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Daniela Nicosia e Tiziano Scarpa presentano il nuovo progetto teatrale di Tib teatro a Sguardi, festa/vetrina del teatro contemporaneo veneto

Giu 9th, 2011 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Ha aperto ieri, mercoledì 8 giugno a Venezia, la vetrina del Teatro Veneto Sguardi, ideata da Labros Mangheras (nella foto) di Tib Teatro, presidente della associazione PPTV-Produttori Professionali Teatrali Veneti promotrice dell’iniziativa con la Regione del Veneto, il Comune di Venezia e la Fondazione di Venezia/Euterpe. Il Festival, nato lo scorso settembre con l’edizione zero a Padova, è un evento importantissimo che intende fornire al Teatro Veneto una preziosa occasione di visibilità a livello nazionale, riuscendo a coinvolgere oltre 130 operatori di settore grazie ad una programmazione che condensa l’eccellenza del Teatro Veneto in un cartellone che si snoda da oggi fino a sabato 11 giugno, coinvolgendo sette teatri fra il centro storico e la terraferma.

Fra i 24 eventi in programma, Daniela Nicosia presenterà (venerdì 10 giugno alle ore 15:00 presso il Teatro Junghans alla Giudecca di Venezia), nella sezione Colpo d’occhio, in anteprima assoluta la nuova produzione di Tib Teatro Le cose fondamentali, tratta dall’ultimo romanzo del Premio Strega Tiziano Scarpa.

Scarpa, autore del romanzo e Nicosia, la regista dello spettacolo, raccontano il progetto che li accomuna; visioni, suggestioni dalla pagina alla scena, accompagnano la lettura, affidata a Tiziano Scarpa e Solimano Pontarollo, di frammenti di testo, segmenti di una drammaturgia ancora incompiuta per immaginare insieme lo spettacolo che verrà.

Una relazione tutta maschile quella presente ne Le cose fondamentali, una storia che improvvisamente si tinge di noir, subisce un’accelerazione e precipita verso la non scontata conclusione mentre il senso di una morte sempre in agguato viene sconfitto dal respiro della vita. Due amici, Leonardo e Tiziano, il primo diviene padre e si ritrova a fare i conti con la parte femminile di sé con il sentimento assoluto della paternità instaurando una sorta di dialogo sui generis col neonato, un maschio, anch’esso, cui, fin da ora, dedica parole. Leonardo scrive al figlio le cose fondamentali per prepararlo alla vita, proteggerlo, a suo modo, da essa, dalle sue bugie, dai suoi rovesci… Tiziano, l’amico, sembra non prenderlo sul serio, ostenta cinismo, sarcasmo ma, anche lui, è attratto dalla forza della vita allo stato puro che quel neonato esprime. Finché improvvisamente sarà proprio la vita a spiazzare entrambi. Una situazione estrema e umanissima rimescolerà i ruoli, rivelando aspetti nascosti della personalità dei due amici, che forse, fino a quel momento, più che vivere hanno preferito guardarsi vivere…

La drammaturgia si compone di dialoghi sferzanti, aspri, rapidissimi, cifra della relazione tra i due amici; una sfida della parola che inonda lo spazio anche a livello visivo, parola che diviene segno scenografico mentre lo sguardo, quale elemento cognitivo, insieme al motivo del guardarsi, crea un sistema (io guardo ciò che tu guardi, mentre guardo te che guardi) che caratterizzerà la messinscena.

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