molte aziende per incapacità dei loro dirigenti. Non abbiamo memoria, invece, di fallimenti a causa degli operai e impiegati.
Belluno, lì 22/07/2011
Riscontriamo l’articolo pubblicato sul Corriere delle Alpi il 22 luglio 2011 che riporta i contenuti della nota a firma delle RSU della società BIM Gestione Servizi Pubblici S.p.A.. Innanzitutto, avremmo gradito che, prima di pubblicare una nota di tale rilevanza, “a nome di tutto
il personale”, le RSU avessero avuto la cortesia di condividerne il contenuto con i loro colleghi nel corso di un’assemblea con un chiaro riferimento nell’ordine del giorno.
I firmatari della presente, tutti dipendenti del gruppo BIM, intendono, pertanto, dissociarsi dai contenuti e dai modi con cui le Rappresentanze Sindacali si sono espresse, i quali, invece di semplificare il lavoro nel quale ognuno di noi è giornalmente impegnato, rendono parte tutti i
colleghi di una diatriba politica che ormai imperversa da tempo sui quotidiani locali e non chiarisce mai – sottolineiamo mai – quali siano le difficoltà reali di chi lavora sul territorio, di chi deve comprendere le necessità, sempre diverse, degli utenti e di chi deve organizzare una struttura che è necessariamente complessa, proprio per la molteplicità di attività che conduce.
Quando si parla di “cattiva gestione a tutti i livelli”, nell’articolo che dà risalto alla comunicazione delle RSU, si vogliono puntualmente ignorare tutti i fattori esterni all’azienda che hanno portato alle difficoltà attuali, ledendo il rispetto per il lavoro di tutti.
Nessuno di noi ha la pretesa di non sbagliare mai.
Ma, pur nella consapevolezza che il servizio è e sarà sempre migliorabile e che proprio questo è l’obiettivo primo che tutti noi dobbiamo tendere, riteniamo di dover riconoscere il merito a chi, in questo momento di difficoltà, in cui siamo stati attaccati da molti soggetti istituzionali e non, ha
saputo mantenere dritto il timone cercando di garantire sempre il miglior grado possibile di efficienza del servizio e, nel contempo, di difendere una società che è patrimonio pubblico di tutti i comuni soci.
Infine, per dovere di cronaca, teniamo a precisare che molti di quelli che non hanno ritenuto corretta la modalità utilizzata dalle RSU preferiscono chiarire la vicenda internamente all’azienda; alcuni di noi, invece, ritengono che sia necessario dare voce al proprio disagio anche a mezzo stampa.

Seguono le firme dei 26 dipendenti BimGsp

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