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La grande truffa del sistema previdenziale italiano

Apr 24th, 2011 | By | Category: Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

Lo Stato italiano è un Robin Hood alla rovescia: toglie a chi sta peggio per dare a chi sta meglio. Gran parte dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata dell’Inps dai parasubordinati, dai precari o da coloro che esercitano professioni non regolate da ordini professionali, vengono versati a fondo perduto: se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione (il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero), quei contributi vengono
usati per pagare le pensioni di altri, ma non danno diritto ad averne una propria. E anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione ottenuta non supera le poche centinaia di euro dell’assegno sociale. Nella stessa situazione si trovano tanti disoccupati e tante donne che, lasciato il lavoro per accudire i figli o gli anziani, non hanno accumulato contributi sufficienti. Intanto la Gestione separata dell’Inps ogni anno incassa 8 miliardi di euro di contributi, ma eroga solo 300 milioni di euro di prestazioni! Per rimediare a questa situazione drammatica, e in attesa di una riforma complessiva e finalmente
equa delle pensioni, chiediamo che sia riconosciuto ai lavoratori il diritto alla restituzione dei contributi “silenti”, ovvero dei contributi previdenziali versati che non abbiano dato luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico.
A questo fine sosteniamo la proposta di legge presentata dai parlamentari radicali “Delega al governo per l’introduzione di una disciplina in materia di restituzione dei contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico” (Atto Camera n. 1611) e chiediamo che la stessa venga calendarizzata e discussa entro la fine del 2011.
IL 20 MAGGIO appuntamento davanti alle sedi Inps per la PRIMA GIORNATA NAZIONALE DEI SILENTI.
Per informazioni e contatti:
www.radicali.it/contributi

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2 comments
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  1. Buongiorno. Ho 59 anni e sono disoccupato. Ho 34 anni di contributi versati all’ INPS più altri 11 versati , in periodi parzialmente sovrapposti, sempre all’INPS come para-subordinato e, un altr’anno, come “agente”. Sommando tutto, i contributi versati corrspondono a 46 anni. Ovviamente i versamenti sono stati fatti in osservanza alla normative di legge vigente. Eppure ho diritto a niente , nessun sussidio e se un’azienda volesse assumermi ( a quasi 60 anni ??? ) non ha nessun sgravio fiscale. Una situazione paradossale. Ho scritto a Barroso, Napolitano, Sacconi, e a tanti altri senza alcun risultato. Se lo ritenete opportuno contattatemi abito a Mestre-VE.
    Grazie dell’attenzione e Vi auguro un buon risultato per la Vs. campagna. Io ci sarò in oqni caso.

  2. Sono stato assunto pesso i Comune, dove ho lavorato fino al 2005, maturando appena 18 anni di contrbuti, durante questo periodo ho chiesto il ricongiungimento dei 12 anni lavorati presso l’aziensa, cosa che fu accettata, maturando così 27 anni di contribuzione come dipendente Inpdap. Quasi contemporaneamente
    svolgevo anche una attività commerciale legalmente iscritta alla Camera di Commercio e con partita IVA, dal 1971 al 1982 versando regolarmente i contributi come COM, in tutto quasi 12 anni, non riconosciuti dall’Inpdap in sede di ricongigingimento. Dopo essere andato in pensione, ho chiesto la pensione supplementare, che mi viene riconosciuta in base ai contributi non coincidenti con quelli versati come lavoratore dipendente, cosa secondo me non giusta poichè all’epoca del 1971 sia l’Inps che i COM erano due cose differenti, questo non può essere colpa mia se l’INPS nel 1996 decise di accorparsi anche i pensionati COM, perchè così facendo i controbuti versati all’epoca, molti dei quali, a causa dell’INPS vengono a trovarsi coincidenti con quelli già riscattati con l’INDAP, per cui 675 di contributi mi vengono riconosciuti solo 240 per la pensione supplementare. Pensione attualmente da loro valutata è di € 8.30 al mese, che poi a fine d’anno con quella della pensione inpdap, mi detraggono ulteriore €. 126.00 , pensate guadagno all’anno €. 108.00 e pago allo stato €. 126.00.
    Non farebbero più presto restituirmi tutti i contributi versati come COM? oppure riconoscermi la pensione che scaturisce per i 675 contributi versati? Grazie