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Una centrale elettrica sotto la diga del Vajont? Della notizia se ne occupa anche il Tg1 domenica sera, poco prima della mezzanotte

Mag 21st, 2011 | By | Category: Appuntamenti, Pausa Caffè

A Rai 1 non è sfuggita la singolare notizia del progetto oramai approvato per la costruzione di una centrale elettrica in prossimità del Vajont. Per ciò che evoca, evidentemente, questo nome. Così, la centrale Campelli torna al centro dell’attenzione. E questa volta ad occuparsene è la rubrica di attualità del Tg1 che andrà in onda domenica poco prima di mezzanotte. La troupe della Rai si è spinta fin sotto la diga del Vajont per vedere dove sorgerà la nuova centralina tra un paio d’anni, in base all’accordo stipulato nel febbraio 2011 tra Franco Roccon, sindaco di Castellavazzo e presidente di Bim Gsp, Roberto Padrin, sindaco di Longarone e Luciano Pezzin, sindaco di Erto e, la En&En spa. L’opera permetterà con un salto di 169,47 metri di utilizzare l’acqua del torrente Vajont per produrre un ammontare di circa 15 milioni kw annui, pari al fabbisogno di 6000 famiglie. Con i relativi introiti per le amministrazioni locali e buona pace di chi in Vajont ha perduto la vita.

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3 comments
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  1. la diga del vajont è uninvaso inutilizzato- non vedo perchè non debba essere sfruttato.-se il monte toc fosse franato su una centrale nucleare tutta la zona non potrebbe essere più adatta alla vita -non più terra ma solo radioattività.- invece dopo la tragedia dell’acqua subito dopo è stato possibile ritornare a viverci . La differenza
    è tutta quì. la terra va conservata non distrutta. Leggere in proposito il ” testamento spirituale” di A. Einstein uno
    che se intendeva-credo! 09-07-1955 B.Russel

  2. Il suo ragionamento non fa una grinza sotto il profilo tecnico. ma c’è un “piccolo dettaglio” storico. a Longarone c’è chi ha perso tutto a causa del Vajont. dietro la tragedia c’era l’interesse economico, perché nel subentro dell’Enel alla Sade i proprietari di quest’ultima avrebbero ricevuto il corrispettivo della cessione solo degli impianti funzionanti. il Vajont doveva funzionare quale che fosse il rischio. d’accordo, oggi il rischio non c’è più, ma la molla dell’interesse economico è rimasta. e non tutti sono disposti a dimenticare per gli interessi altrui. Einstein qui non c’entra nulla.

  3. Non mi e’ chiaro se, in nome del ricordo dei morti, dobbiamo batterci il petto per l’eternita’ o possiamo iniziare a guardare avanti in un paese geroncratico che sa solo girare la testa indietro e vietare tutto…!
    La diga e’ un potenziele incredibile, 2GW di Potenza nominale, diciamo 1.7GW effettiva, equivalgono a 2 centrali nucleari tradizionali spinte al massimo o se preferite 9700 Tn di CO2 annuo nell’aria. Entrambe le soluzioni alternative dunque continuerebbero a portarsi dietro morti..ma per cancro stavolta…
    Visto che usiamo tutti internet qui e non credo viviate nelle grotte al lume della luna, l’economia, la salute dei figli e la razionalizzazione dell energie sono argomenti che dovrebbero starvi a cuore.
    Ben venga il lutto per i morti, ma non sputiamoci sopra castrando i nostri figli…!