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sabato, Maggio 30, 2020
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«Il Pd sbaglia bersaglio».Bottacin: «La partita della Sanità si gioca a Venezia, non a Belluno»

Gianpaolo Bottacin

«Pare che qualcuno non sappia scegliere i propri bersagli: Palazzo Piloni non ha competenze in materia di Sanità». Gianpaolo Bottacin, presidente della Provincia di Belluno, rispedisce al mittente le accuse della segretario bellunese del Partito Democratico, Lidia Maoret. «Sorprende, ma forse non più, che il centro-sinistra si scagli apertamente solo e sempre contro la Lega Nord – ha spiegato Bottacin – . Quella del Carroccio non è l’unica forza politica a guidare la Regione Veneto, ente a cui compete la partita della Sanità, ma il Partito Democratico ben si guarda dall’attaccare il Pdl». «Ad ogni modo, tengo a precisare che fino a che sedevo a Palazzo Ferro Fini non c’è stato alcun taglio al settore da parte dell’ente regionale – ha aggiunto Bottacin – . Ora, in qualità di presidente della Provincia, non ho voce in capitolo, ma le richieste del Bellunese sono comunque ben note a Venezia, dove mi reco settimanalmente, contrariamente a quanto faceva chi mi ha preceduto». «Seguo da vicino l’evolversi della situazione, ma visti i risultati ottenuti da Zaia, non credo si possa ravvisare alcun errore – ha continuato il capo di palazzo Piloni – . Il “taglio” paventato (e ancora non confermato) è un tema caldo che verrà affrontato dall’aula del Consiglio regionale, dove – ne sono certo – i rappresentanti del PD sapranno farsi valere, come accadeva un tempo». «Il problema principale sta nel fatto che – lo sottolineo ancora una volta – il Veneto non ha la possibilità di trattenersi le risorse economiche che produce. Lo potrebbe fare se fosse una regione autonoma, ma quando questa istanza è stata avanzata in Consiglio regionale un gruppo politico si è detto contrario e ha cercato di affossare la richiesta di indipendenza della nostra terra. Chi era questo partito? Il PD, proprio quello della Maoret, che in quell’ottobre 2006 votò compatto la sua contrarietà a trasformare il Veneto in una Regione autonoma come è il Trentino Alto – Adige». «Fino a che la nostra rappresentante del centro-sinistra non saprà dare una giustificazione a questo voltafaccia della compagine di cui fa parte, non credo sia opportuna alcuna sua ulteriore recriminazione. Altrettanto, non potrà ritenersi un interlocutore credibile», ha concluso Bottacin.

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