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L’appello di “Insieme si può” per votare due sì al referendum sull’acqua

Giu 3rd, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

I prossimi 12 e 13 giugno si voterà per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua (e per altri due importani quesiti). “Insieme si può…” si schiera con decisione a favore della acqua pubblica e vi invita a votare due volte SI’…per queste ragioni: “Access to safe water is a fundamental human need and therefore a basic human right”, Kofi Annan. La Risoluzione ONU del 29 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all’acqua un diritto umano universale e fondamentale che concerne la dignità della persona, essenziale al pieno godimento della vita e fondamentale per tutti gli altri diritti umani. Il diritto all’acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Esso riflette l’imprescindibilità di questa risorsa relativamente alla vita umana. “Insieme si può…” sta combattendo da anni la battaglia per garantire l’accesso all’acqua potabile per tutti, per gli ultimi della Terra, per “quelli dell’ultimo miglio”. In particolare in Karamoja (Nord Uganda), ma non solo, abbiamo costruito ormai decine di pozzi solari che possano soddisfare la sete, l’igiene, l’irrigazione per intere comunità fino ad allora costrette a calare i loro figli in buche profonde decine di metri per cercare una pozza di acqua putrida. Le dighe e la creazione di bacini artificiali (opere faraoniche che devastano l’ambiente e l’eco sistema della zona) sono ormai uno dei principali investimenti delle multinazionali e degli Stati del Nord del Mondo nei paesi sottosviluppati: controllata l’acqua si controlla la popolazione. È uno dei ricatti più atroci della nostra epoca. Come non condannare, quindi anche da parte nostra, la bestemmia del controllo privato dell’acqua pubblica e non promuovere i 2 Sì al prossimo referendum del 12 e 13 giugno prossimi? L’amico Moni Ovadia ad Auronzo per noi il 31 luglio 2010, denuncia questo scandalo con parole durissime. Alex Zanotelli, nostro ospite con Walter Bonan (coordinatore del Comitato acqua bene comune di Belluno) il successivo 14 agosto ad Agordo, usa parole forti e in un certo senso profetiche; parole di chi, come noi, ha visto cosa vuole dire vivere senza acqua.

“Vi verrebbe mai in mente di privatizzare vostra madre?”

Il mio è prima di tutto un appello perché tutti gli italiani si rechino il 12 e 13 giugno a votare per i 4 referendum. Soprattutto per quello per l’acqua. Anche per questo quesito serviranno 25 milioni di voti. Non esitiamo se vogliamo far tornare questo elemento prezioso per la vita, un bene comune. Capirete che per me il cuore dei referendum è l’acqua, madre di tutta la vita sul nostro pianeta. L’acqua è la vita! Il Parlamento italiano, primo in Europa e forse nel mondo, ha dichiarato l’acqua una merce (Decreto 23bis del 06/08/2008 e Legge Ronchi del 19/11/2009) . Come abbiamo fatto a privatizzare la madre della vita? Vi verrebbe mai in mente di privatizzare vostra madre? Purtroppo l’acqua è diventata oggi, per il mercato, “l’oro blu”, proprio come il petrolio lo è stato nel ventesimo secolo. Un potere mafioso ed immorale si sta impossessando dell’acqua del pianeta perché consapevole della sua indispensabilità e anche della sempre minore disponibilità. Solo il 3% dell’acqua del pianeta è potabile e il 2,70% viene usato dall’agribusiness. Ci rimane solo lo 0,30 della disponibilità totale su cui le multinazionali, come Veolia e Suez, stanno cercano di mettere le mani sapendo che questo bene preziosissimo per l’umanità andrà sempre diminuendo sia per l’aumento demografico sia per il riscaldamento del pianeta (2 gradi in più). Secondo gli scienziati questo riscaldamento provocherà lo scioglimento dei ghiacciai e dei nevai e la perdita di fonti idriche insostituibili. Ecco perché è in atto questa corsa per accaparrarsi l’acqua. E’ una guerra culturale, politica, sociale dal cui esito dipende la nostra democrazia. Scrive Roberto Lessio nel suo libro “All’ombra dell’Acqua” in uscita nei prossimi giorni: “Tra i tanti processi di privatizzazione , quello dell’acqua è il più criminale perché è il più disonesto , il più sporco e pericoloso per l’esperienza umana”. Vuol dire bollette salatissime nel nord del mondo (il privato deve guadagnare) e milioni di morti di sete nel sud del mondo. Ecco perché il referendum è così importante con quelle due domande che sono un vero pugno nello stomaco a questo odioso mercato: L’acqua è un bene comune di non rilevanza economia e quindi chiediamo che sia abrogato l’art. 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 varato dal governo Berlusconi Togliere il profitto dall’acqua contro il codice dell’ambiente varato dal centrosinistra. Noi chiediamo 2 Sì a queste domande: è questione di vita o di morte. Diciamo si alla vita e alla democrazia.  Padre Alex Zanotelli

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