Tuesday, 18 September 2018 - 19:20

Scoperti sei lavoratori in nero, chiuso laboratorio cinese a Limana che produceva astucci per occhiali. Il blitz della Guardia di Finanza, Direzione provinciale del Lavoro e Inps

Lug 5th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Nessuna insegna all’esterno, pochi macchinari alla giusta distanza l’uno dall’altro e tutti i lavoratori di nazionalità cinese “in nero”.
Il blitz eseguito alcuni giorni fa dai finanzieri della Compagnia di Belluno, congiuntamente a personale ispettivo della Direzione Provinciale del Lavoro e dell’INPS di Belluno, ha permesso di scoprire all’interno di un anonimo capannone a Limana (Belluno) un vero e proprio laboratorio, dove erano impiegati sei lavoratori di etnia cinese.
L’attività controllata, avviata solo a maggio scorso, si occupava della produzione di foderi per occhiali ed era gestita da una cittadina cinese.
Nel corso del controllo sono stati dapprima identificati tutti i lavoratori, che sono risultati in regola ai fini del soggiorno sul territorio nazionale.
I successivi riscontri amministrativi hanno tuttavia permesso di constatare che il datore di lavoro non aveva provveduto a regolarizzare la posizione, ai fini della legislazione sul lavoro, di alcun dipendente.
Vista la grave situazione, è scatta la sanzione della sospensione dell’attività economica oltre alla “maxisanzione” a carico del datore di lavoro (da 1500 a 12000 euro per ogni dipendente in nero).
Sono tutt’ora in corso gli accertamenti nei confronti della ditta cinese da parte delle Fiamme Gialle al fine di verificare il corretto adempimento a tutti gli obblighi fiscali vigenti.
Il dispositivo di controllo realizzato a Belluno, grazie alle sinergie sviluppate tra Guardia di Finanza, Direzione Provinciale del Lavoro e INPS, ha consentito così una efficace azione di contrasto al fenomeno del lavoro nero.

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