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Referendum: la Lega scappa e non risponde ai quesiti. Il coordinamento provinciale è in imbarazzo o senza argomenti? * intervento di Roberto Baldan Idv

Mag 27th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Il 12 e il 13 giugno si voterà per abrogare le 4 leggi del Governo Berlusconi che privatizzano il servizio idrico, che prevedono profitti sull’acqua, che reintroducono l’energia nucleare in Italia e che scudano la casta con leggi che la rendono immune alle leggi.
Alla luce delle prese di posizione di sindaci, consiglieri e amministratori pubblici della provincia di Belluno su questi referendum, e certificata l’avversione del PDL e dell’UDC, resta da capire quale sia la posizione ufficiale del coordinamento provinciale della Lega Nord.
Per quanto riguarda il rispetto dell’istituto della democrazia diretta, a livello nazionale, la situazione è chiara: la Lega disprezza lo strumento del referendum. Maroni ha infatti posticipato il più possibile la tornata elettorale verso date balneari, sprecando centinaia di milioni di euro che si sarebbero risparmiati accorpando i referendum al secondo turno delle amministrative.
Ma entriamo nel dettaglio. A proposito di acqua, la Lega, oltre ad aver avallato il primo passo verso la privatizzazione (decreto Ronchi del 2008), il 23 marzo 2010 ha votato in Senato il decreto legge (Conversione in legge, con modificazioni del decreto legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni) che impone da Roma la forzata privatizzazione della gestione dell’acqua in tutte le realtà italiane. Federalismo? I nostri fiumi, i nostri laghi? Padroni a casa nostra? Bossi risponde alzando il dito medio. La Lega bellunese è d’accordo?
Sul quesito del nucleare, da un anno a questa parte i militanti leghisti ne dicono di tutti i colori. Nel frattempo a Roma il partito concede il potere totale dell’Esecutivo sulla volontà delle regioni, impedendo agli enti locali di esprimersi sulle scelte dei siti. Pare che, comunque, prevalga la linea del “sì ai malaffari colossali sul nucleare, ma non a casa nostra”. In Regione la linea ufficiale della Lega sembra invece chiara: nettamente contraria al ripristino dell’energia atomica. Belluno è la provincia meno toccata dall’argomento, ma si trova sempre in Veneto. La Lega bellunese sarà quindi coerente e ci aiuterà nella campagna referendaria contro il nucleare?
Infine, per quanto riguarda il quesito del legittimo impedimento, la Lega di lotta della prima ora non avrebbe avuto dubbi: la Casta dei politici deve essere soggetta alle leggi come tutti i cittadini, non aver modo di farla franca. Ma la Lega istituzionale del 2011, sotto il ricatto di Berlusconi che ne possiede il simbolo e l’ha salvata dal crac Credieuronord, sembra avere un’idea opposta. Anche a Belluno sono decisi a continuare a ingoiare rospi?
Roberto Baldan, coordinatore provinciale Italia dei Valori – Belluno
http://www.sireferendum2011.it
http://www.belluno-italiadeivalori.it/

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One comment
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  1. Egregio Sig.Baldan,
    mi farebbe molto piacere sapere da dove ha ricavato che l’UDC sia avverso ai quesiti referendari.
    A livello nazionale è stata data indicazione di andare a votare, lasciando libertà di scelta, mentre a livello locale sarà il direttivo che si riunirà nei prossimi giorni a decidere se e nel caso quale linea appoggiare per i quattro quesiti.
    Vi chiedo perciò, se dovesse accadere di nuovo, prima di arrivare a conclusioni affrettare di interpellare i diretti interessati.