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Via libera dalla Commissione alla proposta di legge sul piano casa: ampliamenti fino al 45%

Giu 23rd, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Dario Bond

“Oltre alla proroga fino all’estate del 2013, il Piano Casa in Veneto consentirà ampliamenti fino al 45%, interesserà anche edifici non residenziali, vi potrà essere in casi specifici un cambio della destinazione d’uso dell’immobile, si potranno fare interventi anche nei centri storici”. Sono le novità più importanti inserite nella proposta di legge licenziata dalla commissione Urbanistica e segnalate dal consigliere Costantino Toniolo (Pdl), primo firmatario della proposta di legge 79 (che apporta delle modifiche migliorative alla legge del Piano Casa della scorsa legislatura), e dal capogruppo e dal vice del Pdl Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo. Toniolo e Cortelazzo sono componenti della seconda commissione di Palazzo Ferro Fini.
“La filosofia di fondo delle politiche finalizzate a dare impulso all’edilizia”, afferma Toniolo, “è quella di incentivare la costruzione sul costruito, evitando l’uso di nuovi terreni agricoli. E il cosiddetto nuovo piano casa va proprio in questa direzione”.
“Questo provvedimento può davvero essere uno stimolo per l’economia veneta e per un settore – quello edile – che più di altri ha risentito della crisi”, afferma il vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale Piergiorgio Cortelazzo: “Spero che una volta in Consiglio, non si perda il coraggio che abbiamo avuto finora. Al di là delle facili strumentalizzazioni, questa nuova bozza mette al riparo da qualsiasi tipo di speculazione edilizia”.
Per il capogruppo Bond uno dei punti salienti è rappresentato dalla maggiore elasticità di intervento prevista nei centri storici: “Penso alle zone di montagna o ai comuni più piccoli, dove spesso il centro storico coincide con buona parte del paese. Ripeto, non parliamo di nuove costruzioni, ma della possibilità di intervenire sull’esistente in maniera più semplice e veloce”.
“Se il Consiglio regionale darà l’ok, il Veneto si doterà di una normativa all’avanguardia, che è nell’interesse di tutti: dai cittadini agli operatori, passando per gli amanti del paesaggio. Il piano casa vuole riqualificare aree che altrimenti sarebbero condannate al decadimento e all’incuria”, concludono Bond e Toniolo.

Il Piano casa approvato dalla Giunta Galan nel 2009 ha avuto successo e con i numeri registrati ha dato certamente una risposta alla crisi del settore edilizio. In questi anni, grazie agli interventi concessi (25 mila), è stato ingenerato nel Veneto  un giro d’affari di circa un miliardo di euro.
“Con i dati di due anni di sperimentazione”, spiega Toniolo, che ha una lunga esperienza nel settore, “si è notato che la normativa ha avuto successo soprattutto per quanto riguarda gli ampliamenti, ma pochi sono stati gli interventi finalizzati alla sostituzione e al rinnovamento del patrimonio edilizio esistente mediante la demolizione e ricostruzione degli edifici, favorendo quindi anche l’utilizzo di tecniche edificatorie sostenibili. La causa di questo insuccesso ricadrebbe su procedure burocratiche complesse e intricate”.
“La legge regionale numero 14 del 2009 va rafforzata”, continua Toniolo, “e ora, sempre tenendo presente sia le esigenze dei proprietari immobiliari, degli operatori del settore e in generale la qualità della vita della popolazione veneta, abbiamo deciso che fosse necessario puntare sul rinnovamento del patrimonio edilizio, ovvero su quella che viene definita dai tecnici ‘rigenerazione urbana’!”
Per fare questo è stato necessario semplificare una serie di procedure per conseguire gli incentivi volumetrici, fissare i livelli di prestazione energetica degli edifici ricostruiti (come da normativa nazionale), coinvolgere nel rinnovamento edilizio anche i centri storici (escluse le aree vincolate di particolare interesse storico-architettonico).
“Abbiamo anche proposto di rafforzare le misure che anticipino le politiche strategiche già delineate nella riforma urbanistica del 2004 che devono essere perseguite con i PAT”, spiega Toniolo. “Abbiamo quindi introdotto strumenti in grado di promuovere e agevolare la riqualificazione urbana delle aree degradate e il recupero di immobili dismessi”.
“Altra proposta che abbiamo voluto portare in commissione”, conclude Toniolo, “è quella riguardante l’introduzione anticipata del cosiddetto credito edilizio (legge regionale 11 del 2004) rispetto al PAT e attraverso appositi accordi di programma. Norma che può dare sicuramente ossigeno alle imprese di costruzione”.

SINTESI DELLE NOVITA’

In sintesi sono queste le novità maggiori della proposta licenziata che proroga il Piano casa del Veneto fino all’11 luglio 2013:

AMPLIAMENTI: è previsto quindi l’ampliamento degli edifici esistenti nei limiti del 20% (+10%) sul volume per gli edifici ad uso residenziale e del 20% (+10%) sulla superficie coperta per gli edifici con uso diverso dal residenziale; viene elevato un ulteriore 15% purché vi sia un contestuale intervento di riqualificazione dell’edificio che porti la prestazione energetica alla corrispondente classe B.

DEMOLIZIONE-RICOSTRUZIONE: relativamente agli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici realizzati interiormente al 1989, al fine di incentivare questo tipo di intervento si può operare sugli edifici anche parzialmente.
Gli interventi di ampliamento e demolizione-ricostruzione sono possibili anche nei centri storici.

Ai comuni viene data la competenza per il rilascio dell’autorizzazione unica per l’installazione di impianti solari e fotovoltaici fino a 1 Kw.

Agevolazioni per il contributo di costruzione: non dovute per prima abitazione; solo per il costo di costruzione per edifici abitazione diversi da prima casa; solo 50% per edifici ad uso diverso da abitazione.

MODIFICA DESTINAZIONE D’USO: possibilità di modifica della destinazione d’uso  degli edifici purché la nuova destinazione sia consentita dalla disciplina edilizia di zona.
Può essere modificata la destinazione d’uso anche per  edifici situati in zone definite “improrie” (purché diverse da zona agricola).

Infine da notare che queste disposizioni di legge non sono derogabili dai comuni e prevalgono sulle delibere adottate!

 

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