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Rabbia silvestre e divieto di sorvolo degli elicotteri: le precisazioni di Nino Martino, direttore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Mag 10th, 2011 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Riflettore

Nell’ottobre del 2008, in Friuli Venezia Giulia, si è registrato il primo caso di silvestre in Italia, dopo 13 anni dall’ultima segnalazione sul territorio nazionale, che risaliva alla metà degli anni ’90. Nel novembre del 2009 la malattia è stata segnalata anche in Veneto, a Lozzo di Cadore. Per questo il Ministero della Sanità ha avviato un piano di vaccinazione triennale delle volpi, che costituiscono il “serbatoio” della malattia. La vaccinazione avviene con la distribuzione di “esche vaccinali”, effettuata da personale che percorre il territorio a piedi e, se necessario, anche utilizzando elicotteri, impiegati per raggiungere le aree più impervie. La distribuzione dei vaccini ha interessato tutto il Triveneto e, naturalmente, anche il territorio del . I risultati ottenuti grazie alle distribuzioni del 2009 e del 2010 sono stati molto positivi: si è registrata una drastica riduzione dei casi di rabbia e un rallentamento nella diffusione territoriale. In Provincia di Belluno sono stati segnalati, nel novembre del 2010, solo due casi di malattia: uno in Cadore e uno nell’area feltrina, all’esterno del , per questo è necessario proseguire con l’attività di vaccinazione delle volpi. L’Ente ha collaborato da subito con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (incaricato dal Ministero della Salute di realizzare la campagna di vaccinazione) coinvolgendo il personale di sorveglianza del CTA del Corpo Forestale dello Stato, che ha provveduto a realizzare la distribuzione manuale delle esche sul territorio.
Anche per la campagna di vaccinazione 2011 l’Ente Parco e il CTA hanno dato la propria disponibilità a collaborare e gli agenti della Forestale hanno provveduto alla distribuzione manuale dei vaccini.
Nell’aprile scorso gli agenti del CTA, assieme ad agenti della Forestale dei comandi esterni al Parco e personale della Polizia Provinciale, hanno effettuato 27 distribuzioni di esche vaccinali all’interno del Parco e nelle sue immediate vicinanze. Complessivamente sono stati distribuiti 2.618 vaccini, percorrendo a piedi oltre 100 chilometri. Nei giorni scorsi l’Ente Parco ha espresso parere negativo per la distribuzione con l’elicottero di altre dosi di vaccino all’interno dell’area protetta, a causa della concomitanza del sorvolo con il periodo di nidificazione di alcune specie sensibili, soprattutto per l’assenza di un dettagliato piano dei voli. Il Ministero della Salute, nella persona del Direttore Generale del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, dottoressa Gaetana Ferri, ha inviato, in seguito ad approfonditi colloqui con il Direttore dell’Ente Parco, una nota in cui si precisano in modo dettagliato le modalità previste per il sorvolo. L’analisi di questa documentazione ha permesso al Direttore del Parco di rilasciare parere positivo per la distribuzione dei vaccini anche con elicottero, in modo da integrare il lavoro di distribuzione già effettuato manualmente a terra dagli agenti incaricati della sorveglianza dell’area protetta. Il sorvolo, che avrà inizio venerdì 13 maggio, sarà limitato a poche giornate ed effettuato in modo da coniugare le esigenze di una corretta ed omogenea distribuzione dei vaccini, con quelle di tutela di alcune aree di nidificazione.
Sulla stampa ha avuto grande eco il diniego al sorvolo emanato dal Parco, accusato di privilegiare la salute degli animali selvatici rispetto a quella umana. In realtà il Parco ha collaborato da subito con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie per garantire una adeguata distribuzione dei vaccini anche all’interno dell’area protetta. Il diniego al sorvolo rilasciato nei giorni scorsi era dovuto solo all’insufficienza della documentazione presentata. La nota pervenuta dal Ministero della Salute ha permesso di definire i dettagli tecnici dell’operazione e, conseguentemente, di autorizzare l’uso dell’elicottero. Purtroppo, fa sempre più notizia il (raro) caso di diniego che non il (comune) rilascio dei nulla osta. E’ bene sapere che, in quasi 18 anni di attività, i pareri negativi del Parco sono stati appena il 3%, nel restante 97% dei casi il Parco ha sempre dato parere favorevole, richiedendo eventualmente accorgimenti tecnici, che hanno consentito di realizzare la quasi totalità degli interventi, senza arrecare danni all’ambiente naturale. Coniugare le esigenze della tutela della natura con quelle legate alle attività umane è la sfida che ogni giorno i Parchi affrontano; nel caso delle Dolomiti Bellunesi non si può certo dire che l’uomo, da quando è nato il Parco, sia stato messo in secondo piano, o che non siano state tenute in debita considerazione le esigenze di tutela della salute pubblica.

Nino Martino

“Mi auguro – ha dichiarato il Direttore del Parco, Nino Martino – che questa notizia “reale” del rilascio del nulla osta per il sorvolo possa avere lo stesso rilievo della notizia “falsa” di una scarsa attenzione del Parco nei confronti della salute dei cittadini; anche se mi rendo conto che la notizia (vera) del “cane che morde il Direttore” ha sempre meno rilevanza ed interesse della notizia (falsa) del “Direttore che morde la volpe!”

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