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«I tagli agli Enti locali partano da quelle Regioni che più hanno ricevuto dallo Stato, rispetto a quanto hanno contribuito a dare». Bottacin scrive al ministro Tremonti in relazione alla manovra finanziaria

Lug 13th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Gianpaolo Bottacin

Il presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin  scrive al ministro dell’Economia e delle finanze Giulio Tremonti per rappresentare l’insopportabile disagio delle Regioni virtuose, che per oltre 60 anni hanno dato allo Stato più di quanto abbiano ricevuto. Una solidarietà che oggi, con i pesanti tagli annunciati dalla manovra finanziaria 2011, viene messa in discussione.
Ecco il testo della lettera inviata al ministro.
Alla c.a. del dott. On. Giulio Tremonti
Ministero dell’Economia e delle Finanze
Palazzo delle Finanze
Roma

 

Oggetto:  Manovra Finanziaria 2011

Alla luce dei nuovi tagli che l’approvanda manovra finanziaria del Governo sta operando, si impone una profonda riflessione in merito a quali risposte dare ai territori ed alle loro popolazioni, che hanno sempre dimostrato un grande senso civico, e quali sacrifici chiedere alle Istituzioni governanti, che hanno adempiuto con ferrea responsabilità al proprio dovere di guida di quelle stesse comunità.
I dati del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo hanno più volte messo in luce come – nel corso degli anni – la Regione Veneto, e (per quota parte) anche la Provincia di Belluno, abbiano sempre registrato un residuo fiscale dal segno positivo, rispetto ad altre realtà; in buona sostanza, i cittadini che abitano questi territori hanno versato alle casse dello Stato molto più di quanto lo stesso Stato faceva poi ritornare nelle stesse aree. Come il Veneto, poche altre Regioni hanno avuto questo poco invidiabile compito: rimpinguare con le proprie tasse quei trasferimenti che poi andavano a beneficio di altre (più numerose) realtà italiane.
Un simile meccanismo ha retto per decenni, divenendo un fattore storico – quasi una “naturalizzata consuetudine” – che ha permesso al nostro Paese di reggere il proprio sistema economico.
L’attuale crisi mondiale ha però evidenziato come questo equilibrio sia, prima ancora che ingiusto, precario: le Istituzioni locali, già gravate da un residuo fiscale attivo da sessanta anni, hanno ora l’ulteriore ingrato compito di tagliare i servizi alla cittadinanza, in virtù di sacrifici che il Governo chiede all’intero comparto pubblico, a qualsiasi livello.
Ebbene, dopo oltre sessant’anni del citato “squilibrio”, appare lecito chiedersi se queste terre, il Veneto come il Bellunese, non abbiano già pagato abbastanza e sia quindi giunto il momento di “invertire la rotta”, chiedendo il conto a quei territori che hanno sempre avuto finanziamenti statali sproporzionati rispetto a quanto erano in grado di generare in termini di reddito. Chi più ha avuto, dimostrando – appare evidente – una miopia ed una mancanza di oculatezza nella gestione della res publica, è doveroso, corretto e inopinabile che ora sia chiamato a restituire parte di quei sacrifici a cui ha costretto per decenni gli altri territori.
Ecco perché ritengo che i tagli governativi agli Enti locali debbano partire da quelle Regioni che più hanno ricevuto dallo Stato rispetto a quanto hanno contribuito a dare; per coloro che hanno, invece, garantito e permesso allo stesso Stato di mantenersi in vita, sia ora il momento di concedere una tregua, evitando che la cieca scure dei citati tagli si abbatta anche su di essi.
Così non fosse, quelle stesse realtà già penalizzate si ritroverebbero a non poter più reggere quel sistema economico di cui hanno beneficiato le altre meno virtuose Regioni, con evidenti ricadute su loro stesse, nonché, in ultima fase, proprio sullo Stato.

Il Presidente
dott. ing. Gianpaolo Bottacin

 

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