Thursday, 21 June 2018 - 06:21

Passi carrai. Bond e Paniz incontrano i rappresentanti del comitato: “siamo dalla parte dei cittadini, mobiliteremo il ministro Matteoli”

Lug 4th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

“Siamo schierati a fianco del Comitato passi carrai al cento per cento. Per questo mobiliteremo il Governo, anche se la via giurisdizionale resta la soluzione migliore”.
Questo l’impegno del capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond e del deputato Maurizio Paniz che nel primo pomeriggio di oggi a Ponte nelle Alpi (Belluno) hanno incontrato Walter Azzalini e Pierangelo Gardenal, rispettivamente coordinatori bellunese e trevigiano del Comitato passi Carrai.
Sul tavolo, le cartelle “pazze” emesse dall’Anas nell’ultimo lustro e che tanto malumore stanno suscitando tra chi ha un accesso sulle arterie di competenza dell’azienda strade. “Siamo esasperati”, hanno affermato Azzalini e Gardenal che hanno chiesto ai due esponenti politici un impegno serio e possibilmente risolutivo.
“Non voglio alimentare illusioni”, ha premesso Paniz, “ma la strada più realistica da percorrere è quella giurisdizionale. Nel frattempo, contatterò personalmente il ministro Matteoli che sulla tematica ha già chiesto più volte chiarimenti all’Anas”.
Lo stesso Paniz non ha escluso la riproposizione di una proposta di legge capace di andare ad abrogare le norme che permettono ad Anas di chiedere la gabella sui passi carrai: “Ma in questo caso, più che la tassa è ingiusta la sua entità che è totalmente spropositata”, ha aggiunto il deputato del Popolo della Libertà.
Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond, che da anni sta seguendo la partita:  “Dobbiamo impedire un bagno di sangue ingiusto e pericoloso. Per alcuni imprenditori pagare certe somme significherebbe chiudere la propria attività. Sono pronto a sostenere anche eventuali manifestazioni di piazza”, ha sostenuto Bond.
Paniz, dal canto suo, ha ricordato come l’Anas sia un’azienda autonoma, seppure di rilievo pubblico: “Anche per questo la questione non si può risolvere con facili proclami”, ha detto il deputato bellunese.
Attualmente il fenomeno delle cartelle pazze riguarda in particolare il Veneto, il Friuli e una parte del Piemonte. “Parliamo in tutto di venti milioni di euro a livello nazionale, una cifra che per l’Anas è ridicola, mentre per i cittadini è enorme”, hanno affermato i rappresentanti del Comitato passi carrai. “E sinceramente non si capisce questo accanimento nei confronti del Veneto”.
Il Pdl regionale ha più volte rimarcato nel corso degli anni il suo sostegno alla protesta: dal consigliere vicentino Costantino Toniolo al collega veronese Davide Bendinelli.

Dario Bond

“Questi cittadini fanno bene ad arrabbiarsi. L’Anas non li può stritolare in questo modo”, conclude il capogruppo Bond. “E’ ingiusto oltre che immorale”.

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4 comments
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  1. L’A.n.a.s. e gli Enti Regionali di gestione delle strade, applicando la scellerata legge 449 del 1997, hanno imposto, senza confronto e in modo retroattivo, dei canoni sui passi carrai del tutto improponibili sul piano economico e morale che gli Utenti sono costretti a pagare per accedere alle loro proprietà.

    I privati devono pagare 200/300€ all’anno, le attività produttive e commerciali sborsano canoni annui di 10/15.000€. Inoltre, le richieste tardive effettuate 5 anni dopo l’adozione di un sistema di tariffe inaccettabili, da parte di A.n.a.s. che opera in regime di monopolio assoluto, hanno prodotto canoni pregressi per decine di migliaia di Euro con casi di oltre 100.000€.

    I numerosi incontri con vari rappresentanti delle Istituzioni hanno generato decine di interrogazioni ed ordini del giorno che impegnavano il Governo e le Regioni a eliminare questo vergognoso taglieggiamento. Ora giacciono in Parlamento senza riscontro.

    I politici che sanno solo chiedere il nostro voto, quando pensano di andare in Parlamento a pretendere l’eliminazione di questa gabella dal sapore medioevale? Quando pensano di mantenere le promesse fatte?

    Dove sono finiti i documenti inviati al Governo che a parole si impegna a favore dei cittadini?

    Chiediamo solo che le persone oneste non vengano trattate peggio di delinquenti ed evasori, ma questo in Italia, culla del diritto, è arduo. A loro diritti e condoni a noi cartelle ed ingiunzioni di pagamento.

    Diventa necessaria una presa di coscienza da parte delle Istituzioni delle gravi ricadute sociali ed economiche causate . Quando pensionati, lavoratori , aziende agricole , imprese produttive e commerciali vengono costrette a pagare cifre esorbitanti , del tutto inique e sproporzionate, solo per entrare e uscire di casa, si ledono diritti fondamentali dei cittadini e dell’ordinamento giuridico .

    Auspichiamo che si riprenda contatto con la realtà . E’ necessario e urgente aprire un tavolo di confronto serio e onesto che porti in tempi brevi alla rideterminazione dei pregressi e alla eliminazione di questa tassa.

    Ne abbiamo abbastanza di promesse non mantenute. E’ l’ora dei fatti.

  2. Venezia. Il Governatore: La Regione si è unita alla protesta. PDF Stampa E-mail
    Scritto da Gardenal Pierangelo
    Giovedì 30 Giugno 2011 00:00
    IL GOVERNATORE «La Regione si è unita alla protesta»

    IL GAZZETTINO Giovedì 30 Giugno 2011,

    (Fe.Be.) «Canoni irragionevoli e ingiustificati». Così il governatore del Veneto, Luca Zaia, definisce le tasse da capogiro richieste dall’Anas, secondo la legge, a chi vive o gestisce un’attività lungo le strade statali della regione. E con queste parole il presidente della Regione si schiera ufficialmente dalla parte del comitato di cittadini, nato tre anni fa a Codevigo, su iniziativa dei residenti lungo la Romea, per ottenere una tassazione più equa. Dopo aver appreso del grave disagio di cui devono farsi carico centinaia di persone, Zaia ha scritto una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, chiedendo «di verificare le motivazioni dell’esosità dei canoni veneti imposti da Anas spa e di rimuovere nel contempo le cause che la determinano».
    La misura è colma e Zaia lo spiega bene. «In Veneto, in alcuni casi, i canoni sono tali da compromettere la sussistenza delle stesse aziende, tanto che gli immobili di proprietà diventano difficilmente locabili – scrive – Ad esempio, cito il caso di un piccolo albergo sulla statale Romea per il cui accesso Anas pretende un canone di 18 mila euro all’anno».
    Bollettini stellari a cui si sommano gli arretrati, che a volte raggiungono cifre impensabili. «Nella maggior parte dei casi – continua il presidente – le aziende hanno proceduto a tutelarsi attraverso le vie legali, rifiutandosi di versare il canone ma maturando nel frattempo arretrati da pagare che in alcuni casi superano i cento mila euro». Senza contare la discriminazione tra chi, lungo la medesima statale, ha in concessione il passo carraio in centro abitato o al di fuori. «A fronte di tali sperequazioni – chiude Zaia – la Regione intende sostenere l’azione di protesta e di tutela di questi concittadini, che risultano ingiustamente penalizzati e danneggiati». Nell’attesa di ricevere una risposta dal ministro, il comitato ha preparato un ricorso da presentare alla Corte europea per i diritti dell’uomo e sta prendendo contatti con l’avvocatura civica regionale.

  3. Belluno. Maurizio Fistarol: Basta fumo negli occhi. PDF Stampa E-mail
    Scritto da Gardenal Pierangelo
    Mercoledì 29 Giugno 2011 00:00
    Passi carrai. Maurizio Fistarol: «Basta fumo negli occhi»

    giu 29th, 2011

    Maurizio Fistarol senatore Verso Nord

    «La regionalizzazione dell’Anas è l’ennesimo diversivo della Lega». Il senatore di Verso Nord, Maurizio Fistarol, è intervenuto oggi sul problema della tassa sui passi carrai che sta portando all’esasperazione molti cittadini veneti e bellunesi. «La questione – spiega Fistarol – va affrontata in un modo semplice e lineare e in due passaggi. Il primo: bisogna abrogare la norma che dal 1997 consente all’Anas di applicare questo balzello ingiusto e pesante. Questo non si può fare finché il Governo, di cui la Lega fa autorevolmente parte, anche con il vice ministro competente Castelli, blocca qualsiasi modifica per non far perdere all’Anas i 17 milioni di euro lordi (14 milioni netti) che la tassa consente di introitare».

    «Ricordo – continua l’esponente di Verso Nord – che meno di un anno fa la mia proposta, presentata al Senato in sede di approvazione del nuovo Codice della strada e che aveva trovato l’adesione anche di parlamentari di maggioranza, è stata neutralizzata dall’intervento del ministro Matteoli in Commissione infrastrutture. Ma l’ordine del giorno relativo, approvato all’unanimità dal Senato, e che impegna il Governo ad agire in fretta, è ancora lì sul tavolo che attende risposta».

    «Solo dopo l’abrogazione della norma sarà possibile e necessario chiudere il pregresso con un accordo che consenta ai cittadini vessati di pagare solo una piccola percentuale di quanto richiesto.
    Quindi, basta con il fumo negli occhi: questa penosa vicenda si può chiudere solo con l’accordo del Governo. E le forze politiche che ne fanno parte – conclude Fistarol – non possono fingere di non saperlo prendendo in giro i cittadini».

    Cronistoria della vicenda dei canoni ANAS sui passi carrai:
    1) Fino al 1997 i canoni si aggiravano sulle 15/20.000 Lire (8/10€) per i privati e 200/400.000 Lire (100/200€) per le attività commerciali e produttive.
    2) La Legge 449/97 oltre a consentire ad A.n.a.s. l’adeguamento dei canoni nella misura massima del 150% per l’anno 1998, ha stabilito che l’A.n.a.s. poteva adeguare i canoni, senza porre limiti o regole, dal 1999, secondo le soggezioni che derivavano dalla strada e il vantaggio che il concessionario ne avrebbe ricavato.
    3) Nel 1998 i canoni annui vennero adeguati con l’aumento massimo consentito del 150%.
    4) Nel 1999 in base alla formula individuata dall’A.n.a.s., iniziarono gli aumenti che nel giro di pochi anni portarono i privati a pagare fino a 200/300€, le imprese mediamente sborsano 3/4.000 € annui con punte di oltre 10/15.000€, tale formula venne imposta senza confronto.
    5) Queste richieste colpirono solo una parte dei concessionari in quanto il catasto stradale non era aggiornato. Inoltre la sollecitudine dei Compartimenti Veneto e Piemonte, portarono in queste Regioni i concessionari a effettuare le prime proteste.
    6) Dopo il 2000 iniziò la richiesta degli arretrati, cinque anni pregressi, centinaia di euro per i privati e decine di migliaia di Euro per le attività con punte che superano i 100.000 €. Da evidenziare che nessuno informò preventivamente i concessionari dei nuovi importi.
    7) 2005 avvio aggiornamento del catasto stradale in Veneto e Lombardia.
    2006-2007 varie interrogazioni parlamentari, tra cui Fistarol.
    9) 2008 nascita Comitato Vittime A.n.a.s., poi trasformatosi in Comitato Passi Carrai per coordinare e rendere incisive le varie iniziative locali anche nei confronti di Veneto Strade e Friuli Venezia Giulia Strade. Il comitato ha promosso incontri con politici e associazioni, ha fatto proposte economiche, emendamenti e ricerche.
    10) 2009 Aprile, 8ª Commissione Senato audizione Presidente A.n.a.s. Dott. Ciucci. Il tema, sollevato da Fistarol, per la prima volta viene portato all’attenzione del Parlamento.
    11) 2009 Luglio, Od.g. che impegna il Governo a verificare che gli aumenti rispettino lo statuto del contribuente o valutare una possibile riduzione degli importi regolando i canoni pregressi.
    12) 2009 Novembre, proposta legislativa di soppressione norma D.d.l. 1720 Fistarol.
    13) 2010 Febbraio, avvio istruttoria del Ministero delle Infrastrutture per verificare aspetti tecnici e giuridici, presenti tecnici del Ministero e di An.a.s., conclusione prevista entro Luglio 2010, ad oggi nessuna notizia dei risultati.
    14) 2010 Maggio, O.d.g. che impegna il Governo all’eliminazione dei canoni. In Commissione il Ministro Matteoli si impegnò personalmente per una soluzione della vicenda.

  4. Passi carrai, moratoria per bloccare i canoni

    30 giugno 2011 — pagina 35 sezione: Provincia
    ODERZO. La Lega Nord, con il consigliere Federico Caner, ha annunciato di aver presentato in Consiglio una risoluzione per risolvere il problema dei canoni sui passi carrai, soprattutto per quanto riguarda quelli di competenza Anas. Un intervento, ha spiegato Caner, «in appoggio alle proposte di legge, anche dell’opposizione, giacenti alla Camera per chiedere una regionalizzazione di Anas e una moratoria che sospenda da subito il pagamento di canoni che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese». L’iniziativa del Carroccio è susseguente alle segnalazioni di innumerevoli solleciti di pagamento, inviati da Anas a lavoratori, pensionati e imprenditori, soprattutto di Oderzo. «La sola regionalizzazione di Anas – spiega Caner – è un provvedimento federalista, di semplice applicazione, che ci consentirà di agire direttamente da Venezia ad esempio sui canoni per i passi carrai. Dobbiamo impedire che le richieste di pagamento dei canoni, se passate ad Equitalia sotto forma di cartelle esattoriali, facciano chiudere le nostre aziende già in crisi e penalizzino in maniera irreversibile i bilanci delle imprese». Sulla vicenda dei passi carrai e dei canoni pregressi, è intervenuto anche Diego Bottacin (gruppo misto-Verso Nord), che fu il promotore della norma di abolizione del canone a livello regionale. «Se un importantissimo passo avanti è stato fatto nel 2010 con l’abolizione da parte del Consiglio veneto del canone sui passi carrai nella viabilità di competenza regionale gestita da Veneto Strade – ha rilevato – rimane aperto il grave problema dei canoni pregressi. Adesso è necessario intervenire sui canoni pregressi, oltre 2 milioni di euro in totale, che in parte sono stati pagati e in parte sono da pagare. Va rilevato che si tratta di canoni che riguardano, per lo più, il «fronte strada» di piccole aziende o piccoli esercizi che in molti casi rischierebbero di fare una brutta fine di fronte alle richieste perentori di pagamento avanzate da Equitalia».