Sunday, 24 June 2018 - 01:31

Autoscuole, sicurezza stradale e abusivismo * intervento di Giorgio Forato (Autoscuole della Provincia di Belluno)

Lug 11th, 2011 | By | Category: Prima Pagina, Società, Istituzioni

Un incidente stradale su 3 vede coinvolto un neo-patentato. Una percentuale da brivido: il 30% di sinistri sulla strada interessa ragazzi con meno di 3 anni di patente e per i giovani fino a 24 anni, il più alto tasso di rischio per la vita stà nella circolazione stradale, tasso di incidentalità che si traduce, statistiche alla mano, in centinaia di giovanissime vite lese o, peggio, spezzate.
La sicurezza stradale cosa fare per migliorarla?
Nessuno ha la bacchetta magica  o la souzione definitiva però è certo che fare la patente con percorsi educativi “fai da te” non la migliora specialmente se aiutati da soggetti che operano nel sottobosco, al cotrario è però dimostrato da statistiche nazionali (ISTAT – ACI) che chi segue un formazione esercitata da professionisti ha un grado di incidentalità nettamente inferiore.
Su certi argomenti ogni compromesso è inaccettabile.
È evidente che l’aspetto fondamentale del percorso di acquisizione delle capacità e dei comportamenti consiste nell’istruzione alla guida responsabile e consapevole, pur non potendo prescindere naturalmente dall’abilità manuale all’uso del veicolo che è l’ovvia condizione di base propedeutica all’apprendimento dell’attività di conducente.
Le Istituzioni hanno il dovere di fare scelte chiare e di trasmettere alle famiglie un messaggio scevro da qualsiasi ambiguità sui criteri e sui ruoli; i genitori opereranno poi le loro scelte, assumendosene le responsabilità ma avendo a disposizione strumenti di valutazione obiettivi.
Le scuole per l’educazione e la formazione dei conducenti, dice il Codice della Strada, sono le autoscuole. Uno  degli obiettivi fondamentali delle autoscuole  è  educare i ragazzi al raggiungimento della consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri ponendo un attenzione specifica  a tutte le iniziative inerenti l’educazione alla legalità, a cominciare dal educazione civile  per finire all’ educazione stradale.
Questi compiti ci vengono demandati per legge (art.123 del cds) con imposizioni tecniche, morali, finanziarie e formative molto restrittive .
In particolare la formazione iniziale, propedeutica all’esame degli insegnanti-istruttori di autoscuola,  è molto pesante e selettiva da aggiornarsi oltretutto in cadenza triennale. Ultima, forse la qualità più importante e decisiva, è l’esperienza di insegnamento
Sono questi gli aspetti che a nostro giudizio, devono essere oggetto di un chiaro messaggio rivolto all’Utenza e in particolare, si ribadisce, alle famiglie, affinché non ci siano dubbi che la formazione effettuata dalle autoscuole rappresenti il modello ottimale cui ispirarsi, salva la facoltà data dalla legge al genitore di agire direttamente ma, comunque, all’interno dei medesimi obiettivi di riferimento.
Ciò che deve essere assolutamente evitato è un’eventuale condiscendenza verso soggetti che si propongano quale alternativa all’autoscuola, vantando capacità e preparazione che, esulano dall’assetto normativo, il quale motivamente prevede che la formazione dei conducenti sia svolta in strutture autorizzate e vigilate, nelle quali l’attività di istruzione pratica alla guida è effettuata esclusivamente da personale docente abilitato a norma di legge.
Non si vuole affermare che chi decide un percorso alternativo alle autoscuole non sia in grado di insegnare e recepire concetti che dovrebbero essere di uso comune, certamente però possiamo affermare che è più facile assimilare concetti, comportamenti se coordinati da un professionista abilitato e dotato di strutture  tecniche, informatiche, multimediali, e di strumenti didattici adeguati.
Sono diversi anni che l’abusivo opera nel nostro settore, probabilmente anche con la compiacenza di qualcuno.
Qualche anno fa è stato fermato dalla Polizia Municipale, l’anno scorso dalla Polizia Provinciale, e l’altro ieri, da come si è capito dai giornali, da una operazione congiunta tra Polizia Provinciale e Municipale, operazione “tazio”.
Ci si domanda quale educazione al rispetto della legalità, possa essere data da dei soggetti non solo non abilitati e formati adeguatamente, ma che insegnano ad eludere la legge, in modo da evitarene gli obblighi e comportamenti al fine di trarne un vantaggio personale.
Che giudizio dare a quei familiari che spingono, a fronte del miraggio “risparmio”, ad un comportamento per lo meno ortodosso.
L’Italia con “il trucco” è una realtà dura a morire. In ogni comparto del nostro sistema in cui esiste una verifica o una selezione, puntualmente viene fuori prima o poi che qualcuno ha inventato il metodo per ottenere irregolarmente ciò che gli altri cercano di conquistare con il proprio sudore.
Quanti presuntuosamente ritengono di possedere tutte le conoscenze e capacità necessarie per affrontare la strada adottando le regole del “proprio buon senso” e si sentono, conseguentemente, autorizzati a considerare l’esame uno stupido ostacolo burocratico da superare .
Non si può che essere profondamente grati a quegli enti che si sono impegnati in testa a tutti la Provincia di Belluno ed ai suoi amministratori.A tutti gli operatori, Polizia Provinciale e Municipale che si sono prodigati con sacrificio per il rispetto delle regole un grazie di cuore.

Le autoscuole della Provincia di Belluno
In rappresentanza
Forato Giorgio

Share

Comments are closed.