Wednesday, 20 June 2018 - 09:07

Lavoro: accordo interconfederale del 28 giugno 2011. Christian De Pellegrin: “si fonda su basi positive per il futuro del sindacato e dei lavoratori che esso rappresenta”

Lug 5th, 2011 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Con l’accordo interconfederale del 28.06.2011 fra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, si definiscono, finalmente, le regole in materia di rappresentatività delle organizzazioni sindacali. Si ferma la destrutturazione del Contratto Nazionale, si recupera il diritto di voto dei lavoratori, si gettano le basi per porre fine al conflitto permanente degli ultimi anni, si instaura una competizione basata sul numero degli iscritti e dei voti, aumenta il potere delle rsu e non cede diritti dei lavoratori nemmeno quello di sciopero. E’ evidente che in settori frammentati, come quello artigiano, gli effetti dell’accordo saranno positivi. Infatti, mantenere un Contratto Nazionale (nei giorni scorsi è stato firmato quello dei metalmeccanici artigiani), e valorizzare la contrattazione di secondo livello, risulta fondamentale per un settore ancora in crisi. In questo comparto dove la stragrande maggioranza delle imprese hanno meno di 15 dipendenti la contrattazione aziendale è spesso assente, con conseguenti problemi legati al salario e alle flessibilità. Non è vero che l’accordo nega ai lavoratori di votare le piattaforme e gli accordi. Non è vero che nega la democrazia e il diritto di sciopero. Non è vero che le rsu decidono senza il voto dei lavoratori. Anzi, Cgil, Cisl e Uil demandano alla definizione categoriale le procedure di coinvolgimento dei lavoratori per la validazione delle intese. Chi critica questo accordo utilizza un motto molto diffuso il taluni ambienti:”voi fate gli accordi, che poi io mi limito a criticarli”. Non una critica costruttiva, bensì ideologica, opportunistica e poco lungimirante vista la situazione economica e sociale del paese. Bisogna ricordare quale è la realtà di un paese ormai allo sbando. Per questo non si potevano più accumulare ritardi sul versante delle regole e della rappresentanza sindacale, perché la democrazia si basa su regole precise e a chi critica va ricordato che si può essere a sinistra di tutto, ma non del buon senso. In definitiva le basi su cui si fonda l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 sono da considerarsi positive per il futuro del sindacato e dei lavoratori che esso rappresenta.

Responsabile Dip. artigianato Cgil Belluno Christian De Pellegrin

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