Saturday, 21 April 2018 - 02:07

Venerdì a Codenzano di Chies d’Alpago Loris Tormen interpreta “Carmine Pascià, che nacque buttero e morì beduino”

Lug 13th, 2011 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Venerdì 15 luglio alle ore 20.45 a Codenzano (frazione di Chies d’Alpago) in Piazza S. Lucia (in caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà in una sala adiacente la piazza) Loris Tormen leggerà ed interpreterà “Carmine Pascià, che nacque buttero e morì beduino” tratto dal libro di di Gianantonio Stella.
Lo spettacolo si inserisce nella rassegna “Parole, musiche, emozioni di sera” (della quale allego la locandina) ed è organizzata dalla Biblioteca Popolare di Chies e Codenzano d’Alpago.

Mentre aspettava la scarica,
il soldato Iorio, cristiano e musulmano,
disertore ed eroe, pensò che era
la seconda volta che veniva messo a morte.”

“Un dromedario! Che ci faceva, lui, pancia in giù sulla groppa di un dromedario? Si mise a scalciare e si ritrovò per terra. indolenzito. Circondato da decine di tuniche bianche e caffelatte.”
Gian Antonio Stella racconta l’incredibile e avventurosa storia del soldato Carmine Iorio, un analfabeta della piana del Sele che, arruolato nel 1912 dal governo Giolitti e mandato a far la guerra nella Libia “Bel suol d’amore”, a causa di una sbronza e un mal di testa colossale si ritrovò per sbaglio a essere disertore. e a dover scegliere: o la fucilazione dei commilitoni o la forca eretta dai beduini nella piazza di Agedabia. Un dilemma risolto con la conversione all’islam che passo dopo passo lo avrebbe portato, col nome di Yusuf el-Muslim, ad abbracciare la causa della resistenza anti-italiana di Omar el-Mukhtar. Finché, davanti al plotone d’esecuzione…

GianAntonio Stella parte da una vicenda realmente accaduta, per trattare temi terribilmente attuali: l’odio verso la guerra, la difficoltà di comprendere chi è diverso da noi, l’integrazione razziale e religiosa, l’ottusità di una classe dirigente che non comprende veramente cosa vuole la gente: Il tutto con uno stile pungente e una punta di rimpianto per quella Italia di “zappatori”, povera ma dignitosa, così diversa da quella di oggi.
***
Lo spettacolo i cui accadimenti sono ambientati  in Libia durante la vergognosa guerra di colonizzazione italiana, ha debuttato nel luglio 2010, lontano dai tragici avvenimenti libici di questi giorni. Una storia vecchia di quasi un secolo quella del soldato Carmine, il buttero che divenne beduino, in un momento storico così diverso.
C’è tuttavia qualcosa che negli avvenimenti narrati, oltre ai nomi di luoghi e città,  si lega alla realtà odierna: la lotta per la libertà di tutti i popoli oppressi da regimi dittatoriali, il desiderio di vivere liberi ed in pace che è patrimonio comune alla stragrande parte dell’umanità e l’assurdità delle discriminazioni razziali e religiose.
Libertà e democrazia al popolo libico e a tutti i popoli oppressi dalle dittature!

Loris Tormen

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