Monday, 25 June 2018 - 02:08

Due giorni di archeologia in Comelico

Lug 1st, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

COMELICO – Piena riuscita, seppur con qualche ombra, causata dalla totale assenza di qualsiasi rappresentante comunale a partire dal sindaco di Comelico Superiore che è anche presidente della Comunità Montana di Comelico e Sappada, dei due giorni Faav (Federazione delle associazioni archeologiche venete ) in Comelico. Si è iniziato e concluso il soggiorno a Dosoledo, con la splendida accoglienza, ospitalità e appassionata illustrazione delle tradizioni regoliere, da parte di Arrigo De Martin nella sala conferenze del Museo Algudnei (qualcosa di noi) dove si è tenuta la prevista assemblea, con un ampio e vivace dibattito, aperta dalla presidente Maria Cenere Dinarello, dove sono state illustrate esperienze, emerse idee, suggerimenti e proposte sulle problematiche archeologiche territoriali, rilevata l’importanza della tutela delle vestigia antiche, la fondamentale necessità di conseguire una attiva e condivisa collaborazione con la Soprintendenza Archeologica allo scopo di far considerare anche a livello locale la rilevanza culturale ed economico-turistica delle testimonianze antiche. Erano presenti diversi presidenti e rappresentanti di associazioni bellunesi e venete provenienti dalle province di Rovigo, Vicenza, Treviso e naturalmente dall’Alpago Agordino, Cadore e Comelico Un notevole contributo al dibattito è stato portato dal restauratore altoatesino, Markus Pescoller che da diverso tempo sta operando soprattutto a Candide. I partecipanti, circa una trentina, hanno potuto conoscere e apprezzare, mediante la spiegazione dei contenuti da parte di storici ed esperti locali diverse località con i loro affascinanti aspetti paesaggistici, archeologici, architettonici, edifici di culto, aspetti artistici, riqualificazioni di piazze con il recupero di antichi manufatti demoliti un secolo prima. Gli itinerari seguiti, e assistiti dal bel tempo, hanno ottenuto un generale apprezzamento. Si è iniziato nel pomeriggio del 25 giugno raggiungendo Candide dove l’architetta Daniela Zambelli ha illustrato i progetti di restauro previsti per la chiesetta di S. Antonio Abate e i lavori di piazza De Cassan antistante alla chiesa di S. Maria Assunta, progettati con Eva Horno. Qui fa bella mostra di se la nuova sistemazione dell’area di cica 1000 metri quadrati riportata alle sue funzioni originarie; ossia quella di accogliere la gente sia per le manifestazioni culturali sia religiose e creare un belvedere verso il magnifico paesaggio come ha tenuto a far sapere anche parroco don Attilio Zanderigo Iona .La professionista ha evidenziato la ricostruzione della vecchia fontana demolita alla fine dell’800, le scoperte archeologiche del 2009 che hanno permesso di conoscere l’evoluzione delle chiese dall’anno 1000 ai giorni nostri. Questi resti, documentati dall’archeologo Flavio Cafiero, sono stati valorizzati, indicando sulla pavimentazione della piazza, il perimetro con il suo orientamento compresa la tomba di B.Fabris, primo Pievano. Successivamente si è raggiunto S.Stefano , capoluogo del Comelico, dove Guido Buzzo ha illustrato, da par suo, la chiesa madre della vallata mostrando le varie fasi comprese quelle più antiche che paiono combaciare perfettamente con i risultati dello scavo, illustrato da Diego Battiston, eseguito lo scorso anno con il ritrovamento di frammenti di ceramica datati al V-VII sec. d.C.. Nella mattinata 26 giugno i volontari della Faav hanno raggiunto la spettacolare borgata di Costalta, dove il giornalista Lucio Eicher Clere con una coinvolgente e argomentata spiegazione ha intrattenuto la comitiva sugli aspetti architettonici delle case di legno sopravvissute alla cementificazione, che ancora sta imperando nella provincia di Belluno, in quest’ abitato aggrappato alle pendici della montagna e situato a circa 1400 metri di altitudine, commentando e facendo visitare dall’esterno le case di legno con le sculture che, di anno in anno, arricchiscono con episodi di vita vissuta questa galleria d’arte a cielo aperto. Nel pomeriggio i convenuti hanno raggiunto il Passo di Monte Croce Comelico e percorso alcuni tratti dell’antica viabilità romana, scoperta da Alessio De Bon, intrattenuti dalle descrizioni, ben documentate, del giovane archeologo cadorino Gian Galeazzi che si è laureato proprio con una tesi imperniata sulla viabilità antica della Val del Boite.
Eugenio Padovan

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