Saturday, 20 July 2019 - 16:13

Bond propone di analizzare le acque di scarico delle scuole per determinare la presenza di droghe. Presentato a Feltre il primo studio veneto sull’analisi delle acque. D’accordo le scuole, prima però il buon esempio: si parta dalle acque reflue del Parlamento

Mag 30th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

“Dobbiamo analizzare gli scarichi delle scuole e dei luoghi di aggregazione giovanile, solo così riusciremo a tracciare un quadro verosimile dell’abuso di droga nel Veneto e dare agli inquirenti degli strumenti validi di indagine”. A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond, che questa mattina all’ospedale di Feltre ha presentato i risultati di un’innovativa ricerca svolta da Arpav e Usl 2 sulle acque reflue per la determinazione della presenza di droghe d’abuso nel Feltrino. Con lui i vertici dell’Usl 2, il direttore generale Bortolo Simoni e quello ai servizi sociali Alessandro Pigatto, il presidente della conferenza dei sindaci dell’Usl 2 Gianvittore Vaccari, il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Feltre Antonio Cavalera e i vertici dell’Arpav.
Il progetto, suggerito dal capitano Cavalera e finanziato dalla Regione, è stato portato avanti grazie all’interessamento di Bond, convinto della necessità di monitorare il fenomeno delle tossicodipendenze anche attraverso degli strumenti poco canonici come l’analisi delle acque di scarico. Lo studio ha interessato 6 depuratori nel Feltrino – Feltre stazione, Lentiai Villaghe, Santa Giustina Formegan, Trichiana Pialdier, Fonzaso Fenadora, Arsiè Rocca – e ha confermato la presenza nelle acque di cannabis, eroina, cocaina (anche in forma di cocaetilene), amfetamine-metamfetamine. E’ risultata invece inferiore al limite di quantificazione l’Lsd. La campagna è avvenuta in due diversi periodi di campionamento: il primo da venerdì 27 agosto 2010 a giovedì 2 settembre, il secondo da lunedì 4 ottobre a domenica 10 ottobre. Una ripartizione non casuale: si trattava infatti di capire se vi fosse una differenza di “consumi” tra il periodo estivo – e quindi vacanziero non solo per i giovani – e il periodo scolastico.
Di fatto, è stato uno studio complesso, anche perchè comparato con sperimentazioni simili portate avanti nel resto d’Italia e d’Europa. Proprio in questa prospettiva l’indagine ha evidenziato come nel Feltrino la percentuale di droga negli scarichi sia più bassa che a Zagabria, Lugano, Londra, Milano e Mozzanica (Bergamo).

Dario Bond

“L’applicazione di questa metodologia ha permesso di conoscere quali sostanze sono presenti nel territorio e il loro andamento temporale nel consumo”, spiega Bond. “Tuttavia il risultato è confortante: sembra che la droga sia meno diffusa del percepito comune e che le azioni di contrasto e prevenzione portate avanti da operatori e forze dell’ordine siano complessivamente buone”.
Ma il capogruppo del Pdl rilancia, chiedendo di applicare il modello feltrino a tutto il Veneto, intercettando le risorse europee messe in campo per questo genere di progetti.
Non solo. Bond chiede anche di studiare un modo per analizzare nel dettaglio le acque reflue provenienti da singoli istituti scolastici o luoghi di aggregazione: “E’ un modo scientifico per aiutare attività di indagine spesso complesse e avere il polso di una situazione in continua evoluzione”, conclude il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale.
Da parte nostra, suggeriamo di applicare il metodo a “cerchi concentrici”, nell’analisi delle acque reflue. Ossia, una volta accertata la presenza di droghe nelle acque di una città, restringere il cerchio e non fermarsi solo alle scuole e ai luoghi di aggregazione giovanile. E se è vero che il buon esempio deve calare dall’altro, si potrebbe iniziare ad analizzare le acque reflue del Parlamento.

Share

One comment
Leave a comment »

  1. En passant propongo di analizzare anche le acque di scarico della Camera dei deputati e del Senato e di tutti gli altri palazzi di potere politico, finanziario, industriale ecc.