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Un progetto tutto bellunese per l’Archeopark di Roma. L’architetto Ezio Padovan, già progettista del parco archeologico del Livelet di Revine Lago, artefice dell’ambizioso progetto in Lazio

Archeopark

Aprirà alla fine del 2012 e si preannuncia come il primo parco archeologico a grandezza naturale che si trova in centro Italia, a Roma. Oltre 200.000 metri quadri di superficie, 6 villaggi preistorici in dimensione 1:1, laboratori didattici, un centro direzionale, un negozio, un ristorante e aree ristoro. Tutto questo è l’Archeopark di Villa Madama, un’opera da circa 3 milioni e mezzo di euro, che si prevede porti un flusso turistico tra scuole e altre utenze a regime intorno ai 100.000 visitatori. A progettarlo un bellunese, Ezio Padovan di Farra d’Alpago.
Laureatosi in architettura nel presso l’Università di Venezia, Padovan ha da sempre avuto la passione per le costruzioni ecocompatibili, unita ad un’attitudine per la storia, ma non quella classicamente raccontata dai musei. “Troppo spesso la fruizione delle opere d’arte e dei reperti archeologici soprattutto da parte dei più piccoli risulta difficile, per la maniera nella quale i sono presentati, ovvero in bacheche, il più delle volte accompagnati una semplice targhetta con le informazioni base” spiega Padovan. Questo sembra essere ormai un vecchio modo di concepire e conoscere il passato. “Da alcuni anni in Italia – afferma, infatti, l’architetto bellunese – esiste, a Boario Terme (Brescia) un parco
archeologico da vivere, dove i bambini possono concretamente fondere il rame e vedere come e dove vivevano nelle diverse epoche i nostri progenitori”. Ogni anno la struttura, aperta nel 1999, attira migliaia di visitatori e scolaresche da tutta Italia. Qui la Provincia di Treviso ha trovato lo spunto per costruire un parco di dimensioni più contenute, il Livelet a Revine Lago, poco distante da Belluno e grazie a quest’esperienza è partita la collaborazione dell’architetto locale con l’archeologo Ausilio Priuli, guru nazionale di questo genere di attrazioni.
A breve partiranno i lavori per la realizzazione di questo grande centro alle porte di Roma, dove saranno ricostruiti i ripari del Paleolitico superiore, gli insediamenti neolitici nelle zone lacunari, un villaggio dell’età del rame, uno proto villanoviano, uno su modello di Fidene e l’altro del Palatino, fino ad arrivare in pratica alla nascita della prima Roma. “Le famiglie e le scuole potranno visitare in dimensioni reali le case del tempo o provare a fondere i metalli e fare quanto serviva all’epoca per la vita quotidiana – chiosa Padovan -. Al professor Priuli è spettato lo studio della storia, dell’archeologia e delle tipologie abitative, mentre a me il compito di progettarle e realizzarle con le forme e i materiali dell’epoca, ma adattandole, anche per ovvi motivi di sicurezza, alle normative di oggi”. Dopo un lungo lavoro che prosegue ormai da diversi anni sta per vedere la luce un parco dove non solo i piccoli potranno divertirsi, ma dove potranno imparare la storia sul serio, senza fatica, divertendosi. Quanto al bellunese Padovan spiega: “C’è un’idea di progettare qualcosa di simile anche per gli zattieri del Piave a Castellavazzo, in modo che le future generazioni possano capire concretamente l’importanza che hanno i corsi d’acqua”. Dal Comune il sindaco, Franco Roccon, ammette che l’idea c’è ma che per ora è allo studio un laboratorio didattico di più facile realizzazione. “Sono certo che con pochi sforzi anche un territorio ricco di storia come quello bellunese – conclude Padovan – potrebbe diventare un luogo di attrazione per il turismo scolastico e non solo”.

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