Monday, 18 June 2018 - 23:29

Asse Pdl-Lega Roma-Venezia-Belluno senza un progetto organico. Si cerca di giustificare il disastro con la mancanza di soldi, quando tutti sanno che In Italia si sono sempre fatti debiti per dare le mance * intervento di Jacopo Massaro capogruppo Pd in consiglio comunale di Belluno

Lug 1st, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Jacopo Massaro

Magia: Simone Favero va via perché Palazzo Rosso non gli ha ancora detto se ci sono i soldi per la rassegna “Oltre le Vette”, se vogliono farla o se interessa. D’altronde qualche giorno prima il Consorzio Centro Storico ha sbattuto la porta dopo aver atteso invano per mesi di sapere cosa voleva fare il Comune dei giovedì in Piazza. Così come il TIB, che ha fluttuato nel buio per anni senza sapere se doveva organizzare il “filo d’Arianna”, “Comincio dai 3” e “DOC”. O come Dolomitibus, che si vede tagliate le corse con uno schiocco di dita, anche se i tagli sono previsti da mesi.
A poche decine di metri di distanza da Palazzo Rosso, intanto, i lavoratori manifestano contro Palazzo Piloni, che ha stilato un unico programma: vendiamo tutto. Nulla si sa del turismo, dei servizi, di Veneto Strade, del territorio, dei dipendenti. Gli alchimisti del Palazzo sono tutti tranquilli, perché sicuramente ci penserà qualche mago a Venezia.
D’altronde, là sono già impegnati su altri fronti: a non far sapere se e cosa investiranno sul turismo, se i lavoratori dell’ARPAV prenderanno gli stipendi (perché qualche mago alto dirigente se li è spesi per fare altro), se e quando l’Avepa farà comparire i soldi degli agricoltori. Giusto per rassicurarci, a Sedico il Capogruppo del PdL in Regione manifesta contro la Regione governata dal suo Partito spiegandoci che i soldi per il ponte non si sa più dove siano. Comunque nessun problema, probabilmente sono problemi romani.
A proposito: da Roma ci dicono che ci saranno tre nuove aliquote IRPEF, ma non sappiamo come saranno calcolati gli scaglioni, cioè se sarà una manovra che fa cassa su chi tira la carretta a fatica (probabile) o sui milionari (un po’ meno probabile). Inoltre non si sa se s’investirà davvero sul fotovoltaico o se andremo avanti ancora a spot e proroghe, e non sappiamo se continueranno le detrazioni per le ristrutturazioni. Forse verranno tagliati i costi della politica, ma chi deciderà sarà una specie di commissione dell’ISTAT e i tagli partiranno – forse – dalla prossima legislatura (grazie, abbiamo già capito).
Eccolo qua: questo non è un capitolo della saga di Harry Potter, ma il promesso filotto PdL-Lega nell’asse Roma-Venezia-Belluno, che fu azzeccatamente schematizzato dallo slogan “meno Prodi, più Prade”, che 4 anni fa lasciava intravedere strade lastricate d’oro e cosparse di petali profumati che conducevano Belluno a Venezia e a Roma. Strade trasformate in sentieri scoscesi inghiottiti dalla macchia.
Ricordate? Ci fu promessa una tessitura che avrebbe unito tutti i livelli di Governo in un grande progetto riformatore. E la tela oggi si rivela per quella che è: un lenzuolo raffazzonato e pieno di buchi.
Si cerca di giustificare il disastro con la mancanza di soldi, quando tutti sanno che questo è un dato strutturale di una Italia che si è sempre preoccupata di fare debiti per dare le mance. E poco importava se il costo era l’ipoteca sul futuro; un problema noto a tutti da anni, insomma, che nessuno oggi può fingere che sia caduto dal cielo all’improvviso.
Ma c’è un altro aspetto della tela che è forse anche peggiore: l’incapacità di immaginare il futuro programmandone lo sviluppo socio economico. Non si è neppure più in grado di dire ai propri uffici verso quale rotta remare e si impedisce al tessuto produttivo di fare investimenti e programmazione basandosi sulla certezza di un quadro complessivo di riferimento. Norme, regole e risorse: la tela ha coperto le poche certezze che potevano esserci relativamente a quali o quante sono, se cambieranno, se interessano.
Per non parlare degli obiettivi, diventati concetti astratti privi di importanza. Ricordate quando, da Roma a Belluno, ci spiegavano che la sicurezza era l’obiettivo primario della nuova Italia che avrebbero costruito? Andatene a parlare con gli Agenti di Pubblica Sicurezza, o con la Polizia Penitenziaria e fatevi dire in quali condizioni lavorano, oppure seguite le “importanti riforme” delle intercettazioni e del “processo breve” (che si chiama così ma dovrebbe chiamarsi “prescrizione breve” perché il delinquente può farla franca in un tempo più rapido). E tralascio i superflui commenti sullo sceriffo Salmaso a Belluno.
La tela è un unico sistema che si autoalimenta, basato su incertezza e programmazione del passato, mai del futuro, e basato sull’accettazione passiva di qualunque ulteriore ipoteca sul domani.
Il “filotto” ha trasformato Belluno: è diventato l’immobile specchio d’acqua in cui si riflettono i vezzi romani e veneziani. Uno specchio mai increspato, perché nessuno ha il coraggio e la serietà di gettarvi dentro un sasso. I dirigenti bellunesi di PdL e Lega, Partiti che governano tutto, tacciono. Eppure, ci sono momenti in cui è necessario lanciare il sasso, anche a costo di prendersi qualche spiacevole bastonata dal proprio capo partito.
Mancano coraggio ed autorevolezza, e mancano l’entusiasmo e l’intraprendenza che li sorreggano e li spingano a guardare oltre la loro tela.
Resta solo la serietà dei cittadini, speriamo sempre di più, in cui far germogliare la determinazione ad opporsi a questo stato di cose. E non è una cosa da poco: perché anche se tutto assomiglia all’innocua saga di Harry Potter, credetemi, sotto la tela c’è la morte del futuro.

Jacopo Massaro

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2 comments
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  1. Caro Jacopo vuoi sapere quali saranno le tre aliquote e i tre scaglioni? Facile: redditi fino a 20.000 euro il 23%. Da 20.001 a 100.000 il 33%. Da 100.001 in su il 5% con lo scudo fiscale.

  2. ……..fra un anno saremmo peggio della Grecia.