Friday, 19 July 2019 - 20:44

I nomadi della politica * di Francesco Masut

Mag 12th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

Roberto Rosso, Luca Bellotti, Daniela Melchiorre, Catia Polidori, Bruno Cesario, Aurelio Misiti, Riccardo Villari, Antonio Gentile e Giampiero Catone. Amano la definizione di “Responsabili”. Sono i parlamentari che hanno attraversato le linee approdando nel Centrodestra per “il Bene della maggioranza e del Paese” e in nome “della Stabilità di Governo”.

L’ultimo “rimpastino” di Berlusconi, deciso per puntellare il Governo, ha portato il numero di sottosegretari a 64 (4 oltre il numero massimo), alla faccia della crisi che sta attraversando il paese, della difficoltà di tante famiglie di arrivare a fine mese e della allarmante disoccupazione giovanile. Ma pare che il Cavaliere ne abbia in programma altri dieci perché i debiti di riconoscenza non finiscono mai …. A leggere le biografie dei nove si può dire che la coerenza politica non sia la loro principale caratteristica.

Roberto Rosso e Luca Bellotti (sottosegretari rispettivamente all’Agricoltura e al Welfare) avevano lasciato il Popolo della Libertà per aderire a Futuro e Libertà in novembre. Entrambi sono tornati nel Popolo della Libertà a febbraio, dopo un incontro col premier. Celebri le commoventi parole di Bellotti al Congresso di Fini, alla Fiera di Milano: “Gianfranco, fai come Mosé, portaci fuori dalle acque verso il futuro”. Bellotti 48 ore dopo entra nel Pdl.

Daniela Melchiorre, il sottosegretario allo Sviluppo economico, affascinante magistrato passata in politica, era stata sottosegretario alla Giustizia nel Governo Prodi , presidente della Margherita a Milano e successivamente componente dei Liberaldemocratici di Lamberto Dini. Ma dopo pochi mesi era passata al Gruppo Misto. Nel 2008 entra nel Pdl. Dopo qualche mese esce dal Pdl per rientrare nel Gruppo Misto. Alle europee però è capolista per i Liberali Democratici Riformisti con l’appoggio dei Verdi Ecologisti Indipendenti. Alle regionali del 2010 aderisce col suo gruppo all’Udc e nello stesso anno entra nel Terzo Polo. Ma non è finita qui. Un mese fa l’onorevole Melchiorre ha lasciato il Terzo Polo ed è tornata col Pdl.

Riccardo Villari, è stato il presidente della commissione di vigilanza Rai che non voleva dimettersi nonostante l’ordine di scuderia di abbandonare la poltrona. Già democristiano legato a Buttiglione, veltroniano, eletto nelle liste del Partito Democratico, era poi stato scelto come presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai con i voti del Centrodestra. Era stato quindi espulso dal Pd per passare al Gruppo Misto, poi mastelliano, poi era passato con Rutelli e poi al Movimento per l’Autonomia. Successivamente ha lasciato Lombardi per divenire presidente del Gruppo parlamentare dei Responsabili al Senato. Ora è sottosegretario ai Beni culturali.

Catia Polidori, sottosegretario all’Economia, era una finiana convinta che si è convinta che in fondo non era poi così convinta ed è passata con Berlusconi.

Bruno Cesario: Democrazia Cristiana, Partito Popolare, Margherita, Partito Democratico, Api di Rutelli. Dopo aver constatato che “Con Api non si vola” è andato coi Responsabili rendendosi disponibile a un sottosegretariato.

Di Aurelio Misiti, sottosegretario all’Infrastrutture, ex Cgil, ex Pci, ex Italia dei Valori, ex Movimento per l’autonomia, ex Gruppo Misto ci rimarrà imperitura la frase del secolo: “Sono un esperto di infrastrutture. Se riusciamo a realizzare il Ponte di Messina Berlusconi entrerà nella storia, come Barack Obama con Bin Laden”.

La pecora nera: l’unica eccezione, tra i nove neosottosegretari, è rappresentata da Antonio Gentile, sempre rimasto fedele al Pdl.

Napolitano passa alle camere l’approvazione del provvedimento, ma Lega non si fa problemi quanto ad etica politica, in quanto, a dirla con Calderoli, i numeri le daranno ragione. C’è da dire che, dopo 4 legislature, la cultura di “Roma Ladrona” è stata assimilata molto bene anche dai rappresentanti leghisti. La questione importante è superare l’esame del voto, è il potere, mentre i contenuti, la coerenza della persona, l’onestà e la competenza sono dettagli di poco conto.

 Francesco Masut

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2 comments
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  1. Infangare gli avversari politici è uno sport diffusissimo oggi e questo articolo non mi pare si sottragga all’andazzo. L’articolo non considera però, due questioni di fondo:
    1) Quando Bocchino, D’Urso e compagni, quelli di Futuro e Libertà per intendersi, sono passati all’opposizione, non rispettando la volontà dei loro elettori, hanno compiuto un’opera meritoria? O forse, come penso, sono stati invece loro la causa del caos istituzionale che ne è seguito, compreso il rimescolamento odierno?
    2) Una crisi di governo ora, con successiva sospensione dell’attività di governo fino ad una successiva infinita campagna elettorale avrebbero fatto bene al paese, in un momento di recessione economica e di caos alle frontiere? Credo proprio di no, per cui non solo ritengo legittima la formazione del gruppo parlamentare che a buon titolo si è denominato dei responsabili, ma ringrazio questi rappresentanti istituzionali per la loro saggia decisione di appoggiare il governo in carica. E ritengo che la maggioranza dei cittadini, che non passano il tempo a sfogare il loro livore antiberlusconiano su facebook e similari, siano del mio stesso parere.

  2. Michele la maggioranza dei cittadini è talmente convinta che il governo Berlusconi fà del bene al paese che sei andasse a votare oggi perderebbe le elezioni ma guarda 1pò………….. difendere i mercenari della politica è poco dignitoso a mio avviso ma con questa legge elettorale sempre più saltimbanchi saliranno al parlamento.
    Questa classe politica tutta và azzerrata per questo voterò MOVIMENTO 5 STELLE non ho nulla da perdere a votare altro………………….. votare questi dinosauri della politica siginifica essere complici di un cancro che sta divorando l italia.