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Le mele delle Dolomiti Bellunesi protagoniste negli USA al Parco Nazionale Marsh – Billing – Rockefeller

Giu 27th, 2011 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Tra le colline del Vermont, a nord della città di Woodstock, nell’angolo nord orientale degli Stati Uniti, c’è il Parco storico nazionale Marsh – Billings – Rockefeller, che protegge la più antica foresta gestita in modo sostenibile dell’intero Nord America.
Il nome del Parco deriva da quello dei diversi proprietari, che si sono succeduti nel tempo, dei terreni oggi inclusi nell’area protetta: George Perkins Marsh, Frederick Billings e, in tempi più recenti, Laurence e Mary French Rockefeller che, nel 1992, donarono la proprietà al Governo Federale, che la trasformò in Parco Storico Nazionale.
Quest’area protetta è dedicata alla cultura e alla storia della conservazione della natura negli Stati Uniti. George Perkins Marsh è infatti uno dei pionieri dell’ambientalismo ed è considerato da molti il primo ecologista americano. Autore del libro “Man and Nature”, pubblicato nel 1864, fu tra i primi a indagare e comprendere l’entità e le conseguenze delle trasformazioni indotte dalle attività umane sull’ambiente.
Il Parco include, oltre alle dimore storiche dei proprietari, una foresta gestita con criteri di sostenibilità e una fattoria didattica.
Nella primavera di quest’anno la direzione del Parco ha deciso di rinnovare gli allestimenti del centro visitatori, dedicandone una parte a progetti di “buona gestione”, realizzati da altri parchi.
In particolare si è deciso di privilegiare progetti in cui si coniugano il recupero di attività tradizionali con l’attenzione agli aspetti della conservazione ambientale.
La scelta è caduta su due progetti: il primo è quello realizzato dal Parco Nazionale Hubbel Trading Post, in Arizona, per valorizzare i tessuti prodotti artigianalmente dai discendenti degli indiani Navajos.
Il secondo progetto scelto per gli allestimenti del nuovo centro visitatori è stato quello per il recupero delle antiche varietà di frutta realizzato dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
Il Sovrintendente del Marsh – Billings – Rockefeller Park, Rolf Diamant, ha conosciuto il progetto la scorsa primavera, quando il Direttore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Nino Martino, lo ha presentato in occasione della conferenza della George Wright Society (una tra le più note ed importanti associazioni scientifiche di professionisti delle Aree Protette a livello mondiale), tenutasi a New Orleans.
Il responsabile del Parco statunitense ha chiesto l’invio di testi, foto e disegni relativi al progetto, che saranno utilizzati per allestire il nuovo centro visitatori; così il Pom Prussian, il Ferro Cesio e il Ferro Rosso faranno bella mostra di sé nel lontano Vermont.
“Si tratta di un risultato di grande rilievo – ha sottolineato il Direttore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Nino Martino – che testimonia la qualità tecnica e scientifica dei progetti che abbiamo realizzato in questi anni. Il National Park Service degli Stati Uniti è il più antico, grande e qualificato “sistema” di aree protette esistente al mondo (i parchi nazionali sono stati “inventati” negli USA) e il fatto che abbia scelto un nostro progetto quale esempio di connubio tra la conservazione delle risorse naturali e quella delle attività tradizionali non può che riempirci di orgoglio Si tratta di un risultato che, solo una quindicina di anni fa, sarebbe stato semplicemente impensabile e che – ha concluso il Direttore – testimonia quanta strada abbiano fatto, in poco tempo, il nostro e gli altri Parchi nazionali italiani”.
“La possibilità di esporre il nostro lavoro sulle vecchie varietà negli Stati Uniti – ha commentato il Presidente del Parco, Benedetto Fiori – permette di far conoscere anche oltreoceano la qualità e il valore dell’agricoltura bellunese tradizionale; un’agricoltura che il Parco sostiene e promuove da sempre, con progetti come “Carta Qualità”, o grazie al recupero delle malghe in alta quota: due delle nostre esperienze più significative, assieme a quella sul recupero delle varietà tradizionali di frutta ed ortaggi”.

 

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