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domenica, Agosto 9, 2020
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Seconda opinione, il servizio di diagnosi gratuita per le malattie del sangue dell’Associazione “Nuovi Traguardi”

Graziano Pianezze

Come vi comportereste se vi fosse diagnosticata una malattia del sangue come la leucemia, il linfoma o il mieloma?  Probabilmente cerchereste subito un medico specialista di provata esperienza per una ulteriore diagnosi. Ebbene, questa possibilità esiste già ed è gratuita. Si chiama “Seconda opinione”. E’ un servizio istituito nel 2008 sulla base delle linee guida europee per i diritti dei malati di cancro (ECL European Cancer leagues). Si tratta di un secondo parere di uno specialista che può essere richiesto telefonando al n. 349 5716841 dalle ore 17 alle 20 per prenotare una visita presso lo Studio medico Belluno Uno di via Caffi 99, in città. L’iniziativa è dell’Associazione di volontariato “Nuovi Traguardi”, fondata nel 1999 con lo scopo di favorire il percorso diagnostico e terapeutico dei malati oncoematologici. Che ogni anno in provincia di Belluno aumentano al ritmo di 100 nuovi casi. A parlarci dell’Associazione e dei suoi progetti, è il dottor Graziano Pianezze, medico responsabile del settore Ematologia del Laboratorio di analisi dell’Ospedale “San Martino” di Belluno e cofondatore di “Nuovi traguardi”. «Attraverso l’Associazione e con il contributo della Regione Veneto, sono stati stampati 10 opuscoli informativi che trattano della natura, dell’origine e delle cure di altrettante malattie oncoematologiche. 200 copie di ogni opuscolo sono state fornite gratuitamente alle Ulss di Belluno e Feltre perché siano distribuite ai rispettivi malati al momento della diagnosi. Inoltre» prosegue Pianezze «abbiamo finanziato per 2 volte consecutive una borsa di studio biennale di 35mila euro per un tecnico di laboratorio assunto attraverso un concorso dalla Ulss n.1 di Belluno. Una procedura ampiamente in uso, basti pensare che l’EWmatologia della vicina Ulss di Treviso, si avvale del finanziamento dell’AIL provinciale per pagare buona parte del personale, sanitario ed amministrativo. Il problema della carenza di organico» spiega il medico «ha ricadute anche sul versante terapeutico. Il personale infatti è talmente impegnato a gestire l’ordinaria amministrazione, che non ha il tempo per gli studi clinici controllati. Che permettono l’accesso dei pazienti alle terapie innovative. I farmaci usati in questi studi di fase 3 sono largamente sperimentati nelle fasi precedenti, e quasi sempre migliori della miglior terapia in uso». Di rilievo anche le proposte che sono già sul tavolo della dirigenza Ulss e per le quali l’Associazione “Nuovi traguardi” ha già previsto la copertura finanziaria. «Si tratta di una borsa di di studio di due anni di 50mila euro per l’assunzione di uno specialista ematologo in laboratorio dell’ospedale di Belluno, per il mantenimento dell’attività diagnostica» spiega il dottor Pianezze, che non nasconde la sua preoccupazione sulla continuità del servizio, dal momento che la sua data di pensionamento non è lontana. «C’è inoltre una seconda proposta, anch’essa già coperta finanziariamente con un budget di 10mila euro, che abbiamo presentato insieme alle associazioni Lilt, Ados e Cucchini. Ed è il ripristino del servizio di psiconcologia cessato nel 2009. Sono noti, infatti, i disturbi fisici e psicologici dei pazienti affetti da patologia neoplastica» spiega il dottor Graziano Pianezze «I disturbi psicopatologici, oltre al deterioramento della qualità della vita affettiva, sociale e professionale, producono addirittura minore efficacia biologica delle cure, ed il marcato aumento del rischio di suicidio. Con l’incremento del rischio di recidiva dei tumori e quindi la riduzione della sopravvivenza. La psicologia ospedaliera, dunque, non è un generico ed occasionale sostegno psicologico, ma rappresenta uno strumento d’intervento, peraltro contemplato nel Piano oncologico Nazionale 2011-2013 e fatto proprio dalla Conferenza Stato-Regioni con il più pregnante titolo di Docomento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del cancro. Appena verrà dato il via libera al progetto, l’Ulss n.1 potrà quindi riavere il servizio di 12 ore settimanali di psiconcologia, utilizzabile da tutti i malati oncologi indipendentemente dal loro reparto di ricovero».
Roberto De Nart

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